Eluana Englaro

Eluana Englaro è una ragazza di 38 anni che giace da quasi 17 anni in un letto di ospedale, praticamente esanime, in una condizione di coma vegetativo, a seguito di un pauroso incidente che ebbe, purtroppo, poco più che ventenne.
Da allora, soprattutto per accondiscendere ad un desiderio espresso dalla medesima ragazza che aveva denunciato la volontà di non essere ridotta a una “larva” e a un “caso” scientifico – mediatico, suo padre, Beppe Englaro, si è battuto, da vero “eroe moderno”, strenuamente e senza rinunciarci mai, affinchè la sua amata figlia potesse serenamente andare “verso la casa del Padre”.

Essendo l’Italia l’unico Paese al mondo dove il Vaticano detta l’agenda politica ed economica preoccupandosi più dei suoi interessi, da holding miliardaria qual’è, piuttosto che del benessere spirituale dei suoi fedeli, ridotti praticamente a schiavi di una fede contraffatta, non si è risparmiato, neanche questa volta, dopo tantissimi anni di vertenze legali su tale questione, intraprese dal padre di Eluana, di intervenire nella vicenda attraverso le parole di alcuni suoi “giovanissimi” cardinali, quali il Cardinale Bagnasco prima, e il Cardinale Ruini poi, i quali hanno cosi commentato:

“Una legge fatta però in modo che rispetti dei limiti, dei valori assoluti e fondamentali, come ad esempio la volontà certa della persona, la responsabilità in scienza e coscienza del medico, e poi la distinzione chiara tra quelle che sono le cure e le terapie e le funzioni vitali come sono la nutrizione e l’idratazione”. “Ribadisco – ha aggiunto Bagnasco – la nostra partecipazione affettuosa alla sofferenza della famiglia ma anche il valore assoluto della vita umana che non puo’ essere a disposizione nostra o di altri”. (Card. Bagnasco)

“.. una decisione tragicamente sbagliata, alla base della quale c’è un grande equivoco: guardare all’Eluana di oggi come se fosse quella di ieri, invece che alla luce di quel che Eluana è oggi, con le sue esigenze molto modeste, con il suo bisogno solo di un pò di cibo e di un pò di acqua”. “C’è il rischio – ha aggiunto il prelato – che decisioni come questa spingano verso una concezione dell’uomo considerato come un oggetto”. (Card. Ruini)

Il mio parere non vuole essere a prioristicamente contro una Chiesa che bene fa a voler vedere tutelata la Vita come condizione a cui ciascuno di noi deve sempre tendere senza rinunciarvi mai, ma contesto alla Chiesa la sua totale mancanza di sobrietà, di lungimiranza, di compassione, di comprensione nei confronti di una persona, prima che di una famiglia, logorata da un dolore e consunta da una malattia che mai potrà restituircela cosi come era un giorno, purtroppo.

E allora perchè questo accanimento?

Perchè questa aridità e questa assoluta incapacità di recepire una istanza, a cui si è giunti per volere di un giudice visto che non abbiamo una legge che preveda l’eutanasia (in Italia siamo indaffarati con le leggi ad personam..), in base alla quale si conferisce dignità e rispetto a una persona che non ha più nulla da chiedere alla Vita se non il voler “andare in pace alla Casa del Padre”?

Perchè, ancora, si osa contestare questa sentenza della Corte di Cassazione che vuole restituire una parvenza di eticità ad un Paese che ha smarrito anche i suoi più semplici e fondamentali principi e valori?

Adesso spero solo che cali il silenzio e che gli ultimi giorni di Eluana possano essere accompagnati dal rispetto e dal riserbo che sono dovuti in questi casi, e che in questi anni sono completamente mancati.


Un passo avanti, di Cinzia Sciuto, Micromega
Il Vaticano va alla guera, di Michele Martelli, Micromega
Le Comunità Cristiane di Base, Micromega

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Commenti

  • IL LAICISTA  On 16 novembre 2008 at 22:25

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

  • IL LAICISTA  On 16 novembre 2008 at 22:28

    Ho il sospetto, eventualmente correggimi se sbaglio, che le tue domande siano solo retoriche.La risposta la conosciamo: la chiesa ritiene di avere la verità in tasca, e perciò pretende che la legislazione degli stati si adegui alle sue istruzioni morali.In fondo, non si tratta di nulla di nuovo.

