Che giornate..

Che giornate..

Nella schizzofrenica Italia, ogni giorno non è mai come il giorno precedente, è peggio.

Infatti assistiamo impotenti a tutto quello che ogni giorno si verifica come un branco di decerebrati che si chiedono cosa possano fare per reagire, piangendoci addosso come presunte vittime nascondendosi dietro lo sconfortante “Tanto è sempre andata cosi e cosi continuerà ad andare” o il più desolante “Ma noi cosa possiamo fare?”, come se avessero il cervello solo per imbottirlo delle minchiate provenienti da programmi amorali come L’Isola dei Famosi presentato dalla “nuova” Mara Carfagna o come La Talpa dove il pornodivo Trentalange ispira l’uomo medio italiano assettato di sesso (quando questi non è preso dal calcio).

Mentre l’ex abitudinaria dei calendari per camionisti e miss “tette esibite” oggi giustamente promossa Ministro delle Pari Opportunità parla in televisione (patetica oltre che vergognosamente ridicola la sua intervista alle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi che potete vedere qui) di Dio-Patria-Famiglia come di valori che Lei osserva quotidianamente all’interno di una coalizione di Governo che pratica il rispetto per il diverso (sono uno scherzo, ovviamente, tutti gli attacchi xenofobi e razzisti di cui oggi si parla quotidianamente, molti dei quali sono attuati da forze di estrema destra alleate al Pdl), il rigore morale e il senso dello Stato (anche qui scherzava dimenticandosi dei 18 condannati in via definitiva in Parlamento, la stragrande maggioranza suoi colleghi, oltre un Premier che ha più leggi ad personam e processi finiti in prescrizione grazie a tali leggi che capelli..).

Mentre il Premier, sempre più a passeggio per l’Europa a farci fare figure pessime disertando nella quasi totalità dei casi (il 98,5% dei casi) le sedute parlamentari, si rivela amico dei russi quando incontra Putin che sparla degli americani, si rivela amico di Bush quando è negli States dicendo che è stato un presidente che entrerà nella Storia (chiedere a Obama e agli americani tutti per smentite), si rivela amico quando incontra il presidente francese Sarzoky che non vuole i turchi in europa, si rivela amico del presidente turco Erdogan al quale dice che non si può continuare ad avere una Europa senza la Turchia, e facendo altre pagliacciate simili che soltanto un capo – comico può inscenare nella piena attuazione di quel disegno perverso che prefigura la Politica, per lui, come di una attività ludica per spogliarelliste, cocainomani e mafiosi, tutti rigorosamente ignoranti e moralmente discutibili.

Non finisce qui.

Emilio Fede, in arte “lo sputacchione” o per gli amici “il lacchè del padrone”, è uno dei tanti schiavi chiamati giornalisti che quando riceve le notizie le muta geneticamente come fanno gli scienziati con l’incredibile e stupefacente risultato che quanto prodotto è assolutamente antitetico, sempre, alla Realtà.
A volte, per evitarsi gli impicci, fa esattamente quello che un giornalista serio, onesto e moralmente corretto non dovrebbe mai fare: censurare una notizia.
Perchè è giusto che gli anziani, che le famiglie con scarsa cultura, che le casalinghe (perdonate questo luogo comune), quando accendono la tv trovino sempre il “sorridente Emilio” sempre pronto con le sue battutine e le sue menzogne spacciate per grandi notizie.
Penoso e riluttante.
Qualche esempio clamoroso di questi ultimi giorni nei quali il suo Tg è stato un “non – tg”?

Quando ha preferito non parlare della seguente notizia che illustra come e quanto le Mafie siano state le uniche beneficiarie della crisi economica che ha investito tutto il mondo, o come quando ha preferito sottacere, ancor più gravemente, della situazione dei rifiuti campani, come si evince da questo articolo, che a distanza di 6 mesi dai super annunci di Al Tappone, tornano a rappresentare una emergenza, costata altri 450 milioni di euro, e uno scandalo che non fa, oggi, più notizia.

Qualche buona notizia, anche solo per finta?

Purtroppo non è possibile, con mio grande rammarico e sconforto.

L’unica cosa seria, oggi, è stringerci tutti in un commosso abbraccio e rispettoso silenzio intorno a quella famiglia che oggi piange il proprio figlio, morto in una Scuola, a Rivoli.

Semplicemente questo.

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