Cpt fai-da-te

Continuo ad occuparmi in queste giornate settembrine post estive di una delle tante piaghe del nostro tempo, quale l’immigrazione clandestina, la quale, è noto, soprattutto in estate, tende a degenerare mostrando come conseguenze evidenti il continuo sbarco sulle coste italiane di migliaia di profughi disperati, quasi sempre con donne e bambini al seguito, che auspicano di trovare una condizione di vita migliore nel nostro Paese.

Una volta arrivati in Italia, la Guardia Costiera, congiuntamente alle altre forze dell’ordine e ai volontari della Protezione civile, porta i naufraghi in quelli che una volta si chiamavano C.p.t. (Centri di Permanenza Temporanea) e che ora, a seguito del nuovo Pacco sulla Sicurezza (basta leggerlo per capire che non si tratta di un Pacchetto ma di un “Pacco”..), si chiamano C.i.e. (Centri di Identificazione e di Espulsione).

Il risultato non cambia: come alcuni di essi erano dei lager prima, nei quali venivano talvolta perpetrate inaudite violenze ed aggressioni, cosi lo sono ora; i diritti umani vengono bellamente calpestati sotto la tradizionale e usuale indifferenza tanto dell’opinione pubblica quanto dei mediocrissimi italiani.

Consiglio la lettura del seguente articolo, tratto dal periodico L’Espresso, di Fabrizio Gatti, nel quale viene illustrato come talvolta il Ministero competente, in questo caso il leghista Roberto Maroni, operi nascostamente e nel silenzio per non far conoscere neanche ai Sindaci quanto avviene sui loro territori essendo alcune di queste strutture gestite da privati; come per esempio, nel caso degli eritrei costretti alla fuga dal regime totalitario, il presidente – dittatore del paese africano ha tra i suoi sostenitori internazionali Alleanza nazionale e la giunta della Regione Lombardia, con gli stessi assessori in prima linea nella campagna nazionale contro l’immigrazione.

In altri Stati europei, come la Svizzera, i centri di accoglienza comunali per rifugiati e richiedenti asilo sono una normalità da anni accettata. In Italia si fa in segreto.
Con i privati che intascano quasi il doppio (diaria di circa 50 euro al giorno per ogni richiedente asilo ospitato) di quanto solitamente percepiscono dal governo le strutture gestite da associazioni e dai comuni aderenti allo Sprar, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati che costituisce la rete ordinaria di accoglienza.
Insomma l’emergenza, cioè non aver saputo programmare la distribuzione in Italia dei rifugiati, ci costa ogni mese quasi 2 milioni di euro in più rispetto a una procedura ordinaria.

A questo punto ciascuno potrebbe lasciarsi andare a commenti di vario genere e ad esprimere perplessità più o meno gravi a seconda del proprio livello di tolleranza e di solidarietà con la speranza che queste non si corrompano in xenofobia e razzismo.

Una soluzione per ridurre il numero di immigrati clandestini e di richiedenti asilo sarebbe l’isolamento dei regimi che spingono decine di migliaia di uomini e donne a fuggire.
Un caso che va nella direzione opposta è la giunta di centrodestra della Regione Lombardia che ha un centro di accoglienza per richiedenti asilo tra i più piccoli d’Italia..

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Commenti

  • happyclown  On 6 settembre 2008 at 12:22

    Questo è un tema particolarmente che mi sta a acuore…ho lottato in passato contro questi centri -lager, manifestazioni, presidi, anche scontri con le forze dell’ordine, …è inutile che cambiano il nome o la sigla,sono carceri a tutti gli effetti che spesso ospitano persone che l’unico reato che compiono è il desiderare una vita milgiore e scappare da situazioni e realtà tremende….Vergogna Italia…A Bari ci sono un sacco di persone chiuse a Palese …e nessuno pensa a loro..dove sono le istituzioni che dovrebbero perlomeno preoccuparsi di come stanno queste persone? dove sono quei politicastri da 4 soldi che peggio di veline svampite in cerca di fama,pur di farsi pubblicità elettorale, erano ogni tanto fuori al centro di Palese con noi ragazzi a protestare? passato il santo passata la festa,no?bhè io è gente cosi che chiuderei li dentro…altro che i clandestini!

  • Vane  On 6 settembre 2008 at 14:10

    buon fine di settimana^^…bacini

  • Kaishe  On 7 settembre 2008 at 11:18

    Quando frequentava l’Università mio figlio faceva volontariato al CPT di Gorizia…I suoi racconti erano permeati di grande umanità… ma come sempre la differenza la fanno gli individui, anche nonostante le istituzioni.Nel caso goriziano, il centro era gestito dalla Caritas e da un sacerdote meraviglioso, don Ruggero Dipiazza… tanto per ricordare che molte delle cose che funzionano sono affidate al volontariato e alla tanto vituperata Chiesa…Se aspettiamo le soluzioni politiche dobbiamo aspettarci anche che siano prese in funzione della loro convenienza per i soliti ben noti figuri.

  • happyclown  On 7 settembre 2008 at 16:30

    io invece mi chiedo come possa un ente crisatiano accettare di prestare servizio in una struttura che per pricncipio nega la libertà e i diritti di una persona…non sono daccordo…qui a bari abbiamo protestato e denunciato proprio la Misericordia , che ha fatto di tutto per servire il centro lager-cptnon metto in dubbio “l’umanità” di chi puo’ lavorare nel centro, ma il principio che è alla base …stona il termine umnità associato al cpt!con me c’ era proprio un prete a protestare contro, e non sono pochi i problemi a cui è andato incontro per il suo coraggio…

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