Un passato che ritorna

Quando lo scorso 22 Aprile ho assistito, presso il Cinema Armenise di Bari, alla proiezione del nuovo documentario di Claudio Lazzaro, Nazirock, (invitato da I Grilli Attivi di Bari come evento in preparazione del Vday2 sull’Informazione) che racconta in modo molto onesto lo sdoganamento delle forze di estrema destra in politica, mi sono chiesto cosa abbia spinto questo ottimo giornalista, ex del corriere della sera, a documentare questo “mondo“.

Vedendo il documentario, inquietante quanto diretto per il linguaggio utilizzato dall’autore ma anche dai protagonisti delle riprese, si capisce come certe reminiscenze storiche non siano mai del tutto svanite dalla memoria e dalla coscienza di chi ancora, dietro logorate ed insostenibili ideologie, crede ancora possibile uno schema di società piegato a certe regole ed ordini.

Ma ancor più pericoloso e inaccettabile, per me, è quella esagerata latenza intellettuale creata ad arte da chi, attraverso il gioco delle alleanze elettorali, con poco meno di 500 mila voti entra in parlamento, facendo cosi sdoganare in politica questo modus vivendi, che si ripercuote su intere classi generazionali di coetanei e di ragazzini liceali, alimentati da una ignoranza abissale di fondo, relativamente alla Storia e all’Educazione civica, che cosi per moda, per una insensata e folle corsa alla globalizzazione dei costumi e dei legami, per una esagerata incomunicabilità con il prossimo, si comportano come numeri, come tessere di partito senza alcuna identità e dignità, inconsapevoli di quello che diventano e di quello che questa deumanizzazione comporta.

La censura a cui questo documentario è stato sottoposto in moltissime sale italiane, intimidite e minacciate da una diffida del nuovo segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, (grande amico di Alessandra Mussolini, neo onorevole con il Popolo delle Libertà, oltre che del vecchio Rauti la cui figlia è la sig.ra Alemanno, neo Sindaco di Roma..) fa capire come questi temi non solo siano attualissimi ma sono anche fondamentali da capire e da trasmettere con la medesima onestà intellettuale a tutti quei ragazzi che non possono essere tenuti all’oscuro e soggiogati da una cultura dell’orrido e del terrore.

Consultando oggi il sito di Articolo 21, che praticamente sta diventando il mio quotidiano di riferimento vista la sconcertante inaffidabilità delle cartacee versioni dei blasonati giornali, da noi annualmente finanziati con centinaia di milioni di euro, mi sono imbattuto nella lettura di questo articolo nel quale è presente una legittima critica ad una intera classe politica, bipartisan più che mai in questo momento, che da due giorni sta minimizzando totalmente sulla morte, sconcertante e inutile, di un ragazzo di 29 anni, veneto, Nicola Tommasoli, che è stato barbaramente picchiato e ucciso da un gruppo di ragazzi neonazisti per non aver consegnato a costoro una semplice e fottutissima sigaretta.

Ovvio che in questi casi nessuna parola può essere sufficiente a lenire il dolore della sua famiglia, nessuna pacca sulle spalle e nessun falso abbraccio possono restituire una persona strappata ai suoi cari solo per essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Nel ripensare, cosi, a Claudio Lazzaro e al suo documentario Nazirock, capisco ancora una volta il perchè lui abbia girato questo film: perché con la lungimiranza di uno stratega ha capito che oggi certe piaghe non si sono per niente rimarginate ma che anzi, nell’indifferenza di una stragrande opinione pubblica, sempre pronta a massacrare mediaticamente il romeno di turno, e a meravigliarsi, silenziosamente e in omertosa complicità, di una violenza italiana, magari proveniente da un ragazzo di buona famiglia, le barbarie e il problema sicurezza non possono essere vilmente spacciate per questioni di destra e di sinistra come se il problema sociale e culturale non fosse altrettanto importante se non prioritario e fondamentale da risolvere definitivamente anche con misure di coraggio e drastiche.

Con la vita, di nessuno, non si può e non si deve scherzare!

E nel solidarizzare eternamente nella memoria dei tantissimi martiri di violenze dovute ad elementi filo – nazisti e contestualmente nel rivolgere il mio pensiero a tutti quei ragazzi inconsapevoli che drogati da un sistema sono narcotizzati e schiavi di un potere eticamente marcio e corrotto, con l’auspicio che possano “risvegliarsi”, sperando altresì che immagini come quella in apertura restino negli archivi storici e nella memoria di ciascuno per cosa hanno rappresentato, chiudo questo post, molto notturno, con l’invito a vedere e a riflettere sul seguente videoclip tratto da Nazirock di Claudio Lazzaro.

Indiano

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