L’appello di Libertà e Giustizia

Il nuovo appello di Gustavo Zagrebelsky, Presidente onorario di Libertà e Giustizia, alla politica affinchè abbia la forza di autoriformarsi sulla spinta di chi prova a farla onestamente e appassionatamente dall’interno delle istituzioni e dei partiti e che non può più tollerare il degrado morale e civico che si è diffuso, purtroppo, ormai senza alcuna discontinuità, in tutti i partiti. A questi cittadini “impegnati” è richiesto un atto di coraggio. Un atto di amore democratico e di rigurgito civile. Denunciare il marcio che corrode le fondamenta e bonificare la politica. Non è facile. Si rischia di venire isolati o di venire espulsi per aver fatto il proprio dovere, per essere state persone pulite e genuine. Ma occorre un intervento di chirurgia etica. Per restituire un’estetica e una dignità alla politica. Abbiamo perso, tutti, fin troppo tempo. E non possiamo permetterci di perderne altro.

Oggi, quando la distanza tra i cittadini e i partiti non è mai stata così grande, proprio oggi è urgente un’opera di riconciliazione nazionale con la politica. Forse, il maggiore tradimento perpetrato dalla nostra “classe dirigente” nei confronti della democrazia, è consistito nell’aver reso la politica un’attività non solo non attrattiva ma addirittura repulsiva e di aver respinto nell’apatia soprattutto le generazioni più giovani, proprio quelle dove si trova la riserva potenziale di moralità e impegno politico di cui il nostro stanco Paese ha bisogno. Gli scandali e le ruberie in un partito si riverberano in colpe di tutti i partiti. La percezione è che nel tempo si sia creato un sistema di connivenze e omertà, rotto occasionalmente solo dall’esterno, dalle inchieste giudiziarie o giornalistiche (da qui, la diffusa insofferenza per l’indipendenza della giustizia e dell’informazione). Questo sistema, prima che con le riforme legislative, può essere incrinato solo dall’interno. La connivenza può rompersi solo con la dissociazione e la denuncia. Le tante persone che, nei partiti e nella pubblica amministrazione avvertono la nobiltà della loro attività, escano allo scoperto, ripuliscano le loro stanze, si rifiutino di avallare, anche solo col silenzio, il degrado della politica. Come possiamo accettare che un parlamento tanto screditato qual è quello scaturito dalla legge elettorale attuale possa mettere mano alla Costituzione? I frutti sono il prodotto dell’albero. Nessuna speranza può esserci che i frutti siano buoni se l’albero è malato.

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