Con la Tav raggiungiamo prima il progresso?

Marco Travaglio lo aveva spiegato bene la settimana scorsa, nella puntata di Servizio Pubblico, quali interessi mostruosi potrebbero nascondersi dietro la realizzazione del Tav Torino – Lione. Quanti miliardi di euro che si spartirebbero, probabilmente, non solo le mafie che hanno colonizzato il Nord del Paese, ma anche tutti quegli imprenditori che trasversalmente foraggiano i partiti che spudoratamente popolano il Parlamento. Dove l’unica lingua che parlano e che riconoscono è quella degli affari più spregiudicati. Ieri, su questa opera pubblica che dovrebbe portare, presuntamente, benefici economici a iosa, è intervenuto nel dibattito lo studioso Salvatore Settis con osservazioni che condivido profondamente.

Per sviluppo, infatti, dovremmo intendere il beneficio che deriverà al Paese e ai cittadini da una “grande opera” dopo che sia stata eseguita e sia entrata in funzione. Sempre più spesso, invece, si tende a considerare “sviluppo” l´opera stessa, la mera mobilitazione di banche e imprese, capitali (pubblici) e manodopera. Secondo Il Sole-24 ore, il costo per chilometro delle linee Tav in Italia è il quadruplo che in Francia. Anche in Val di Susa, pur senza un´attendibile analisi costi-benefici, la Tav è considerato ineluttabile. Ma il progetto ha oltre vent´anni, le previsioni di traffico su cui si basava si sono rivelate erronee e hanno obbligato a destinarlo principalmente al traffico merci, la condivisione dei costi con la Francia è svantaggiosa. Eppure su questi ed altri motivi di perplessità, a quel che pare, è vietato discutere. È giusto spendere per la Tav, quando sono allo sfascio ferrovie minori e treni notturni, anche internazionali? Non sarebbe meglio potenziare le strutture esistenti, a cominciare dalla cintura ferroviaria di Torino? È meglio costruire nuove grandi opere o arrestare il degrado dei servizi sociali e della scuola? Viene prima la difesa del paesaggio, dell´agricoltura e dell´ambiente o la (presunta) convenienza economica della Tav?

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Commenti

  • Gianluca  On 9 marzo 2012 at 13:29

    L’attuale progetto è di fatto il potenziamento delle strutture esistenti attraverso la realizzazione del tunnel a quota più bassa e inoltre prevede un ammodernamento del nodo di Torino.
    E non ha 20 anni ma 4/5.
    Mentire o nascondere la verità non porta da nessuna parte. E i NoTav lo stanno facendo troppo spesso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: