I partiti, domani

Dovrebbero essere concepiti, secondo gli amici di Libertà e Giustizia, come delle strutture ponte tra società e politica: strutture di ascolto come quelle degli “organizzatori di comunità” che lavoravano e lavorano per Obama.

Una volta ascoltato il territorio e raccolto problemi e proposte, serve lo studio per trovare le soluzioni. Dunque il partito nuovo deve avere, oltre alle strutture di ascolto, dei centri di studio che elaborino i dati, li analizzino, cerchino soluzioni. Dunque: esperti, competenti nelle varie discipline. Non funzionari e basta, ma studiosi di economia, del lavoro, di cultura, di diritto delle istituzion. Molto importante dovrebbe essere lo “studio”: la rielaborazione dei bisogni. Dall’ascolto del territorio dovrebbero nascere anche le scelte dei candidati al Parlamento: competenza, dirittura morale, giovani e donne. E sarà sempre il territorio a deciderne l’eventuale ricandidatura. Il partito nuovo dovrà avere a rotazione dei segretari responsabili: durano un anno o poco più e sono affiancati da una direzione. Nessuna struttura di vertice radicalizzata.

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