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Decentramento. Ultimatum ad Emiliano?

In questi ultimi mesi, quasi ogni giorno, non solo sul nostro Epolis per mano della brava Alessandra, ma anche sugli altri quotidiani locali, si è scritto e si è discusso sul Decentramento. Su questo piccolo blog, assai umilmente, già da tempo ho posto la questione, convinto che i Municipi o i Comuni, nel caso di Area Metropolitana, potrebbero produrre non pochi benefici. Ieri ho avuto la possibilità di dialogare con lo storico ed appassionato Tonino Gadaleta, referente del Comitato per i Municipi, e la sintesi del nostro scambio è nel seguente articolo, uscito sull’edizione odierna di Epolis. Ho fatto riferimento, nel testo, ad un’analisi tratta da Lavoce.info. Chi è interessato può trovarla qui.

Decentramento_Ultimatum al Comune

Lo scaffale della legalità

Il bravo e generoso assessore comunale al Welfare, Ludovico Abbaticchio, ha lanciato questa iniziativa, dopo essersi indignato, giustamente, per quel che è successo a Bari. Essendo il sottoscritto non solo persona sensibile al tema della lettura e grande consumatore di libri per il loro straordinario fascino e mistero, ma anche uno strenuo sostenitore dell’idea che una più diffusa cultura della lettura, oggi inesistente, alimentata nelle scuole e praticata nelle biblioteche – che in città purtroppo scarseggiano – produrrebbe benefici non solo etici e sociali, ma anche economici al nostro Paese e che, forse, una cittadinanza meno ignorante sarebbe meno disuguale, e che una cittadinanza più curiosa di capire e conoscere l’evoluzione e la complessità dei fenomeni del nostro tempo potrebbe essere in prospettiva più felice; in modo assolutamente positivo, propositivo e costruttivo suggerisco all’assessore di adottare, anche a Bari, il progetto della nostra Scuola Caponnetto dal titolo “lo scaffale della legalità“, già varato e apprezzato in Italia nel veronese.

P.s. Da leggere quest’analisi, tratta da Lavoce.info

Equanima: quando la carità incontra l’ecologia

Look della solidarietà. Banco Equanima

Al cinema, con Actionaid

Mercoledi 15 maggio, dalle ore 20 circa, presso la Mediateca Regionale Pugliese, il costituendo Gruppo degli Attivisti di Action Aid di Bari incontra, per la prima volta, la Città. I giovani volontari hanno deciso di proiettare il documentario del 2010 “Il Sangue Verde” di Andrea Segre, volendo concentrare la loro attenzione non soltanto sul tema dell’immigrazione e del lavoro, ma anche e soprattutto su quello dei diritti. Diritti negati che rendono la nostra società disuguale. Il nostro tempo ancor più complesso da vivere e da decodificare. La proiezione del documentario, pertanto, rappresenterà un’utile occasione per tutti gli interessati per confrontarsi costruttivamente su questi temi e per provare a realizzare una rete sempre più ampia di attivisti locali di Action Aid che punta a confermarsi come una della realtà più socialmente vivaci e dinamiche della nostra città. Pronta a battersi, con tutte le sue energie, per una Città e un Paese dove siano debellate tutte le ingiustizie e le varie povertà sociali. Noi siamo pronti a fare, anche con passione ed entusiasmo, la nostra parte. E voi?

“Finale di Partito”: la videointervista a Revelli

Venerdi scorso, presso l’Auditorium La Vallisa di Bari, il nodo locale di Alba ha organizzato un incontro con Marco Revelli per presentare il suo ultimo libro, per Einaudi, “Finale di Partito”. Lo ha moderato Teresa Masciopinto. E gli interventi introduttivi sono stati di Franco Chiarello e di Magda Terrevoli, a nome delle due associazioni che hanno collaborato nell’organizzazione dell’evento (rispettivamente “Centosassi” e “Un desiderio in comune”). Vi ho partecipato con grande curiosità ed attenzione.

