Diamo un nome alle cose

Con il malumore per una debacle sportiva, quella di ieri sera, addirittura rinvigorito a causa del ” caso” Intercettazioni che consegnerà presto il nostro Paese agli almanacchi di storia per essere l’unica Nazione nella quale, nel XXI secolo, viene restaurato il fascismo, dedico le discussioni di oggi e di domani all’apprendimento, utile innanzitutto per me, di tutto quel glossario politico – istituzionale con il quale, da anni, i rappresentanti della casta – cosca che siedono in parlamento, ci narcotizzano arroventando sempre più la comprensione dei fatti relativi alla loro attività e al loro impegno “in nome del popolo italiano” che li dovrebbe eleggere (bisogna usare il condizionale perchè non ci dovremmo stancare di ricordare che noi non abbiamo scelto ed eletto nessuno, ma siamo solo stati costretti ad eleggere individui scelti dalle segreterie di partito).

Una maggioranza di politici che oltre a essere schiavi dei rispettivi presidenti e segretari di partito, ai quali devono il loro scranno, e ai quali ripagano la fiducia semplicemente votando ora questo ora quel decreto o disegno di legge, non collabora quasi mai fattivamente a rendere trasparente ciò che accade nel “Palazzo dei Bottoni” preservando cosi il loro pseudo potere individuale che ritengono di poter conservare eternamente tenendo nell’ignoranza il “popolo sovrano” non reagente davanti alle loro nefandezze.

Ma, sfortuna loro, oggi in italia sta germogliando una generazione di ragazzi e di cittadini consapevoli, purtroppo ancora una esigua minoranza, che tra qualche anno, sperando che nel frattempo la situazione non degeneri ulteriormente, ribalterà il colpo di stato che si sta perpetrando da anni, ora con l’aiuto del centro destra, ora con l’aiuto del centro sinistra, nel nostro paese ai danni della democrazia e della legalità.

Vediamo quindi alcune di queste paroline magiche con cui “i commensali di bruno vespa” provano ad anestetizzare le nostre coscienze:


Atti parlamentari

Rientrano nella nozione i documenti elaborati in Parlamento con lo scopo di certificare e rendere pubblica l’attività svolta dai diversi organi che lo costituiscono. Vi sono compresi: il processo verbale, il resoconto (sommario e stenografico) delle sedute, i bollettini degli organi collegiali, i messaggi dei Presidenti di Assemblea, gli stampati contenenti il testo dei disegni di legge, delle proposte di inchiesta parlamentare ovvero delle proposte di modifica del Regolamento, le relazioni presentate all’Assemblea da Giunte e Commissioni, i documenti conclusivi di indagini conoscitive svolte dalle Commissioni, gli atti di sindacato ispettivo. Inoltre sono considerati atti parlamentari anche quelli che nascono fuori dalle Camere, ma che sono ad esse destinati e che queste pubblicano come propri documenti: i messaggi del Presidente della Repubblica, le domande di autorizzazione a procedere (vediAutorizzazione all’arresto ed ad altri atti di procedura penale), i decreti registrati con riserva dalla Corte dei conti e le tante relazioni (del Governo, della Banca d’Italia, della Corte dei Conti, del CNEL, ecc.) previste da numerose leggi (vedi Pubblicità dei lavori).

Commissioni (struttura)

Le Commissioni sono organi collegiali ristretti, rispecchianti la consistenza numerica dei diversi Gruppi parlamentari. Possono essere considerate come piccole assemblee che riproducono in scala ridotta la composizione dell’Aula. Ad esse sono attribuite importanti funzioni (vedi Commissioni (attività)), preparatorie o sostitutive rispetto all’esercizio di quelle dell’Aula.

Una prima, fondamentale distinzione è tra Commissioni permanenti e non.

Le Commissioni permanenti del Senato sono quattordici e hanno competenza nelle materie per ciascuna indicate:

  • 1ª Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell’Interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica Amministrazione;
  • 2ª Giustizia;
  • 3ª Affari esteri, emigrazione;
  • 4ª Difesa;
  • 5ª Programmazione economica, bilancio;
  • 6ª Finanze e tesoro;
  • 7ª Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport;
  • 8ª Lavori pubblici, comunicazioni;
  • 9ª Agricoltura e produzione agroalimentare;
  • 10ª Industria, commercio, turismo;
  • 11ª Lavoro, previdenza sociale;
  • 12ª Igiene e sanità;
  • 13ª Territorio, ambiente, beni ambientali;
  • 14ª Politiche dell’Unione europea.

Ogni Senatore deve far parte di una Commissione permanente; i Gruppi piccoli, però, sono autorizzati a designare uno stesso Senatore in tre Commissioni diverse, per poter essere rappresentati nel maggior numero possibile di Commissioni.

Le Commissioni si costituiscono all’inizio di ogni legislatura, eleggendo il Presidente e un Ufficio di Presidenza (composto, oltre che dal Presidente, da due Vice Presidenti e da due Segretari) il quale, integrato con i rappresentanti dei Gruppi parlamentari, predispone di volta in volta il programma dei lavori e il calendario della Commissione (vedi Programmazione dei lavori).

