Diamo un nome alle cose/2

Con la discussione avviata ieri, che prosegue e termina oggi, ponevo l’attenzione sul glossario politico – istituzionale con il quale, da anni, i rappresentanti della casta – cosca che siedono in parlamento, ci narcotizzano arroventando sempre più la comprensione dei fatti relativi alla loro attività e al loro impegno “in nome del popolo italiano” che li dovrebbe eleggere (bisogna usare il condizionale perchè non ci dovremmo stancare di ricordare che noi non abbiamo scelto ed eletto nessuno, ma siamo solo stati costretti ad eleggere individui scelti dalle segreterie di partito).

Decreto – legge

Atto avente forza di legge, adottato dal Governo in casi straordinari di necessità e di urgenza. In base alla Costituzione, il decreto-legge deve essere dal Parlamento convertito in legge entro 60 giorni dalla relativa pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (in caso contrario, esso perde efficacia sin dall’inizio); a tal fine, nel medesimo giorno della pubblicazione, il Governo deve presentare presso una delle Camere il disegno di legge di conversione. Qualora quest’ultimo sia presentato al Senato, la votazione finale da parte dell’Assemblea deve avvenire, di norma, entro trenta giorni (così da assicurare anche all’altro ramo altrettanto tempo per l’esame), anche ricorrendo al contingentamento dei tempi. Sempre in Senato, è prevista una peculiare procedura-filtro, intesa a verificare la sussistenza dei presupposti straordinari suddetti e dei requisiti stabiliti (per i decreti-legge) dalla legislazione vigente. Tale esame è svolto dalla 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali) e dall’Assemblea.

Decreto legislativo

È un atto avente valore di legge ordinaria, adottato dal Governo in base ad una delega conferita dal Parlamento con legge (c.d. legge di delega). Quest’ultima, in base alla Costituzione, deve indicare: il termine entro il quale il Governo può esercitare la delega; l’oggetto della stessa, che deve essere “definito”; i princìpi ed i criteri direttivi cui il Governo deve conformarsi nell’esercizio della delega (il mancato rispetto dei medesimi comporta il vizio di illegittimità costituzionale delle relative norme del decreto). Di frequente, la legge di delega prevede che il decreto sia adottato previa l’espressione dei pareri, da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sul relativo schema (il parere è sempre richiesto qualora il termine per l’esercizio della delega ecceda i due anni). In tal caso, la Commissione procede “in sede consultiva su atti del Governo” (vedi Commissioni (attività) e Pareri (su atti del Governo)).

Disegno di legge

Proposta di testo normativo redatta in articoli e preceduta da una relazione esplicativa, che viene sottoposta all’esame delle Camere. Può essere presentata da ciascun membro delle Camere, dal Governo, da almeno cinquantamila elettori, da un Consiglio Regionale o dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL). Alla Camera, a differenza del Senato, il termine “disegno di legge” è riservato alle sole proposte di iniziativa del Governo. I disegni di legge (spesso abbreviati in “ddl”), presentati in Senato o trasmessi dalla Camera dei deputati, sono stampati e distribuiti nel più breve tempo possibile, contestualmente pubblicati nel sito Internet, e di essi è fatta menzione nell’ordine del giorno generale del Senato. I disegni di legge sono individuati mediante un numero arabo progressivo, in due serie separate per il Senato e la Camera, che iniziano con l’inizio della legislatura. Quando un disegno di legge è approvato da un ramo e trasmesso all’altro, qui assume un nuovo numero della rispettiva serie; nell’eventuale navette successiva, conserverà sempre i numeri assegnatigli dai due rami e le successive stesure saranno contraddistinte da lettere dell’alfabeto (vedi Procedimento legislativo).

Emendamento

Proposta di modifica ai testi sottoposti all’esame dell’Assemblea o di una Commissione. Gli emendamenti all’Aula sono presentati per iscritto, dai singoli Senatori, dalla Commissione che ha esaminato il disegno di legge in sede referente, dal relatore o dal Governo e sono di norma stampati e distribuiti in principio di seduta. È il Presidente che decide se essi sono proponibili (cioè non estranei alla materia) e ammissibili (cioè aventi una reale portata modificativa e non contrastanti con deliberazioni già adottate). Nell’esame e nella votazione degli emendamenti si procede secondo un ordine preciso, partendo da quelli che apportano le modifiche più radicali al testo originario, giungendo, via via, a quelli da esso meno distanti. Possono essere presentati anche emendamenti a un emendamento, i cosiddetti subemendamenti, che devono essere votati prima dell’emendamento stesso. Nel corso della votazione degli emendamenti, taluni di essi possono risultare assorbiti (quando il significato dell’emendamento è compreso in quello più ampio di un altro emendamento già votato e approvato) o preclusi (quando l’emendamento confligge con emendamenti già approvati). Si ha infine la decadenza di un emendamento quando il proponente dello stesso non è presente al momento della sua votazione e nessun altro Senatore lo fa proprio.

