Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini a Bari

Per la terza giornata di Mediterre. Nei convegni odierni si è parlato di consumo di suolo, di gestione dei rifiuti annesso al tema dei servizi pubblici locali, delle trivellazioni petrolifere nel mar adriatico. Giornata intensa. Raccontata cosi.

Il nuovo modello di crescita verso cui dobbiamo tendere non può essere limitato o bloccato da un fanatismo ambientale in nome del quale ogni intervento viene percepito come “contra-naturam”; bisogna, invece, spingere sull’innovazione tecnologica e sull’ecoricerca per provare ad attrarre capitali provenienti dall’estero che, potendo contare anche su una normativa in via di semplificazione, possano sentirsi agenti del cambiamento che si vuole realizzare in Italia. E il cambiamento deve declinarsi sintetizzando le ragioni della tutela e riqualificazione del patrimonio ambientale e naturalistico con quelle di un necessario progresso produttivo ecosostenibile ed industrialmente accettabile, valorizzato da percorsi di ricerca innovativi e che siano finanziati adeguatamente, che comporti anche la possibilità di creare nuovi posti di lavoro.

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