Sondaggio: Le città ai cittadini

Dopo l’appello di ieri, che vedo ha ricevuto una montagna di commenti e di consensi (nessun commento purtroppo..), pur essendo basato su un tema molto importante e delicato, lancio oggi un sondaggio proprio perchè mi piacerebbe coinvolgere tutti quelli che passano di qui anche solo di sfuggita su una questione che ora mi accingo a spiegare.

Ad aprile prossimo, non solo nella mia città, Bari, ma anche in moltissime altre città, si andrà a votare per eleggere il Sindaco.

Ritengo che oggi la Politica sia investita da una grandissima crisi di identità e di valori che conseguentemente generano anche una crisi di contenuti e di proposte da attuare nel nome del bene comune.

La Politica, invece, quella “alta”, dovrebbe essere una sorta di “servizio civile”, una missione che richiede fatica, impegno, passione, sacrifici, una forte predisposizione al dialogo con la necessaria capacità di ascoltare il prossimo con una irrinunciabile onestà e moralità di fondo.

Senza queste caratteristiche individuali, il politico non si può definire veramente tale, ma soltanto un meschino e subdolo individuo che fa della politica una “professione” dalla quale attingere il più possibile, non mettendo nulla di suo, come una sanguisuga, pronto piuttosto a surclassare il sistema con il suo egoismo e la sua imperante bramosia di potere e di prestigio, in qualsiasi forma questo si manifesti.

L’arma per sradicare ogni qualsivoglia forma di anti – democrazia cosi costituita è la democrazia stessa, quella forma di governo che se da un lato mette unicamente al centro il cittadino e il suo benessere, bandendo ogni oligarchia o peggio ogni rinnovata e malcelata dittatura, dall’altro lato impone a coloro che dovrebbero essere deputati a rappresentarci con probità e coerenza come nostri “dipendenti”, il dover proficuamente prestarsi perchè l’amministrazione della “cosa pubblica” venga praticata secondo i valori e la norme della nostra Costituzione.

Il nostro Paese, invece, negli ultimi 15 anni circa non ha intrapreso un percorso rigoroso di Giustizia, di Legalità, di Onestà, impostato esclusivamente sui presupposti di una moderna ed evoluta Democrazia, nel nostro caso flagellata e stuprata dalla stagione delle Stragi di Stato con gli attentati non solo a Falcone e a Borsellino, che hanno aperto poi scenari giudiziari pericolosi e inquietanti con il coinvolgimento di una pluralità di individui che hanno trovato rifugio e riparo in Parlamento per non vedersi processati per le loro responsabilità, a causa delle quali probabilmente sarebbero anche potuti finire in galera, come in ogni Paese civile che si rispetti.

La Fine ha cosi avuto inizio.

Ma a differenza di quegli anni bui, tristi, oscuri, dove l’unica luce che si intravedeva non era certamente quella della Legge, già compromessa da una corruzione, non solo formale, dilagante e raccapricciante, ma quella sprigionata dalle immagini e dalle idee di chi ci aveva lasciato in nome dei nostri Diritti e del nostro Paese, pronta ad alimentare le speranze di chi invece non si voleva arrendere, oggi abbiamo la Rete per mezzo della quale molte menzogne e molte ipocrisie stanno venendo a galla come una alga tossica e con lo stesso effetto cancerogeno stanno ammorbando chi si vuole dissetare di acqua pulita.

E la Rete, come ha dimostrato la vittoria di Barack Obama negli Stati Uniti, se ben utilizzata, gestita, sfruttata racchiude un potenziale enorme e da un potere enorme a chi solitamente non viene mai considerato dagli attuali politici, usurpatori indegni e illegittimi di beni non loro: il cittadino.

Il cittadino – elettore che viene riverito e cullato, da qualche parte anche comprato (per suggerimenti pratici chiedere a Dell’Utri..), soltanto nelle campagne elettorali e poi riposto nel cassetto dell’oblio e dell’indifferenza fino alla tornata successiva, oggi attraverso la Rete oltre ad informarsi accuratamente per evitare di essere imbrogliato da questi incalliti peripatetici e commedianti che si esibiscono sul palcoscenico del Parlamento, esercitando nient’altro che un suo dovere, ha anche la possibilità di vedere tutelato un suo diritto inalienabile: quello di far sentire “il proprio fiato sul collo” ai nostri “dipendenti” monitorando e controllando l’operato di questi.

E lo strumento per il quale richiedo la collaborazione di tutti quelli che anche occasionalmente passano da questo Diario è di esprimersi sul nome, per poterlo scegliere insieme, per il Social Network dedicato in un primo momento principalmente ai Baresi e a Bari (poi in futuro, se il progetto avesse successo e riscontro, chissà..), con l’obiettivo principale di raccogliere nei prossimi mesi una serie di puntuali e interessanti proposte elaborate dal cittadino al fine di redigere un programma elettorale da sottoporre all’attenzione dei candidati sindaci che si sfideranno nell’aprile del 2009 decidendo i proponenti, in modo trasparente e democratico, se sostenere, poi, ufficialmente colui il quale deciderà di recepire in toto o in parte la nostra proposta e il nostro programma.

Uno strumento quindi che non vuole avere nè la pretesa nè la superbia di imporre qualcosa a qualcuno al fine di privilegiare e di sostenere, latentamente e subolamente, un candidato piuttosto che un altro, ma offrire semplicemente al singolo e semplice cittadino la possibilità di informarsi ma contemporaneamente di proporre, egli stesso, una idea che possa migliorare fattivamente la nostra città ritenendo che attraverso la concertazione e la condivisione importanti risultati siano raggiungibili e che il futuro di Bari non sia avvolto da nubi e da scomodi spettri.

Le proposte, che possono essere integrate da chi vorrà collaborare, attualmente, sono:

– La Bari che vorrei
– La Bari dei nostri sogni
– La Bari di Domani

Insieme ce la possiamo fare.

Grazie, sin da ora, a quelli che si pronunceranno nei commenti anche con suggerimenti e idee..

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