Parlamento Pulito. Giuseppe Ciarrapico

Comincio la mia panoramica “politica” sul nuovo Parlamento, sui deputati e senatori della XVI legislatura, dai condannati in via definitiva e nello specifico da quello che maggiormente ha suscitato clamore per i suoi trascorsi e per il suo personale background: Giuseppe Ciarrapico, detto il Ciarra.

Come si può leggere da Wikipedia, il neo senatore del Popolo della Libertà non è laureato e sin da giovanissimo oltre a intraprendere la professione dell’imprenditore, sposò tanto la linea politica andreottiana quanto quella relativa al missino Giorgio Almirante.

Il Ciarra negli ultimi anni aveva mostrato un certo disinteresse alla politica dopo che la sua ultima esperienza parlamentare, conclusasi nel 2005, non gli aveva dato le soddisfazioni di cui necessitava. Poi, per togliere preferenze all’ex alleato Francesco Storace, fondatore del nuovo movimento politico, La Destra, l’astuto Previti lo ha richiamato “alle armi” e lui non si è lasciato scappare l’opportunità di tornare ad occupare un seggio in Parlamento nelle fila del suo amico Berlusconi, conosciuto sin dai tempi del Lodo Mondadori per il quale fece da intermediario tra Silvio e De Benedetti.

Ma questa destra smacchiata a Fiuggi chi la vole? La verità é che An é diventata ‘na monnezza, gliel’ho detto a Fini: “Alle prossime elezioni i nostri, che son rimasti fascisti nell’anima, non ti voteranno più, mejo Berlusconi“… Sono troppo fascista per assistere a questi bla bla… Creda a me. An potrà pure sedere a tavola ma non al tavolo che conta. A me la gente che cambia idea nun me piace. Nell”83 Fini faceva il saluto romano… E i nostri non lo voteranno più. Voteranno Berlusconi. Sul piano umano é meglio. E’ uno che non ha mai celebrato la Resistenza, mentre Fini non si é perso un 25 aprile… So’amico de Gasparri… Nessun dubbio. Il mio idolo é Bertinotti. Se fossi dall’altra parte lo voterei”.
(Giuseppe Ciarrapico, “La Repubblica”, 11 luglio 2005)

“Non esistono, i diari di Mussolini. Dunque non é possibile che siano quelli adesso al centro dell’attenzione. Mi sono occupato a lungo del Duce e posso assicurare che questa storia non sta né in cielo né in terra… Stimo moltissimo Dell’Utri. E’ un amico di grande qualità. Magari stavolta rischia di essere un po’ imprudente”
(Giuseppe Ciarrapico, “L’Espresso”, 22 febbraio 2007)

“Fare il senatore di Roma a chi per una vita ha studiato e onorato la bandiera della Civiltà romana ha il senso del coronamento finale, del passo che conclude un cammino lungo… Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici… Di Fini non conservo alcun interesse politico. La sua alleanzuccia non mi è mai piaciuta. Mi sono tenuto lontano e ho fatto bene… Con Berlusconi l’amicizia è di antica data. E il suo ingegno è davvero raro. Sabato al Palalido di Milano ho conosciuto la potenza di questo movimento”.
(Giuseppe Ciarrapico, “La Repubblica”, 10 marzo 2008


Il testo dell’intervista pubblicata oggi sul quotidiano La Repubblica non corrisponde al mio pensiero. Il fascismo appartiene al nostro passato e il giudizio su questo periodo drammatico della nostra storia è bene che sia lasciato agli storici. Per quanto mi riguarda, non ho mai nascosto la mia giovanile adesione ad esso, al pari di tanti illustri italiani, ma al tempo stesso ho sempre espresso la mia netta riprovazione e condanna, qualunque sia stata, per la perdita della democrazia e ancora di più per le discriminazioni razziali”.
(Giuseppe Ciarrapico, corriere.it, 10 marzo 2008)

“‘Sta destra imbalsamata… Del resto diciamocelo in faccia, la democrazia non é certo il migliore dei sistemi… Fini é un ometto impettito e deprecabile, un islamico-sionista, un furbetto… Guardi, io quell’uomo l’ho sempre detestato, An non esiste più, finita. La destra nn esiste più, e Fini non é il colpevole unico, il resto della truppa non é diversa da lui, Gasparri tiene famiglia, La Russa poi. Gli altri? Francamente li trovo impresentabili”.
(Giuseppe Ciarrapico, “La Stampa”, 14 marzo 2007)
Come si può desumere da queste “raggianti” dichiarazioni, il Ciarra non ha mai rinnegato nè le sue origini culturali e politiche nè ha mai espresso rincrescimento per quelle che sono state alcune sue condotte certamente non impeccabili dal punto di vista etico e morale.
Infatti queste mie riflessioni sono state solo alcune di quelle già riprese, sviluppate ed elaborate, nell’ultima campagna elettorale, per criticare questa candidatura infarcita da non pochi “assilli” giudiziari che hanno minato e contraddistinto tutta la vita di Giuseppe Ciarrapico. Come si può evincere chiaramente da questo articolo di Marco Travaglio, Camicia Nera Fedina pure.

Chiudo questa mia prima panoramica, con tutta la consapevolezza che non potrà essere l’ultima, in quanto non mi stancherò mai di denunciare i mafiosi che scontano la loro pena in parlamento piuttosto che in galera, quanto mai desisterò dal ruolo che mi sono “scelto”: di provare ad informare con tutti i miei mezzi possibili quanta più gente possibile affinchè i cittadini di domani siano migliori di quelli di oggi (e basterebbe davvero molto poco.. cominciando dall’informazione infatti si potrebbero ottenere grandi risultati..) e che tutti quelli che oggi si indignano di cotanta tracotanza e innobiltà possano co – responsabilmente fare la loro parte, ogni giorno, con la consapevolezza che tutti insieme ce la possiamo fare.

Lo stavano inseguendo da un ventennio. Una lunga ma inutile caccia al tesoro. Tra residenze di comodo, cavilli procedurali, vecchie bancarotte e nuove aziende che si rivelano fantasmi legali. Ora i creditori di Giuseppe Ciarrapico, sulla carta imprenditore con mille interessi, eppure formalmente nullatenente di fronte alla legge, si preparano a modo loro a festeggiarne l’elezione a senatore. La sua legislatura rischia di aprirsi con un pignoramento a Palazzo Madama: «Siamo già pronti a bloccare il suo stipendio di parlamentare. Finalmente Ciarrapico non potrà più prendere in giro la giustizia». A preannunciare «con la forza dell’esasperazione» questo attacco finale al portafoglio del neo-senatore berlusconiano, sono gli avvocati di una sessantina di vittime del crac dell’Ambrosiano. Da quella storica bancarotta è passato più di un quarto di secolo. Ma fra i 38 condannati, almeno cinque sono riusciti a non risarcire neppure un centesimo. Dichiarandosi nullatenenti. Come Ciarrapico. L’imprenditore è stato più volte indicato, senza contestazioni, come titolare di società editoriali, stabilimenti termali, cliniche private, alberghi, ristoranti e aziende di acque minerali. Lo stesso leader di Forza Italia dichiarò di averlo candidato nella convinzione che fosse «utile perché proprietario di giornali». Errore: anche quei quotidiani figurano intestati ad altri. Lui invece, nonostante i costi della campagna elettorale, continua a non avere nulla da offrire ai creditori. E il suo caso, più che l’eccezione, sembra ormai la regola.
Dopo anni di leggi-vergogna (reati aboliti, verbali annientati, prove dimezzate, riforme incostituzionali, nullità a valanga, prescrizioni facili e per finire l’indulto), la giustizia si mostra incapace di far pagare il conto perfino ai condannati con sentenze definitive per reati che hanno fatto storia.
Nel maggio scorso, come informava “Il Sole 24 Ore”, l’ufficiale giudiziario si è presentato nella sua residenza dichiarata, cioè nel capannone accanto alla tipografia di “Ciociaria Oggi”, scoprendovi però «una sola stanza con brandina, tavolo, piccolo armadio e comodino». Niente di pignorabile, insomma. Anzi, le parti civili avvertono che «Ciarrapico ha fatto annullare per motivi procedurali perfino quest’ultimo tentativo di esecuzione forzata». Di qui la soluzione finale: bloccare un quinto del suo nuovo reddito di parlamentare.
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Commenti

  • S4v3r10  On 15 maggio 2008 at 07:31

    come darti torto? quoto in toto tutte le preoccupazioni e le ansie per una situazione drammaticamente stazionaria. L’informazione generalista glissa su questi temi, omette le denunce, nasconde le notizie scomode rendendo le carriere di questi deliquenti NORMALI agli occhi dei più. complimenti per il blog, ti seguo con interesse, far rete e libera informazione è l’unica strada possibile, per ora, per cambiare lo stato delle cose, almeno spero! Saverio

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