A Bari è allarme cocaina!

Proprio a proposito dell’Impegno che deve essere individuale e collettivo assieme, se l’obiettivo è provare ad avere – non utopisticamente – una comunità nella quale riconoscerci tutti come cittadini e non come liberti o peggio come sudditi, una delle ragioni per le quali sono stato lontano da questo blog per quasi due anni è che negli ultimi dieci mesi – e senza che la cosa fosse minimamente prevista – mi sono trovato a scrivere sul più promettente ed incoraggiante web quotidiano della mia città, Go-Bari.it

E quello che segue è un frammento di uno dei miei ultimissimi editoriali dedicati alla cocaina che sta imbiancando il capoluogo pugliese e sul cui fenomeno vedo molta indifferenza ed omertà. E se da un lato me ne preoccupo, dall’altro mi incazzo. L’oro bianco è il collante tra la criminalità organizzata e una certa classe dirigente.

“Le recenti faide tra clan, per il controllo del territorio, da cosa sono state indotte? Dalla possibilità, per i gruppi egemoni, di gestire gli alti proventi generati dalla cocaina? Potremmo orientarci verso questa ipotesi per due ragioni. La prima: la cocaina, tornata prepotentemente in auge, secondo una recente rivelazione, giungerebbe dalla Campania, per “merito” della camorra. La seconda: Bari è una di quelle dove il consumo è tra i più alti. Non siamo tutti dei drogati, ma non sono pochi quelli che si stanno “sballando” in questa maniera”.

“La vicenda Tarantini, in fondo, nella “versione barese” non ci dice questo? Fino a prova contraria, uno dei suoi soci, Alessandro Mannarini, non è stato arrestato anche per droga e per i suoi intendimenti con alcuni boss? E lo stesso Tarantini, come si evince da alcune intercettazioni, non era sempre alla ricerca di “rubinetti da aprire” per autoapprovvigionarsi usando, poi, la cocaina come tangente, insieme alle escort, per corrompere politici, di ogni colore e livello, per ottenere appalti e concessioni?”

“A Bari la droga non è l’unico campo di interesse dei vari clan sparpagliati sul territorio. Altre piaghe sono l’usura e il pizzo, ma anche i “bet store” (dove si scommette sugli esiti di quasi tutte le competizioni sportive) e i “compro oro” sui quali solleviamo qualche altro interrogativo. Il Comune di Bari e la Camera di Commercio, ciascuno per le proprie competenze, perché hanno concesso la possibilità a dei privati di aprire questi esercizi che garantivano l’anonimato del cliente? Perché non si è arginata la proliferazione di queste attività poco trasparenti e borderline che speculano spesso sul dolore della gente con il rischio di un impressionante riciclaggio di denaro sporco?”

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: