Il Noemigate

Questi ultimissimi giorni sono stati caratterizzati da quelli che molti rivendincano come il “Noemigate“, ossia l’incresciosa vicenda che coinvolte da un lato il nostro Premier dall’altro una ragazzina, neo maggiorenne, con la quale non sono chiari i rapporti, a quando essi risalgono e come si originano, e se le parole del padre, oltre ad una naturale protezione della figlia cosi velocemente ribaltata su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali, non implichino anche motivazioni ai più sconosciute.

Cerca di porsi delle domande e di fornire delle risposte, partendo contestualmente dai fatti, il bravissimo giornalista dell’Espresso, sul suo blog, Alessandro Giglioli.

C’è un tizio, già portaborse nel Psi napoletano, che di mestiere fa il dipendente comunale con un reddito di 12 mila euro l’anno che tuttavia possiede tre immobili, un negozio e un’edicola. C’è una domanda a cui questo signore non vuole assolutamente rispondere («Non dirò mai come ho conosciuto Berlusconi») e su cui Berlusconi ha dato una prima versione («Era l’autista di Craxi») poi da lui stesso smentita. Con questo signore, che non ha alcuna carica politica e non è conosciuto nel Pdl napoletano, Berlusconi discute delle candidature. C’è la figlia di questi che sostiene di essere stata «allevata» da Berlusconi e che ha partecipato (almeno) a una festa di Capodanno a Villa Certosa e a una cena a Villa Madama in cui viene presentata come stagista. C’è il premier che mente almeno su tre punti, cioè sul fatto di aver visto in tutto Noemi tre o quattro volte (lei invece dice di essere stata da lui «allevata» e racconta di andarlo a trovare a Palazzo Grazioli); di averla frequentata solo in presenza dei genitori (falso, se non altro per la festa di Capodanno in Sardegna e la cena a Villa Madama); di aver deciso all’ultimo momento di andare alla festa di Noemi (falso, il locale era stato controllato dagli uomini dei servizi nel pomeriggio in vista della visita del premier). C’è la moglie del premier che dopo aver saputo della visita di Berlusconi a Noemi decide di separarsi. C’è la ragazza che (direttamente?) fa sparire ogni traccia telematica del suo blog e del suo profilo su Facebook appena la sua vicenda diventa pubblica. C’è il premier che si rifiuta di rispondere a dieci semplici domande in merito postegli da uno dei principali quotidiani italiani.

Bene: siamo tutti sicuri che occuparsi di questa vicenda è allora una cosa bassa e volgare? Non è che invece, con queste premesse, ci dovrebbero essere due o trecento giornalisti sguinzagliati tra Portici e Secondigliano?

In quel guazzabuglio che è ormai diventato il Noemigate ci sono un paio di cosucce da chiarire, dopo il racconto di Gino Flaminio (ex fidanzato della signorina Noemi) pubblicato oggi da Repubblica. La prima cosa è che il racconto di Flaminio non coincide per niente con quello che sostiene l’ex assessore napoletano Arcangelo Martino. Uno dei due quindi mente: perché, o per conto di chi, solo il buon Dio lo sa. La seconda cosa – un pochino più strana – è che non tornano le date. Flaminio sostiene che Il rapporto tra Noemi e il presidente “comincia più o meno intorno all’ottobre 2008″, circa “quattro, cinque mesi dopo che il book era nelle mani dell’agenzia”. Si sta parlando del book scattato dal fotografo Gaetano Livigni in previsione di un casting a Mediaset. Ma il book in questione era stato scattato, a detta del Livigni, il 5 novembre 2008. Ancora: o mente il Livigni o mente il Flaminio. Perché, o per conto di chi, solo il buon Dio lo sa. Uln’altra cosuccia un po’ strana è che, sempre a detta del Livigni, quando la signorina Noemi si presenta al fotografo per il book – sia esso stato scattato a novembre o sei mesi prima – Noemi dice al fotografo che le “hanno già pagato il biglietto aereo per Milano”. E chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i casting sa che questi viaggi non si pagano a una diciassettenne sconosciuta che non ha mai fatto assolutamente niente nel settore, prima ancora di vederne il book. Insomma, se fosse vero che le avevano già pagato il viaggio per Milano, pare improbabile che l’incontro con Berlusconi sia successivo agli scatti del book. Ancora: se (e sottolineo se) c’è un qualche nesso tra le proprietà immobiliari di Letizia Noemi e la sua conoscenza con il Cavaliere, beh è evidente che questa conoscenza precede tutta la storia del book, essendo gli immobili stati acquistati prima. Infine – poi la smetto: se il racconto del Flaminio è vero, sarebbe falso invece che Berlusconi abbia “allevato” la signorina Noemi, come da lei medesima dichiarato, e quindi o mente lui o mente lei, perché o per conto di chi etc etc.

Tutto ciò sia detto non per giocare ai piccoli investigatori, né per suffragare ipotesi alternative, ma solo perché basta leggere e confrontare le dichiarazioni dei vari protagonisti per capire che in questa storiaccia circolano parecchie balle. Segno che qualcuno si sta agitando parecchio, e chissà che non sia qualcuno il cui stipendio è pagato dai contribuenti.

Altro che fatto privato.

Piovono Rane, Il blog di Alessandro Giglioli, L’Espresso

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