A fianco delle Commissioni sopra ricordate, il Regolamento del Senato prevede alcuni altri organi collegiali anch’essi permanenti (per ragioni storiche denominati: giunte), investiti di funzioni non legislative o di controllo politico, bensì tecnico-giuridiche di forte rilievo ai fini dell’organizzazione interna. Sono: la Giunta per il Regolamento; la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Il carattere eminentemente tecnico delle funzioni da esse svolte si riverbera sulla composizione (che non è di designazione dei Gruppi parlamentari bensì del Presidente del Senato; inoltre, tali Giunte non si rinnovano al termine del primo biennio della legislatura, come invece le Commissioni permanenti). All’interno del Senato opera inoltre la Commissione per la biblioteca e per l’archivio storico (composta di tre Senatori, ha funzioni di vigilanza sulla Biblioteca e sull’Archivio storico del Senato).

Oltre alle Commissioni permanenti, il Senato può decidere di costituire Commissioni speciali, cui attribuire il vaglio di materie particolarmente complesse e tecniche. Hanno carattere temporaneo e composizione proporzionale alla consistenza dei Gruppi parlamentari.

Su materie di pubblico interesse, ciascuna Camera può costituire Commissioni d’inchiesta. Se ambedue le Camere dispongono un’inchiesta sulla medesima materia, la Commissione d’inchiesta è bicamerale (vedi Commissioni bicamerali).

Commissioni (attività)

L’ampia gamma di attività che le Commissioni parlamentari possono svolgere può essere distinta a seconda che riguardi il procedimento legislativo ovvero si ponga fuori di esso.

Entro il procedimento legislativo, l’attività delle Commissioni può svolgersi secondo quattro tipologie procedurali (o “sedi”):

consultiva, onde esprimere parere, per le parti di propria competenza, alla Commissione di merito (cioè quella cui il disegno di legge è assegnato in sede referente, redigente o deliberante). In alcuni casi il parere negativo di alcune Commissioni indicate dal Regolamento del Senato ha determinati effetti procedurali;

referente, per l’esame di disegni di legge sui quali “riferire” (tramite una presentazione orale o relazione scritta) all’Assemblea;

deliberante, ove all’esame del disegno di legge segue la deliberazione nella medesima Commissione, senza che sia necessario l’ulteriore esame da parte dell’Assemblea;

redigente, ove il testo del disegno di legge è non solo esaminato ma anche votato in Commissione per singoli articoli, spettando all’Assemblea la (sola) votazione del provvedimento nel suo complesso.

Il numero legale per la sede deliberante e redigente è più elevato che per le altre sedi. Alcuni disegni di legge non possono essere assegnati in sede deliberante, per divieto della Costituzione o del Regolamento del Senato. Un disegno di legge già assegnato alla sede referente può essere trasferito alla sede deliberante (su richiesta della Commissione unanime e con il consenso del Governo); un disegno di legge in sede deliberante è di contro rimesso all’Assemblea, per espressa disposizione costituzionale, se lo richiedano (sino al momento dell’approvazione finale) il governo o un decimo dei componenti dell’Assemblea o un quinto dei componenti della Commissione.

Una sede peculiare è quella “consultiva su atti del Governo”: in tal caso la Commissione è chiamata dalla legge ad esprimere un parere su uno “schema di atto” (atto normativo, provvedimento o nomina) che il Governo deve emanare. Il parere va espresso entro un termine, solitamente breve, previsto dalla legge o dal Regolamento del Senato, e il Governo non può emanare l’atto prima di aver ricevuto il parere, o della scadenza del termine (vedi Pareri (su atti del Governo)).

L’attività delle Commissioni si estrinseca altresì al di fuori del procedimento legislativo, in un ambito conoscitivo, ispettivo, sin d’indirizzo. Esso si articola in varie forme procedurali, quali richieste al Governo di informazioni, chiarimenti o comunicazioni, in audizioni, indagini conoscitive, risoluzioni a conclusione dell’esame di affari assegnati dal Presidente del Senato, svolgimento di interrogazioni.

Commissioni bicamerali

Sono Commissioni parlamentari composte per metà da Senatori e per metà da Deputati, in modo da rappresentare il maggior numero dei Gruppi parlamentari costituiti nelle due Camere, nel rispetto del principio di proporzionalità. Cercando di offrirne, nonostante la loro eterogeneità, una classificazione, gli studiosi distinguono:

Commissioni di diretta previsione costituzionale. In verità è una sola: la Commissione parlamentare per le questioni regionali, cui la Costituzione assegna il compito di esprimersi in particolari casi, come lo scioglimento di un Consiglio regionale o la rimozione di un Presidente di Giunta regionale. Successive leggi e i regolamenti parlamentari hanno poi ampliato le sue competenze, soprattutto in sede consultiva (vedi Commissioni (attività));

Commissioni d’inchiesta, fermo restando che non tutte le Commissioni parlamentari d’inchiesta sono bicamerali (vedi Commissioni d’inchiesta));

Commissioni d’indirizzo, vigilanza, controllo. Istituite con legge, rispondono all’intento di ampliare l’incidenza del Parlamento nei riguardi dell’Esecutivo in settori e materie fortemente complessi e condizionanti i rapporti politici, quali la radiotelevisione e i servizi segreti; per questi ultimi, è assimilabile ad una vera e propria Commissione bicamerale il “Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato”, pur con alcune specificità funzionali.

