Gasparri? Molto intelligente..

Il volto, molto intelligente, è dell’attuale capogruppo al Senato per il Popolo della Libertà ed ex ministro delle Telecomunicazioni, Maurizio Gasparri.

Costui è uno di quei tantissimi politici, di destra (ma ce ne sono anche a sinistra..), che nella sua vita extra parlamentare non ha fatto mai praticamente nulla dedicandosi sempre e completamente “alla cosa pubblica”.

Ci si aspetterebbe quindi da un nostro “rappresentante” cosi esperto e maturo (è alla VI legislatura, è parlamentare praticamente da 15 anni circa..) una successione di provvedimenti seri e coerenti atti a migliorare il tenore di vita del popolo italiano in nome del quale lui siede tra gli scranni del Parlamento Italiano.

Invece il molto intelligente Maurizio deve attendere solo il 2001, da Ministro delle Telecomunicazioni, per avere il suo momento di fama e di gloria politica (se cosi si può dire) quando il suo nome è stato associato alla Legge che aveva il fine principale di salvare Rete4 del Premier Berlusconi dal satellite, avendo lei perso le frequenze per poter trasmettere i suoi programmi, che essendo pubbliche vengono assegnate attraverso un bando di gara, nonostante il parere dell’Unione Europea che ha sempre bocciato pesantemente questo provvedimento non solo perchè incostituzionale ma anche perchè non garantiva quel cosiddetto pluralismo e il principio del libero mercato che dovrebbero essere alla base di ogni società democratica e civile che rispetta la legalità e le regole.

Essendo stata questa legge caratterizzata da un iter legislativo molto complesso in Italia con una serie di emendamenti e di norme che hanno fatto discutere per la loro legittimità, ma più in generale perchè sancivano tra le altre cose l’impossibilità per l’imprenditore Francesco Di Stefano di “vedere accesa” Europa7 (l’emittente che avrebbe dovuto sostituire la “spenta” e abusiva Rete4 sin dal 1999 avendo lei vinto le frequenze), l’Unione Europea, attraverso la Corte di Giustizia Europea, si è pronunciata reiteratamente fino alla condanna finale per il nostro Paese a pagare, dal 1° gennaio 2009, quasi 400 mila euro al giorno di multa per tutte le infrazioni che ha commesso, retroattivamente dal 2006.

Di questa anomalia tutta italiana ne ho parlato diffusamente e meglio qui e qui.

In questi anni poi il molto fedele cagnolino Maurizio è rimasto al posto suo senza mai disturbare il manovratore di turno (che è poi sempre lo stesso..) nè intervendo quando non richiesto: parlava quando gli dicevano di farlo, votava come gli altri cosa il boss comandava.

Probabilmente si è cosi impersonificato nel ruolo di mero esecutore delle istanze altrui, che un paio di giorni fa, pensando di parlare ad uno dei tanti quotidiani asserviti al suo datore di lavoro, non comprendendo invece che “Il Tempo” cerca di essere indipendente e autonomo dal punto di vista editoriale, e credendo che tutti i lettori potessero capire e accettare certe collusioni o riferimenti mafiosi, tradizionalmente consoni e coerenti agli adepti del suo partito di riferimento, ha paragonato l’ ex Ministro dell’Interno nell’ultimo governo Prodi, Giuliano Amato, al super boss mafioso Giovanni Brusca (noto non solo per essere stato colui il quale spinse il tasto del detonatore con cui saltò all’aria Giovanni Falcone, ma anche per aver sciolto nell’acido il figlio di un pentito) a causa della sua nomina, da parte del Sindaco di Roma e suo collega di partito Gianni Alemanno, a presidente di quella commissione che deve rilanciare l’immagine di Roma Capitale.

Ora a parte tutte le frasi di circostanza che sono state spese per esprimere solidarietà al piccolo e indifeso Giuliano, cosi barbaramente vilipeso, da parte del mal interpretato Maurizio, persona molto intelligente, e non stupendomi neanche più dell’assoluto silenzio, relativamente a questo episodio, riservato da tutti i telegiornali nazionali, e senza voler citare sempre l’estero come termine di confronto (anche se ora è indispensabile), per molto meno (tipo contributi non pagati a domestici, e altre leggerezze di questo tipo) alcuni Ministri europei si sono dimessi dai loro incarichi facendo mea culpa nelle televisioni pubbliche.

Da noi, dove le dimissioni non esistono ma solo pacche sulle spalle e mani sul sedere (eccetto quando a qualcuna viene voglia di aprire la bocca..), e dove l’etica pubblica come quella generale dei comportamenti e delle responsabilità è morta da tempo, a Gasparri non solo non verrà inflitta alcuna “sanzione”, ma accadrà che dopo essersi fatto un pò di pubblicità, se la prenderanno con Amato per aver accettato l’incarico.

Riporto la mail del Senatore Gasparri, gasparri@tin.it, tratta dal sito del Senato della Repubblica, qualora qualcuno voglia manifestare il proprio dissenso civico (io onestamente lo bombarderei di mail se fossimo pure in tanti a farlo) direttamente al molto intelligente e al molto “mal interpretato” responsabile di questi ultimi ignobili e deliranti scempi.

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