Giustizia, questa sconosciuta..

Sono prossimo, domani mattina, a partire per Catanzaro dove mi tratterò per un paio di giorni e nei quali sicuramente mi sarà difficile accedere alla Rete.

La ragione di questo viaggio è perchè presso la Sala Consiliare del Comune di Catanzaro, domani pomeriggio, dalle 17 circa, ci sarà un convegno “Contro le Mafie” al quale prenderà parte anche il Testimone di Giustizia Pino Masciari del quale, da amico, mi sono occupato spesso in questo Diario, con la speranza che la sua storia abbia appassionato e interessato qualcuno.

Dal 18 settembre, purtroppo, per volere del Sottosegretario all’Interno Mantovano, Pino non è più inserito nel Servizio Centrale di Protezione, ossia non ha più la scorta a proteggere i suoi spostamenti ma, stando alla delibera, Pino può in autonomia dirigersi dove meglio crede.

Siccome questa è una misura intimidatoria della più meschina natura che solo un simil arlecchino avrebbe potuto produrre, con il preciso intento di ridurre a zero gli spostamenti di Pino, i quali hanno tutti la finalità di portare la sua testimonianza ed un esempio tangibile di Legalità nelle scuole o presso le associazioni che lo invitano, ecco che gli Amici di Pino Masciari di tutta italia, consapevoli del rischio che corrono e consci di quello che fanno, hanno scelto loro stessi di “scortare” Pino Masciari in tutte le sue apparizioni nazionali, dividendosi a seconda della residenza geografica dei vari Amici.

Da pugliese, quindi, domani scenderò a Catanzaro dove troverò addirittura altri ragazzi provenienti da Torino e da Ferrara, tutti uniti non solo nel nome di Pino, ma anche di quei valori che sembrano essersi smarriti in un’italietta aggrappata al volere economico delle banche e dei mercenari che le gestiscono e che ricattano una intera società.

Tutte le persone alle quali ho riferito del mio viaggio a Catanzaro, si sono un pò preoccupate, non essendo certamente una di quelle trasferte che un ragazzo di 25 anni immagina di dover fare, per la tipologia di esperienza che si racchiude in sè, ma evidentemente la ritengo una azione giusta e sacrosanta, avendo io deciso da che parte stare.

Dalla parte della Giustizia e della Legalità, quelle vere, quelle che non si consumano mai come candele dietro le fiamme della corruzione e della illegalità.

Probabilmente non mi accadrà niente e tra qualche giorno tornerò a scrivere su questo Diario, ma se per assurdo cosi non fosse, non avrei niente da rimproverarmi perchè saprei bene, nel mio più profondo intimo, che il mio modus vivendi non è impostato su un falso modello di eroismo ma su sinceri modelli di pace e di solidarietà.

E dalla mia bocca, soprattutto in una occasione del genere, mai potrebbe levarsi un urlo di irritazione e di sdegno come è stato altre volte per situazioni analogamente disperate e drammatiche, per il semplice motivo che ciascuno è dotato di un proprio libero arbitrio, di una propria criticità e di una propria oggettivià, facendo di essi l’uso che meglio crede.

La differenza tra la maggioranza e la minoranza degli italiani, oggi, è tutta qui: nella prima la virtù principale è la codardia e l’indifferenza alimentate da un elegante egoismo, nella seconda, forse, oltre ad un irrinunciabile romanticismo e ad una fresca sensibilità, non tanto latentemente, si riverbera una voglia di combattere che non si esaurirà Mai.

Per noi stessi e per il nostro Paese.

A presto.

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