A quelle “classiche” sopra indicate, l’esperienza delle ultime legislature ha aggiunto nuovi tipi:

Commissioni di progettazione di riforme istituzionali. Nella IX legislatura, la cd. Commissione Bozzi; nella XI legislatura, la cd. Commissione De Mita-Iotti; nella XIII legislatura, la cd. Commissione D’Alema, dal nome dei loro Presidenti. Le prime due sono state istituite con l’approvazione da parte del Senato e della Camera di atti monocamerali di indirizzo aventi analogo contenuto, la terza con legge costituzionale;

Commissioni consultive, con il compito di esprimere pareri al Governo sui suoi provvedimenti di attuazione di importanti leggi di riforma.

Menzione a sé richiede il Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, in quanto potrebbe essere considerato come organo del Parlamento in seduta comune. Composto dai membri delle Giunte, del Senato e della Camera, competenti per le immunità parlamentari (vedi Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari), tale Comitato conduce le indagini sul Presidente della Repubblica per il reato di alto tradimento o attentato alla Costituzione. A conclusione delle indagini, il Comitato, se non dichiara la propria incompetenza o non dispone l’archiviazione degli atti, rimette al Parlamento in seduta comune la decisione sulla messa in stato di accusa, in vista dell’eventuale giudizio innanzi alla Corte costituzionale (vedi Autorizzazione all’arresto ed ad altri atti di procedura penale).

Commissioni d’inchiesta

Ciascuna Camera – afferma la Costituzione – può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. A tal fine, viene istituita una Commissione apposita, formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari Gruppi parlamentari. Le Commissioni d’inchiesta possono essere anche bicamerali, ossia formate da Deputati e Senatori; in tali casi, sono ordinariamente istituite con legge. Le Commissioni d’inchiesta, sia monocamerali che bicamerali, procedono nelle indagini e negli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria (vedi Atti di sindacato ispettivo e Commissioni (attività)).

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Commenti

  • Vane  On 10 giugno 2008 at 19:18

    interessante politica!! ^^grazie per passare torna quando vuoi^^.. io ti verrò a trovare :D..buona serata

  • Kaishe  On 10 giugno 2008 at 19:20

    Una lettura sola non basta… ma una cosa ho capito… avremo tempi duri…

  • indiano  On 10 giugno 2008 at 19:26

    grazie ragazze per le vostre visite e per aver capito che tempi duri, molto ostili, sono in arrivo..buona serata a voi e a presto, se vorreteindiano

  • Nana  On 10 giugno 2008 at 19:29

    grazie della visita al blog^^passa pure quando vuoi!…mi piace molto la descrizione che hai fatto di te sul tuo profilo^^cmq…io ho parenti a brindisi e dintorni…mia nonna è di lì…^^tornerò a trovarti^^

  • `°*ஜღ Moka ♥ღஜ*°´  On 10 giugno 2008 at 20:02

    tempoi duri…. molto duri… povera Italia e poveri Italiani!ciao Indiano un bacio!

  • stella  On 11 giugno 2008 at 07:41

    indiano,non c’è più speranza?…Non voglio ancora crederci,sarà che sono ottimista.

  • Lisa  On 11 giugno 2008 at 07:55

    Splendido post! Mi fa piacere leggere cosi tanti contributi da parte di persone normali come me, che non fanno politica, ma che sono così affezionate all’idea di libertà e di democrazie che non perdono occasione per documentarsi, parlare, confrontarsi, scrivere sui blog! Ogni tanto piace anche a me scrivere qualcosa sulla mia pagina, ma certo non sono ai tuoi livelli! Il mio blog è un pò una via di mezzo fra tanti temi, che hanno come denominatore un pò la mia persona e le mie idee…però mi piace molto quando magari sollevo qualche questione e poi ci si ritrova tutti a commentarla…vuol dire che CI CREDIAMO ANCORA! anche io credo che ci attendano tempi difficili, ma la consapevolezza di quello che accade ci rende anche molto più forti di quanto noi possiamo credere….non bisogna perdere l’entusiasmo…!! Grazie molte per aver fatto visita al mio blog….io tornerò spesso a trovarti per parlare di questa benedetta Italia…anzi se ti fa piacere possiamo scambiarci i link nei rispettivi blogroll!

  • indiano  On 11 giugno 2008 at 08:57

    Grazie per la tua visita e a prestoindiano

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