#liberiamobari

Lo dico con grandissima serenità, ma anche con risoluta fermezza. Bari, come mai nel passato – che pure è stato parecchio tortuoso, a voler ricordare gli anni ’80 e ’90 – rischia di precipitare in un baratro da cui risalire potrebbe poi essere molto complicato. Proprio ieri ci ragionavo, scrivendone per Giù al Sud, nel commentare sia le vicende del Teatro Petruzzelli sia il nuovo caso giudiziario sui parcheggi interrati e le altre opere pubbliche locali dietro le quali ci sarebbe un “sistema corruttivo”. Bari non è tutta marcia. I baresi non sono tutti disonesti. Non si può più accettare la diffamazione quotidiana. I clan locali si “ammazzano tra di loro”? Bari è mafiosa, si sente dire. Giampiero Tarantini frequentava i salotti della “bari bene” dove a quanto pare non mancava mai la cocaina? A Bari sono tutti dei drogati, hanno chiosato alcuni perbenisti. Dalle intercettazioni telefoniche e dalle notizie di cronaca è emerso che la escort Patrizia D’Addario sia stata nella villa di Arcore perchè in cuor suo sperava di essere aiutata nella realizzazione di un’attività edilizia qui in città? Bari è “come Gomorra”, si sono affrettati a commentare alcuni intellettuali. Facciamola finita. La “Bari bene” esiste ed è quella costituita dalla gente per bene, onesta e competente. Probabilmente più che schifata da questa trasversale politica ricattabile e corrotta. Si è affermata la rassegnazione, la rabbia e l’indifferenza. L’ idea che tanto le cose non cambieranno mai perchè sono tutti uguali. Tanto vale pensare, egoisticamente, a se stessi. Soprattutto in un momento di crisi economica profondissima come questa. No! La risposta non può essere la rassegnazione. Non può essere la demolizione dei nostri valori. I principi alienabili nei quali, sono convinto, la stragrande maggioranza delle persone di questa città (e di questo Paese) crede. La legalità, prima di tutto. Non come mero rispetto delle regole, ma come rispetto delle dignità individuali. Bari e i baresi non si meritano di essere presi in giro da questi sedicenti amministratori pubblici che abusano del loro potere temporaneo per arricchirsi e per soddisfare la loro miserabile individualità. Pronti a vendersi subito per poche migliaia di euro o per una mezza possibilità di avere in futuro il sostegno economico di potentati vari o radicati poteri forti per scalare la montagna della politica, quando poi pubblicamente si afferma la dimesione sociale della politica. Se oggi i partiti hanno, per i cittadini, una fiducia solo del 4% è forse colpa degli elettori? Se oggi il 45% degli elettori si asterrebbe, è colpa degli elettori? Se oggi il Movimento di Grillo è dato potenzialmente al 6,5% è colpa degli elettori? I nostri politici, locali e nazionali, di destra e di sinistra, sono il cancro di questo Paese. Noi dobbiamo curarlo. Non facendo inutili personalismi. Ma agendo sul reale, pragmaticamente. Non bisogna piangersi addosso. Non bisogna più lamentarsi, avallando con omertà, questo modus operandi. Testimoniando complicità quando si accetta, durante la campagna elettorale, un illusorio posto di lavoro o qualche buono posto. Dobbiamo riscoprire la bellezza di essere cittadini. Imparare questo mestiere, che è il più difficile al mondo, forse, ma è la sola via che abbiamo per poterci sentire ancora vivi. Ma vivi per davvero. E non morti che si trascinano. Ci vuole corresponsabilità, onestà, lealtà. Impegno. Partecipazione. Condivisione di una medesima visione. Passare, come direbbe un amico, da “I care” a “We share”. Subito. Prima che sia troppo tardi. Perchè la “Bari bene” esiste ed è quella che può rinascere da noi, se noi decidiamo di rinascere come identità culturali e politiche per quello che deve essere il nostro primo bene comune: Bari. E non dobbiamo cambiare città, per essere felici. Dobbiamo cambiare questa città. Le cose cambiano, cambiandole.

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Commenti

  • Giuseppe Palumbo  On 15 marzo 2012 at 14:02

    Mio caro, per napoli esiste una situazione molto simile. magari moltiplicata per 10. E purtroppo ci portiamo indietro anche la malevolenza della gente perbene del Sud!! Ma sono daccordo con te. Il problema che però mi pongo deriva da una considerazione amara che ho fatto leggendo il tuo pezzo: “Dobbiamo riscoprire la bellezza di essere cittadini”. Ma davvero siamo stati mai cittadini? O forse ora soltanto scopriamo che ci hanno preso per i fondelli e in realtà non possiamo “riscoprire”, al massimo possiamo “scoprire”. E questo è davvero difficile, purtroppo.

    • Giuseppe  On 15 marzo 2012 at 16:10

      Forse il termine più appropriato sarebbe stato quello da te suggerito, “scoprire”. Ma mentre scrivevo quel periodo mi sono tornate in mente le immagini sia dei cittadini incazzati che lanciavano monetine contro craxi sia i cittadini incazzati che piangevano borsellino al suo funerale gridando contro quelle istituzioni disonorevoli che partecipavano al rito funebre.. Cioè si scopre, quasi, paradossalmente, la cittadinanza in una condizione di rabbia o di emergenza.. Di straordinarietà, soprattutto in senso negativo.. Mi piacerebbe fare la mia parte, umilmente e costruttivamente, in modo ordinario per costruire qualcosa di positivo.. Di cui non doversi vergognare..

  • studentslaw  On 15 marzo 2012 at 14:55

    COMPLIMENTONI PER IL BLOG. SARA’ INSERITO TRA I MIEI BLOGROLL

    FABIO ARGIOLAS
    http://suseddoresu.wordpress.com

    • Giuseppe  On 15 marzo 2012 at 16:12

      Ti ringrazio per la tua visita e il tuo apprezzamento..
      Però, rispetto al post in questione, cosa mi puoi o vuoi rispondere, soprattutto se fossi di bari?

  • studentslaw  On 15 marzo 2012 at 14:55

    Reblogged this on Su Seddoresu.

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