A Giovanni Falcone

Il 23 maggio del 1992, alle 17:58, il neo Procuratore Nazionale Antimafia, istituzione da lui fortemente voluta, Giovanni Falcone, con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Di Cillo, saltano in aria, con cinque quintali di tritolo ammucchiato in un cunicolo sotto il manto dell’autostrada tra l’aeroporto e Palermo, all’altezza di Capaci.

Con il cuore affranto, ma nel quale si cela una imperitura speranza e una mai doma voglia di Resistenza, sgorgano parole dalla profondissima emotività e commozione, a testimonianza di una ferita mai del tutto cicatrizzata e di un dolore che solo la Verità e la Giustizia potrebbero, forse, lenire.

E una carezza è rappresentata non soltanto dalla seguente poesia di una mia carissima amica, ma anche dalla successiva riflessione di un amico siciliano, che meglio di molta altra gente, ha la capacità e la forza di trascinarci, corresponsabilmente, in un Passato che non è passato, ma che è un eterno Presente.

Cari Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vi scrivo sperando che lassù in cielo, da qualche parte, tra una stella e l’altra, possiate ascoltare queste mie parole..
Ero piccola quando appresi la notizia della vostra morte, sapevo poco di voi, sapevo solo che eravate due bravi giudici, era quello che sentivo dire dai miei genitori..

Di quei giorni ho solo un vago ricordo sbiadito.. ma una cosa fu per me chiara da subito.. Sarà stata la sensibilità e la percezione innata dei bambini, a farmi capire che era successo qualcosa di molto grave.. avevo capito che la vostra morte non era la solita notizia da radio e telegiornale.. come se ne sentono ogni giorno..

Avevo capito che la gente aveva perso degli angeli.. qualcosa di prezioso..
E cosi sono cresciuta.. e crescendo ho imparato a conoscervi e ad amarvi leggendo la vostra storia, le vostre vicende.. ed ho imparato ad apprezzare il vostro coraggio, a lottare per le cause giuste, a credere nella giustizia e in un mondo migliore.. perchè con voi lo è stato..

Ho imparato a credere nel valore dell’onestà e non mi vergogno a dire che tuttora quando si parla di voi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il mio cuore trabocca.. e un misto di emozioni, di tristezza e di dolore lo pervadono.. è piu’ forte di me.. ma accanto al mio dolore ci sono sensazioni di gioia e felicità derivanti dal pensiero che anche se per poco, persone meravigliose come voi, hanno potuto gestire e fare onore al nostro sistema giudiziario che ormai va sempre più a fondo..

Mi chiedo se voi foste qui cosa pensereste.. cosa direste, cosa consigliereste a noi giovani cosi desiderosi di cambiare il mondo.. mi chiedo se dinanzi allo schifo a cui stiamo assistendo conservereste ancora quel vostro splendido e dolcissimo sorriso che porto dentro me da sempre..

Caro Giovanni, caro Paolo, mi mancate davvero.. ma anche se non siete qui fra noi farò in modo che ogni mia scelta di vita, ogni mio gesto e azione sarà riflesso dei vostri insegnamenti e del vostro esempio..

Il cielo nonostante la sua immensità non potrà mai contenere tutta la vostra Grandezza…
E forse è per questo che una parte di voi è rimasta qui sulla Terra.. nei nostri cuori e nelle nostre vite..

E sarà cosi per sempre..

Vi voglio Bene. Mariella

Da leggere, Falcone. Un uomo e la sua solitudine di Pino Finocchiaro

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