I Sindaci migliori sono quelli del Sud?

Se sono effettivamente i migliori non lo sappiamo. Certamente, ad oggi, sono tra i più apprezzati. Dai loro stessi concittadini. Questo è, infatti, il responso dell’annuale sondaggio “Governance Poll”, mediante il quale si punta a misurare il consenso dei Primi cittadini.

La notizia, riportata da Il Sole 24 Ore, rivela che il più apprezzato è Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli. Che probabilmente gode ancora della fiducia ampissima che ha riscosso durante la campagna elettorale e dei buoni risultati conseguiti nei primi mesi di amministrazione. Non sappiamo, però, a dire il vero, quando il sondaggio sia stato effettuato: non sappiamo, quindi, se e quanto la vicenda di Rafael Rossi – il Presidente della municipalizzata dei Rifiuti, Asìa, rimosso dall’incarico, per giustificazioni non del tutto convincenti fornite da ambo le parti – sia stata valutata o meno. E sarebbe interessante sondare l’umore dei napoletani su questa vicenda.

Al secondo posto, sulla scia del cambiamento rappresentato dall’ex magistrato, troviamo Massimo Zedda, il giovane Sindaco di Cagliari, vera sorpresa delle ultime Amministrative, non solo per la storica “presa della città” – tradizionalmente governata dal centrodestra – ma anche per lo stile e la sobrietà dimostrata in tutta la fase pre-elettorale. Con le prime iniziative e scelte che, a quanto pare, hanno confermato il gradimento dei cittadini del capoluogo sardo.

Al terzo gradino del podio troviamo il padano Tosi, congiuntamente al salernitano De Luca e al barese Emiliano. Poi tutti gli altri, con la peculiarità che le altre postazioni sono occupate, quasi tutte, da sindaci di area centrosinistra. Il fallimento del centrodestra, anche a livello locale, d’altronde, è stato tangibile sia a Parma, quando nei mesi scorsi con una grandissima lezione di civilità i cittadini hanno preteso e alla fine ottenuto le dimissioni del loro Sindaco per “malagestione della cosa pubblica”; sia a Palermo dove, proprio oggi, si è dimesso Diego Cammarata.

Quello che emerge da questa indagine non è solo che questi amministratori del sud hanno operato e stanno operando bene – pur non essendo perfetti, pur essendo a volte “primedonne” molto irritanti e pur essendoci ancora molto da fare, soprattutto dal punto di vista culturale – a testimonianza di un Mezzogiorno che non vuole più essere percepito come la “palla al piede” del Paese, ma che anzi è pronto ad essere il motore della ripresa economica e sociale, per una nuova stagione anche politica; ma si evidenzia anche come questi profili politici, tutto sommato innovativi sulla scena nazionale, sono stati sono e probabilmente saranno spine nel fianco nei loro partiti originari o attuali. De Magistris nell’Idv. Zedda in Sel. Emiliano nel Pd.

Tutte voci critiche e tutte personalità forti che – fosse solo per un mero protagonismo – stanno a documentare la crisi, non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale, del Pd. Di una generazione di dirigenti che ha fatto il suo tempo. Che ha fallito nella sua missione politica. Che non è stata capace di dare onesta e rigorosa rappresentanza ai desiderata dei cittadini.

Non sappiamo se questi “astri” diventeranno “stelle cadenti”. Intanto hanno consenso. Ed è giusto che questo sia riconosciuto.

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