Benedettusconi c’è



Venerdi 6 Giugno il Presidente del Consiglio Gianni Letta, accompagnato dal suo segretario Silvio Berlusconi, ha incontrato il faccendiere Joseph Ratzinger per farsi dettare l’agenda politica.

Vediamo come hanno commentato questo incontro alcuni quotidiani italiani:

E’ durato in tutto 40 minuti il colloquio privato fra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Benedetto XVI. All’incontro, in biblioteca vaticana, era presente anche il sottosegretario Gianni Letta. Berlusconi, prima dell’incontro, aveva dichiarato che il suo governo è “dalla parte della Chiesa”. “Non posso che compiacermi – ha detto il premier – per l’apprezzamento che il Papa ha voluto dare sul nuovo clima politico” creato dalla vittoria “della nostra parte politica”.Particolarmente apprezzata in Vaticano la presenza di Gianni Letta, già nominato dal Pontefice ‘gentiluomo di Sua Santità’, incarico onorifico ma di particolare prestigio, e salutato al suo arrivo da Benedetto XVI come ”un vecchio amico”.

Durante il colloquio sono stati affrontati temi importanti come quelli etici, sostegno alla famiglia, finanziamento delle scuole cattoliche, immigrazione e politiche dell’accoglienza, ma anche argomenti internazionali come la crisi mediorientale e l’emergenza alimentare discussa nel recente vertice della Fao.
Le aspettative della Chiesa, che la scorsa settimana con le parole del Papa aveva espresso apprezzamenti sul cambiamento del clima politico italiano, sono grandi. I provvedimenti auspicati riguardano la realizzazione di un piano nazionale per la difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale, una politica per la famiglia che alleggerisca, innanzi tutto, la pressione fiscale per chi ha figli a carico e l’approvazione del finanziamento pubblico alle scuole cattoliche private, comprese deduzioni fiscali per le famiglie che scelgono per i loro figli scuole non statali e pagamento, da parte dello Stato, degli stipendi degli insegnanti delle scuole private.
Poche ore prima dell’incontro in Vaticano il premier ha dichiarato di voler “rispettare il dialogo tra Stato e Chiesa”, come raccomandato dalla nostra Costituzione, e, pur ribadendo il concetto di Stato laico, ha affermato che l’azione del suo governo non potrà che “compiacere il Papa e la sua Chiesa”.

Le uniche sensazioni che questo incontro mi ha provocato sono state quelle di due politici, della peggior specie, con uno (indovinate chi?) verosimilmente prono e supinamente genuflesso nei confronti dell’altro, che stabiliscono di comune accordo come spartirsi la “torta” degli interessi, degli affari e della politica, ivi del potere.

Si è percepito di cosa si sia parlato (e a chi mi legge lascio intatta la possibilità di farsi una propria idea vista la brutalità degli argomenti succitati) ma, nei loro omertosi e complici silenzi, non mi stupirei più, oggi, se si fossero affrontati temi quali lo Ior, la Banca Vaticana, e il suo uso criminoso (con soldi sporchi e illeciti custoditi), la pedofilia e l’omosessualità protette dalla Chiesa di Roma, il mancato versamento allo Stato Italiano dell’Ici da parte dello Stato Estero del Vaticano, che secondo alcuni, è proprietaria di “mezza” Roma, la presenza di soggetti alla “Marcinkus” (cioè di “furbetti del quartierino”) che, benedetti dalla sacre toghe, hanno combinato grandissime nefandezze, i costi della Chiesa, assolutamente insostenibili da parte di un’Istituzione che dovrebbe rappresentare un modello esemplare di ligia onestà e di indissolubile moralità.
Appunto dovrebbe, perchè la Chiesa oggi non è niente di tutto questo.

In Italia non c’è più pudore, non c’è più prudenza, non c’è più riguardo. Urge scoraggiare le rivolte, seminare paura, disarticolare gli oppositori per far passare tolleranti le volgari orge sull’altare. L’alleanza tra chiesa e governo dovrà essere forte e compatta per conservare, nutrire e mantenere il potere. Il recinto spinato sono ancora i media asserviti, portavoce delle prediche che da oltre Tevere rimbalzano oltre pulpito per eccitare i Bondi. (Daniele Martinelli dal suo blog)

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Commenti

  • sylvie  On 9 giugno 2008 at 08:36

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

  • S4v3r10  On 9 giugno 2008 at 11:17

    La sensazione che si ha è che in nome e in difesa del potere quell’uomo sarebbe disposto a vender l’anima, ammesso non l’abbia già fatto. E ancor più mi inorridisce l’idea che ora il Vaticano abbia trovato una sponda valida per consolidare la propria ingerenza senza nemmeno rischiare di suscitare la reazione e la indignazione del mondo laico. In fondo il berlusca ha detto “sanno quello che possiamo dar loro”, non ci sarà nemmeno la necessità di alzare il telefono da parte della santa sede, e qualora il bisogno ci fosse faremo in modo che non vengano intercettate le comunicazioni, per dio!

  • indiano  On 9 giugno 2008 at 17:17

    s4v3r10grazie per il messaggio.il Vaticano per chi non se ne fosse accorto era già presente alle ultime elezioni con una sua artista, precisamente la stilista del Papa modello, nelle file dell’udc del cattolico Casini che per rispettare l’istituto della famiglia, ne ha addirittura due..ma siccome il vaticano, grazie al nano piduista, si è accorto che può puntare + in alto, ha steso la sua mano (vista la reazione di berlusconi, verrebbe da dire, in tutti i sensi..) sulla politica degli affari, degli interessi privati e di quelli pubblici che verrebbero coperti con il bavaglio alle intercettazioni

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