Il partito era un involucro molto solido, con un corpo militante ampio e fidelizzato, con una capacità non solo di rappresentare politicamente ma anche di organizzare pezzi di società, il tempo libero dei proprio militanti, la formazione culturale che era partita con una forte vocazione pedagogica per molti versi. Quel modello di partito era congruente con il paradigma socio produttivo, corrispondeva ad un modello di organizzazione che si era originato fuori dalla politica e che aveva assunto un carattere universale. Questo modello novecentesco è finito esattamente come è finito il modello della fabbrica fordista. Il problema degli attuali partiti è il non aver compreso pienamente gli effetti della trasformazione in atto. Il non riconoscere che oramai sono diventati una cosa diversa da quella che continuano ad autorappresentare, essendoci flussi di consenso flessibili, volubili, incerti. Credo che il Parlamento dovrebbe rimanere il luogo nel quale il sociale trova la propria sponda politica. Dico sponda e non sintesi, come molto spesso si dice, come se il sociale fosse un conglomerato eterogeneo e instabile e all’istituzione spettasse fare la sintesi, e che senza questa sintesi il sociale si dissolverebbe. Non è più così, il sociale ha maturato una consistente capacità di autoorganizzazione e anche di autorappresentazione. C’è un sociale che ha elaborato una forte consapevolezza dei propri bisogni e delle proprie esigenze. Il nuovo modello di rapporto tra la rappresentanza politica e il sociale non può che essere un rapporto meno esclusivo e forte di un tempo, in cui la rappresentanza politica non può pretendere di monopolizzare tutte le forme di espressione pubblica come rischia di continuare a fare perché questo verrebbe interpretato come privilegio ingiustificato, intollerabile. Non può pretendere di continuare a svolgere quel ruolo pedagogico per cui non è più legittimata. Non ha nulla da insegnare questo ceto politico.

Un aperitivo con gli psicologi del lavoro

Lo prenderò, volentieri, domani pomeriggio, non dopo una speciale seduta d’analisi, ma più verosimilmente dopo questo dibattito, promosso da Siplo Puglia, a cui sono stato invitato a partecipare come moderatore.

Uno scatto (in avanti) per il Museo della Fotografia

Ieri, su Epolis, un nuovo articolo dedicato al Museo della Fotografia di Bari, del quale mi ero già occupato, con l’intervista a Nicola Costantino, Rettore del Politecnico – presso cui dovrebbe fisicamente sorgere – e a Pio Meledandri, Direttore del Museo.

Fotografia il museo avrà.. lo scatto

Al sit-in per il Pm Di Matteo

Sabato scorso le Agende Rosse di Bari e il neonato presidio locale dell’Associazione dedicata a Rita Atria hanno promosso a Bari, sotto il Palazzo del Comune, un sit-in per esprimere solidarietà al Pm della Procura di Palermo, Nino Di Matteo, vittima negli ultimi mesi di una pluralità di intimidazioni a causa del suo impegno teso ad accertare le responsabilità e l’identità dei mandanti delle Stragi di Stato del 1992-1993. All’evento ho partecipato anche io, con gratitudine verso i promotori, a nome della Scuola Caponnetto.

Oggi, in Feltrinelli

L’avvocato e amico Massimo Melpignano, da anni “paladino dei consumatori” truffati da banche o finanziarie, dopo il primo libro in cui racconta la sua esperienza decennale, ha deciso di scrivere il libro “Sdebitiamoci“.

Questo non è il solito libro sulla crisi, le sue origini, i suoi possibili sviluppi. Nato dall’esperienza ventennale di un avvocato che ha dedicato la sua professione alla difesa dei consumatori e degli utenti dei servizi bancari e finanziari, Sdebitiamoci! è un manuale che indica le strategie quotidiane per sottrarsi alla logica dell’indebitamento e del consumo coatto.

Più per amicizia, credo, che per una reale competenza in materia economica, che oggettivamente non ho, Massimo mi ha chiesto di scrivere una riflessione sul “debito”. Eccola.

Non per la sua presentazione, ma per la bellezza di condividere questo momento con un amico straordinario, persona non solo professionalmente eccellente, oggi pomeriggio sarò alle 18:30 presso la Feltrinelli di Bari. Qui l’evento su Fb. Qui una bella recensione.