  • indiano  On 17 novembre 2008 at 08:21

    Ciao caro laicista.No non sbagli, le mie domande che celano un’amara ironia e schietta amarezza volevano semplicemente far denotare come stiamo sprofondando sempre più in basso e come neanche davanti al dolore, si ha la delicatezza e il garbo di mantenere il silenzio..a prestoindiano

  • textman  On 20 novembre 2008 at 10:39

    Penso che da posizioni, le mie, contrapposte alle tue si possa comunque argomentare dato il tono quasi ovunque pacato e ragionevole del tuo post. Ma al di là del diritto della chiesa, delle onlus, dei partiti di esprimere le loro opinioni in materia, inalienabile (altrimenti diamo ragione a quelli che hanno proibito al papa di parlare in Università a Roma) il punto centrale è quello che tu riporti: “una malattia che mai potrà restituircela cosi come era un giorno”. Da qui bisogna ripartire. Il nostro giudizio sul tipo di vita di Eluana ha una tale giurisdizione sulla sua vita? Perché restituircela come un giorno? Ogni sentenza fa precedente, e la gravità di questa è che introduce, tra gli altri, un criterio, il giudizio del terzo sulla qualità di vita del proprio prossimo, umanamente inaccettabile. La qualità della vita, può giudicarla solo il diretto interessato, vedi caso Welby. Sull’evenienza di poterlo fare a priori spero di essere stato già chiaro. Sul fatto che Eluana sia viva non ci sono, almeno lì, dubbi. Il suo cervello è i attività. Che poi i neurologi non abbiano la più pallida idea, di che cosa significhi quell’attività cerebrale di Eluana, questo è altrettanto certo. Ma questo non autorizza nulla. Anche ipotizzando che non si risvegli. Né ci sono dubbi sul fatto che non abbia fatto testamento biologico nei termini in cui un tale testamento, se introdotto nel nostro paese andrebbe fatto (con atto pubblico, davanti a testimoni, con reiterate conferme nel tempo). Sul dramma della famiglia non si discute. Né che il dramma che vive il padre è una cosa, e la condizione soggettiva attuale di Eluana un’altra.

  • Prof.Spugna  On 25 dicembre 2008 at 19:31

    E’ incredibile, con quanta leggerezza, si arrivi a descrivere la qualità della VITA.Certo Eluana è viva, adesso sappiamo anche che potrebbe tornare ad essere alimentata da sola (verità nascosta da più di 12 anni).La sua vita-quotidiana è certamente diversa dalla nostra: chi ci dice che la sua vita-diversa non sia migliore di tante nostre vite?Solo lei, Eluana, e Dio…sanno; per noi è solo VIVA.Si è diversa…è questo che ai più spaventa: ma nel nostro mondo quanti fanno una (bella) vita diversa dalla nostra…quanti stanno in situazioni anche peggiori di quella di Eluana: chi siamo noi per giudicare quale vita sia degna d’essere vissuta? Sulla sentenza è meglio non dire nulla: è una vergona dalla prima riga all’ultima…quanti hanno avuto il coraggio di leggerla? un vero schiaffo alla legalità, una sentezza contro la legge (ma anche di questo ne renderanno conto).La vita è un dono, ogni giorno ci viene regalata: domani, forse, sarà un nuovo giorno….per noi, per te, per Eluana.

  • Prof.Spugna  On 6 gennaio 2009 at 17:37

    Nella memoria delle persone che la conoscevano e l’amavano:«era sempre presente a tutte le celebrazioni, anche religiose, come per esempio la festa in occasione di San Giovanni Bosco» «Mai abbiamo sentito Eluana invocare la libertà di morire» «Eluana era piena di vita e felice di vivere. Amava l’esistenza e non credo assolutamente che, se potesse decidere, sceglierebbe di morire. Non è possibile. Può darsi che, in qualche particolare frangente, si sia espressa in questi termini: ma chi, a vent’anni, non lo direbbe di fronte a coetanei in stato vegetativo? Sicuramente lo avrei detto anch’io, ma in nessun caso adesso vorrei morire». Eluana ed il padre sono molto diversi fra loro: lo ripete papà Englaro, con un ritornello che suona ormai come un disco rotto: «Era un purosangue della libertà, a dieci anni mi disse “che cosa c’entri tu con la mia vita?”»

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