"Ogni voce che resiste mi rende meno solo"

In questi giorni nei quali, stando agli allarmanti annunci di tutti i massimi esponenti del mondo dell’Economia, stiamo sprofondando in un preoccupante regime di Recessione, con effetti disastrosi un pò ovunque (come è stato peraltro documentato ieri con l’interessante articolo di Jeremy Rifkine), l’ultimo dei quali la “bancarotta” di migliaia di famiglie che hanno perso tutti i loro risparmi mentre certe facce da schiaffi come Gasparri e Cicchito, Franceschini e Bindi ospiti fissi delle “macellerie” dell’Informazione come Ballarò e Porta a Porta percepiscono, come parlamentari, gli stipendi più alti d’Europa, ecco che, uno dei peggiori Ministri di sempre della nostra sbandata Repubblica, il leghista Roberto Maroni (paradossale che chi è stato condannato in via definitiva per oltraggio a pubblico ufficiale faccia poi il Ministro dell’Interno..), affermi impunemente e senza che le sue indecenti dichiarazioni producessero un minimo di dibattito pubblico serio, che Roberto Saviano non può essere visto come “IL” simbolo della lotta alla criminalità organizzata, ma soltanto considerato per essere “UNO” dei tanti che agisce nel nome della Legalità, senza considerare quanti, come magistrati e forze dell’ordine, operano nel silenzio e senza la ricerca di clamori e consensi mediatici (lettura consigliata).

Roberto, fortunatamente, non è solo.

In questo Paese che si dimentica di avere circa 18 condannati in via definitiva in Parlamento, ministri e sottosegretari (come dimenticare, per esempio, quello all’Economia, il “postino” dei Casalesi, Cosentino – stando a quanto affermano i collaboratori di giustizia e a quanto si apprende da l’Espresso -) indagati e condannati in primo o secondo grado per una pluralità di reati che farebbero rabbrividire anche “quelli della Banda Bassotti”, un Presidente del Consiglio che colleziona prescrizioni e leggi ad personam, spacciate in assoluzioni e in provvedimenti condivisi ma ostracizzati da quei comunisti della sinistra, da parte di insetti velenosi che orbitano su Raiuno tutte le sere, una Magistratura che si configura come una nuova e più indolente Casta che si auto – protegge (e nella quale coloro che sbagliano non vengono mai puniti nonostante esiste la cosiddetta “Responsabilità Civile”) espellendo i “ribelli” o trasferendoli in sedi “più adeguate” a scontare la loro pena (quella di essere stati onesti davanti alla Legge come De Magistris..), una Informazione taroccata e drogata da questi narcotrafficanti di stupefacenti notizie alla Riotta e alla Fede per colpa dei quali vengono diffuse soltanto le cazzate che i Padroni vogliono che il Popolino ignorantello sappia e alle quali crede per continuare a vivere nell’illusione che tutto vada divinamente bene.

Non è solo nè lo sarà mai, come credo sappia anche Lui, nonostante il suo legittimo sgomento e dolore per un quotidiano, finora, pesantemente compromesso, non solo perchè in questo nostro assurdo e criminogeno Stato la parte “sana” c’è e pulsa Legalità da ogni poro, ma anche perchè, proprio grazie alla Rete e a tutti quelli intellettuali, scrittori, esponenti della società civile sensibili e onesti, si è e si sta costituendo una “scorta mediatica” senza precedenti per la coesione etica che racchiude in sé.

E il silenzio al quale faceva riferimento Maroni, quello che dovrebbe essere osservato per proteggere certi Testimoni?

Sbriciolato e smantellato quanto il suo onore e la sua credibilità.

E’ nel silenzio e nell’omertà che le Mafie vivono, è nel silenzio e nell’omertà che producono la loro ricchezza spregiudicata e il loro potere egemonico, è nel silenzio e nell’omertà che essi vogliono restare per non essere disturbati, è nel silenzio e nell’omertà che loro sancisono alleanze con politici corrotti dietro squallidi ricatti e compromessi.

Ringrazio il ministro Maroni per aver ricordato con quale strategia opera lui e il suo governo, e lo ringrazio per aver, ulteriormente, evidenziato la completa e totale inadeguatezza morale ed etica di un Esecutivo che con superbia, arroganza e viltà, vede il Paese che vuole vedere.

Ma l’Italia e gli Italiani sono altro.

E lo stanno dimostrando.

Sono quelli che su Reppublica stanno firmando per Roberto Saviano l’appello a lui dedicato, sono quelli che condividono le parole dei premi Nobel che per lui si stanno spendendo, sono quelli che stanno scendendo in strada e per piazza, in tutta la Nazione, per leggere passi di Gomorra, sono quelli che organizzano fiaccolate per la Legalità, sono quelli che si radunano su Facebook per organizzare un mega evento nazionale proprio a Casal di Principe nelle prossime settimane per esprimere una solidarietà non “politica” non fittizia ma vera sincera leale pulita, sono quelli che capiscono che il dolore di Roberto è il nostro dolore, sono quelli che ogni giorno si sporcano le mani per i sacrifici perchè sono stanchi di tenerle pulite con l’amuchina della corruzione, sono quelli che si espongono che lottano che combattono contro ogni sopruso e contro ogni violenza, sono quelli che hanno abiurato nella loro vita i ricatti i compromessi il silenzio.

I bastardi vogliono uccidere Roberto perchè ha parlato, perchè ha fatto conoscere quello che altri non hanno voluto far conoscere, perchè ha dischiuso un mondo che faceva della segretezza e dell’occultamento della verità le sue peculiarità.

I bastardi vogliono uccidere Roberto perchè a differenza loro ha usato l’unica arma che non uccide ma che se usata scientemente può ledere come poche: la parola.

Oggi quella parola è anche la nostra parola, la sua speranza è diventata la nostra e continuerà ad esserlo, per quanto mi riguarda, per moltissimo tempo, forse per sempre.

Roberto, fortunatamente, non è solo.

Lui è uno, ma di piccoli e grandi “Saviani” ne stanno germogliando tanti, con commozione e con una forza che nessuno si sarebbe atteso.

Nella replica di oggi, su Repubblica, Roberto ringrazia quanti si stanno prodigando per lui in tutto il mondo affermando con incredulità e gioia che “Ogni voce che resiste mi rende meno solo“.

Siamo noi che dovremmo ringraziare lui per essere un oceano di purezza nel quale dovremmo sentirci onorati di poter risplendere.

E allora, mai come in questi casi, si resti uniti e si partecipi alle iniziative che vengono promosse.

Se vince Roberto, vinciamo Tutti.

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Commenti

  • Kylie  Il 22 ottobre 2008 alle 20:39

    Hai ragione a dire che l’Italia e gli italiani sono altro, però purtroppo siamo rappresentati da …… mi autocensuro per non rischiare una denuncia.Un abbraccio

  • Kaishe  Il 23 ottobre 2008 alle 08:36

    Ho letto la replica di Saviano alla quale rimandi…Una vera lezione di onestà… stimolante e consolatoria.Stimolante ad avere il coraggio di alzare ciascuno la propria voce per dire ciò in cui crediamo…Consolatoria che gli Italiani sappiano “esserci” e non solo assistere.Un saluto

  • Bastian Cuntrari  Il 23 ottobre 2008 alle 10:09

    Grazie come al solito, Indiano, per il link all’appello di Repubblica: non lo conoscevo e ho firmato. La replica di Saviano è sì consolatoria, come dice Kaishe, e piena di gratitudine. Ma è amara.Trasuda da ogni frase – comunque – un’abissale senso di solitudine…

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