Prescrizione non è assoluzione

Nel giorno in cui il Ministro della Giustizia, Paola Severino, partecipando all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, fa intendere che tra le riforme normative a cui sta lavorando per efficientare un sistema quasi in coma, non rientra o non dovrebbe rientrare quella sulla prescrizione. Una volta si diceva che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Da oggi a qualche settimana, infatti, il noto “processo Mills” in cui l’ex premier B. è imputato per corruzione dovrebbe giungere a sentenza di primo grado, come nei prossimi mesi anche altri procedimenti penali dovrebbero giungere all’epilogo, ma il suo “braccio armato” è già attivissimo da giorni a lanciare avvelenate indicazioni all’esecutivo. Se si tocca la prescrizione, l’esecutivo va a casa. Peter Gomez ha spiegato il suo punto di vista:

In realtà in Italia accade una cosa diversa: spesso i reati si prescrivono quando ormai gli imputati sono stati individuati. Ci sono processi che saltano in primo grado, in appello e addirittura in Cassazione. Tutto viene cancellato quando già polizia e magistrati hanno consumato molti soldi pubblici ed energie per identificare i presunti colpevoli: un’assurdità. All’estero questo non accade. In Germania, per esempio, una volta che c’è stata la prima sentenza, la prescrizione è definitivamente interrotta. Negli Stati Uniti muore addirittura il giorno del rinvio a giudizio. Certo, i problemi della giustizia penale italiana, non sono tutti qui. Ci sono troppe leggi, troppi reati, troppi tribunali, una procedura farraginosa, ci sono carenze di organico e di personale. Ma chiunque abbia seguito qualche dibattimento ed è in buona fede dovrebbe sapere che qualsiasi riforma è destinata a fallire se non si interviene sulla prescrizione, incentivando così i riti alternativi.

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Commenti

  • Vito Lucarelli  On 29 gennaio 2012 at 16:34

    Prima hanno disinnescato i collaboratori di giustizia, poi hanno provato a cancellare le intercettazioni e visto che non ci sono riusciti, hanno accorciato i tempi delle prescrizioni. In questa maniera i “colletti bianchi” si sono garantiti l’impunità. Questo paese non avrà futuro se non correggerà queste aberrazioni. Se le classi dirigenti avranno la sicurezza di farla franca, la corruzione non finirà mai. Se devo essere franco, la vedo davvero difficile…. il sussulto dovrebbe arrivare dalla base… il problema è tutto qui.

    • Giuseppe  On 29 gennaio 2012 at 20:36

      Ciao Vito, grazie per aver commentato anche qui. Sicuramente bisogna riformare la giustizia e renderla più umana ed efficiente, ma ad oggi le soluzioni prospettate non inducono all’ottimismo..

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