Pino Masciari

Oggi, dopo le premesse dei giorni scorsi, lancio ufficialmente questo blog “nella sfera dell’informazione”, parlando di Pino Masciari.

Mi sarebbe facile indicare a tutti quelli che ancora non lo conoscono, il suo sito e la pagina nella quale si presenta e parla di sé, ma probabilmente per quello che questa persona riesce ad emanare e a trasmettere, non sarebbe mai abbastanza.

Pino e la sua famiglia, composta splendidamente dalla moglie Marisa e dai figli Ottavia e Francesco, da quasi 12 anni, da quando è cominciato il loro calvario, sono stati abbandonati da uno Stato che non ha riconosciuto in questa famiglia una risorsa incredibile e preziosa per la lotta alla ‘ndrangheta e alla criminalità organizzata calabrese.

Pino infatti con coraggio ha sfidato l’impero criminale calabrese per vedere non offesa la sua dignità di cittadino pulito, onesto e rispettoso delle regole dello Stato e di ogni Istituzione.

Si è rifiutato di pagare il pizzo, di accettare ancora la cultura delle estorsioni e dei ricatti, di sottostare a certe logiche consunte e impregnate di mala società con il potere politico colluso con quello economico, giudiziario e mafioso.

Ha detto Basta!

Ha detto basta all’omertà e al silenzio, ha detto basta alla mafia, ha detto basta a tutto quello che divora un popolo, ha detto basta a tutto quello che priva la gente onesta dell’ossigeno per vivere secondo legalità e giustizia, ha detto basta.

Ma in questo basta, nonostante un profondo sgomento per una situazione che dopo tanti anni ancora non vede la luce, Pino e la sua famiglia non hanno mai perso il senso dello Stato, i suoi valori, non hanno mai preteso da esso con superbia e arroganza nulla se non giustizia, se non rispetto, se non riconoscenza da parte di uno stato che invece li ha incredibilmente e ignobilmente abbandonati come se meritassero per tanti anni questo destino, di vivere come ladri, come reclusi in una località protetta ma isolata dalla vita e dal mondo, come se a loro toccasse la sorte che dovrebbe invece accadere a quelli che loro hanno denunciato.

I nostri politici ad ogni campagna elettorale fanno grandi proclami e paradisiache promesse sentenziando sul loro impegno nella lotta ad ogni forma di violenza, di illegalità, di mala giustizia, consapevoli loro stessi che nulla di quello che dicono potrà trovare mai riscontro nella realtà fino a quando il marcio sarà presente nelle stesse stanze del Potere, se al termine politico il cittadino sensibile, consapevole e informato sarà costretto ad associare inevitabilmente anche il sinonimo mafioso (sottolineo altresì e fortunatamente come non siano tutti cosi quelli che entrano nel Parlamento, ma fino a quando questa minoranza sarà sempre molto risicata, la maggioranza di essi, mai come in questi casi bipartisan, potrà esercitare il potere come meglio crede..).

Pino Masciari merita di tornare ad essere un cittadino come tanti, come tutti noi, con una identità recuperata e non ancora violata, denigrata e offesa da chi non li riconosce una serie di virtù incredibili e oggi assenti in una buona maggioranza della popolazione italiana che sta preferendo il quieto vivere ad azioni di coraggio e di ripristino della legalità.

Dal 31 marzo fino allo scorso giovedi 1 maggio, Pino Masciari e Roberto del Meetup degli amici di beppe grillo di torino, sono stati in calabria, i primissimi giorni da soli e senza alcuna protezione, per denunciare in questo modo estremo e profondo l’assenza di attenzione verso il suo caso ma ancor più grave la percezione che di lui e del suo caso alla politica tutta, a questa malsana classe politica, interessi poco o nulla perchè è più facile estromettere una sola persona dalla quotidianità piuttosto che sdradicare dalla propria terra quell’erbaccia che l’avvelena e la deturpa moralmente, socialmente e culturalmente in ogni attimo disponendo di un potere dato dalla violenza, dall’odio, dal sangue delle armi.

Ma Pino nell’ultimo anno, grazie alla Rete, non è più solo perchè ha trovato tantissime, ma davvero tantissime persone che si sono affezionati a lui, alla sua famiglia, che lo hanno issato a modello esemplare di correttezza e di probità, che patiscono quando lui patisce e che gioiscono quando lui gioisce, essendo la sua voce e il suo megafono per l’italia, contribuendo a sensibilizzare e a testimoniare presso quanta più gente possibile che una inversione è possibile, che la Rete se si muove e agisce collettivamente può fare tantissimo per superare certi scogli e arginare certe piaghe.

Siamo in attesa di conoscere se e quali sviluppi ci sono stati dal suo incontro, tenutosi venerdi 2 maggio, con il Vice Ministro uscente dell’Interno Marco Minniti che aveva la delega ad occuparsi dei testimoni di giustizia con la speranza di non essere ancora una volta delusi da una politica che sta amaramente testimoniando di essere lontanissima dalla realtà del paese.

Pino ti vogliamo bene e ti seguiremo sempre.

Non mollare mai.

Se vince Pino, vinciamo tutti.

Indiano

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