E se a bruciare fosse la Bibbia?

Da qualche giorno, in Afghanistan, è tornata a salire la tensione tra aborigeni ed americani. Rei di aver incendiato, nella base Usa di Bagram, alcuni libri e in particolare tra questi il Corano, il libro sacro per i musulmani. Come se per i cristiani incendiassero la Bibbia. Questa la cronaca degli scontri di oggi, allarmanti, poichè è grave riscontrare che dopo neanche una settimana, a causa di questo militarismo insensato e inutilmente violento, i morti sono già 31. Leggiamo, allora, con attenzione, Barbara Schiavulli.

Distruggere un libro sacro per un miliardo di persone, ma anche fosse per dieci, è sciocco e irrispettoso. Non si può invadere un paese con la scusa, fra le altre, di dover far rispettare i diritti umani come li intendiamo noi e poi calpestare quello in cui loro credono, la loro religione, la loro estrema ospitalità, le loro tradizioni. A volte queste abitudini sono tremende, ma se uno vuole negoziare, contribuire a migliorare la propria vita e quella degli altri, deve partire dal rispetto dell’altro anche se non lo si capisce, se lo trova distante. Non c’è altro modo per poter parlare, se l’obiettivo è parlare.

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