Bari accolga Khadim “Bamba” Fall

Si chiama cosi l’appello che ho scritto, qualche giorno fa, insieme all’avvocata ed amica Francesca La Forgia (esperta di diritto dell’immigrazione), con cui sollecitiamo tutte le Istituzioni preposte a concedere, per gli alti meriti civili, il permesso di soggiorno a Khadim “Bamba” Fall. Qui l’ intervista – da cui è nato e che spiega l’appello seguente – uscita su Epolis che feci ad inizio aprile a questo ragazzo dal viso simpatico e dal grande cuore. Alla vicenda è dedicato anche questo Blog, realizzato sempre dal sottoscritto e sempre con la collaborazione di Francesca.

Il mare, non solo per la nostra città, è un simbolo. L’unico che, contemporaneamente, ha la forza per unire e separare. Paesi, popoli, culture, tradizioni. Il mare, inoltre, rappresenta uno specchio. Rivela la nostra identità. Racconta quello che siamo e che, forse, potremmo essere. Le reliquie di San Nicola, il santo patrono della città di origine straniera, giunsero via mare. E sono diventate, nel millennio successivo, non soltanto oggetto di culto, ma iconografia di una città che ha sempre conosciuto l’accoglienza, ospitale e solidale, dell’alterità. Integrata come valore aggiunto nel nostro territorio. Una diversità che si fa ricchezza. Culturale e sociale. Per tutta la comunità. Non sempre, però, la storia è stata “maestra di vita”. Non sempre, purtroppo, i/le cittadini/e hanno saputo esercitare la memoria storica vedendo in essa una preziosa piccozza culturale per abbattere i muri dell’intolleranza e dell’ignoranza. Oltrepassando ogni forma di razzismo.

Khadim “Bamba” Fall è un ragazzo senegalese di 34 anni, in Italia da oltre dieci anni, che sabato 30 marzo, mentre faceva la propria spesa pasquale, ha sentito urlare dalla vicina rosticceria. Percepita immediatamente la gravità della situazione e senza pensarci troppo, ha rincorso il giovane rapinatore, armato, che intimorito dalla sua fisicità si è lasciato afferrare. Una volta consegnato il malcapitato alle Forze dell’Ordine e restituito il “bottino” alle legittime proprietarie della rosticceria, per Khadim Fall, paradossalmente, proprio la sera di Pasqua, si è aperto il “Calvario della Burocrazia”.

Khadim Fall, infatti, a causa del quadro normativo attuale che non consente il rinnovo del permesso di soggiorno a quei/quelle cittadini/e stranieri/e che hanno perso il lavoro, e con esso quasi il diritto ad una esistenza visibile nelle nostre città, dopo pure tutte le campagne mediatiche che obbligano il/la migrante a a vivere nascostamente e ai margini delle nostre comunità come se il problema della sicurezza dipendesse unicamente e principalmente da questa condizione umana, rischia seriamente di dover lasciare il Paese.

Bari e l’Italia accolgano Khadim Fall! Lo adottino come buon esempio di cittadinanza; come testimonianza mirabile e virtuosa di un’integrazione non solo possibile, ma anche necessaria per dimostrare che nella nostra città “nessuno/a è straniero/a e tutti/e sono baresi”. Noi baresi, insieme, noi che a vario titolo abitiamo una città che ha scelto per Santo cristiano Protettore un migrante, votata alla convivialità delle differenze quale crocevia di popoli, chiediamo alle Istituzioni di questa Città e di questo Paese, perciò, con questo appello, che è anche e soprattutto un invito ad accogliere la bellezza della diversità e a riscoprire il gusto della legalità, l’assegnazione di un permesso di soggiorno, come già avvenuto in altri casi in Italia, per i suoi  meriti civili, a Bamba Fall. Per poter dire, con lui, che Bari può e vuole diventare la “Capitale Euro-Mediterranea dei Diritti”.

E chiediamo a chiunque lo voglia, in Italia e ovunque, di firmare questo appello.

Per firmare e sostenere questo appello è, infine, disponibile l’indirizzo mail: khadimlitaliareale@gmail.com

P.s.: Di questo appello se ne parla già qui. E anche a seguito di questa notizia, credo, sia ancora più importante sottoscriverlo e diffonderlo lealmente.