Immunità

È un termine usato comunemente per indicare prerogative che la Costituzione pone a salvaguardia della libertà e dell’indipendenza del Parlamento. L’immunità si riferisce sia alla sede parlamentare (nella quale la forza pubblica non può entrare senza l’autorizzazione del Presidente), sia ai suoi membri. Questi ultimi non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni (cosiddetta insindacabilità). Inoltre, i parlamentari non possono essere arrestati (o mantenuti in detenzione o sottoposti ad altre forme di privazione della libertà) senza la preventiva autorizzazione della Camera di appartenenza, salvo che in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna o in caso di flagranza di reato per il quale sia obbligatorio l’arresto; l’autorizzazione della Camera di appartenenza è necessaria anche per sottoporre i parlamentari ad altri atti limitativi della libertà, come perquisizioni, intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche, sequestro di corrispondenza: è la cosiddetta inviolabilità (vedi Autorizzazione all’arresto e ad altri atti di procedura penale). Le richieste di autorizzazione sono esaminate da un apposito organo (al Senato, la Giunta delleelezioni e delle immunità parlamentari), ma la decisone finale compete all’Assemblea. Tra le prerogative parlamentari, a seguito di una riforma costituzionale del 1993, non compare più l’autorizzazione della Camera di appartenenza per la sottoposizione di un parlamentare a un procedimento penale.

Interpellanza

È un atto di sindacato ispettivo, presentato per iscritto alla Presidenza e consistente in una domanda rivolta al Governo da uno o più Senatori, circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta su questioni di particolare rilievo o di carattere generale. Normalmente le interpellanze sono trattate nelle stesse sedute in cui si trattano le interrogazioni, e congiuntamente a queste se riguardano oggetti connessi. Hanno sempre svolgimento orale: l’interpellante illustra, per non più di venti minuti, la sua domanda ed il rappresentante del Governo (Ministro o Sottosegretario) espone la sua risposta.L’interpellante ha facoltà di replicare brevemente per non più di cinque minuti. Un particolare procedimento abbreviato assicural’iscrizione all’ordine del giorno (della seduta) entro un breve termine delle interpellanze sottoscritte da almeno un decimo dei Senatori o da un Presidente di Gruppo.

Interrogazione

È un atto di sindacato ispettivo, di minore rilievo rispetto all’interpellanza, che consiste nella semplice domanda che ogni Senatore può rivolgere al Ministro competente per avere informazioni o spiegazioni su un oggetto determinato. Il Senatore interrogante deve presentare per iscritto il testo dell’interrogazione alla Presidenza e può chiedere di ottenere risposta scritta oppure orale. Nel primo caso la risposta gli viene inviata per lettera (oltre ad essere pubblicata per esteso negli atti parlamentari del Senato), nel secondo gli viene data oralmente dal rappresentante del Governo in Assemblea (la quale dedica di norma allo svolgimento delle interrogazioni una seduta per ogni settimana) o nella Commissione competente per materia. L’interrogante può replicare per cinque minuti per dichiarare se sia o meno soddisfatto della risposta. È previsto anche un particolare procedimento di interrogazioni a risposta immediata: il cosiddetto question time.

Mozione

È il più rilevante degli atti di indirizzo politico, fondato sul rapporto fiduciario tra Governo e Parlamento. Consiste in un documento, presentato da almeno otto Senatori, concernente tutti o determinati aspetti dell’azione del Governo, che l’Assemblea è chiamata a deliberare. La mozione non può essere discussa in Commissione (dove gli strumenti di indirizzo disponibili sono la risoluzione e l’ordine del giorno) e la discussione si conclude con un voto che, se positivo, impegna politicamente il Governo a comportarsi nel modo indicato nella mozione. Anche per le mozioni firmate da una minoranza qualificata di Senatori, come già per le interpellanze, è previsto un procedimento abbreviato. Mozioni,interpellanze e interrogazioni relative a questioni identiche o strettamente connesse possono formare oggetto di un’unica discussione. Particolare rilievo ha la mozione di fiducia o sfiducia al Governo.


Con la speranza che da oggi nessuno caschi più negli inganni che vengono confezionati ad arte atti a profanare la democrazia e che quando si parla di emendamenti, decreti legge, commi e mozioni si sappia a cosa si fa riferimento perchè solo noi cittadini informati e consapevoli possiamo fronteggiare e sconfiggere la melma argillosa dell’ignoranza nella quale ci vogliono tenere, saluto tutti coloro i quali stanno cominciando a seguire con interesse e simpatia questo mio progetto che non ha alcuna pretesa se non quella di contribuire a fare informazione.

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Commenti

  • Vane  On 11 giugno 2008 at 13:41

    una grande bugia “la politica”..bello il video^^

  • Kylie  On 11 giugno 2008 at 16:30

    Io ci lavoro a contatto con la politica ed è difficile capire quanti sono gli interessi in gioco.Ciao

  • sylvie  On 11 giugno 2008 at 17:17

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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