Più trasparenza negli appalti pubblici

E’ stato sottoscritto a Roma un accordo tra l’Anci e l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture per promuovere la corretta applicazione del ‘Codice degli appalti’ (dlgs n.163/2006), e delle nuove disposizioni del Codice delle leggi antimafia, in vigore dall’ottobre 2011. Il cinque marzo scorso, tornando da Canossa, dove avevo partecipato all’evento nazionale sulla corruzione e nel corso del quale molto era stato detto anche sull’ambito degli appalti pubblici, scrivevo esattamente le cose che ora sono riprese da questo protocollo, sperando che non restino lettera morta.

L’accordo punta sulle Stazioni Uniche Appaltanti (SUA) che le Regioni hanno l’obbligo di costituire, secondo il ‘Piano nazionale antimafia’, operativo con un Dpcm del giugno scorso. Il modello mira a garantire trasparenza, regolarità ed economicità nella gestione degli appalti pubblici, scoraggiando le infiltrazioni di natura malavitosa. Con il Protocollo l’Autorità e l’Anci lavoreranno anche per promuovere specifiche intese sui temi della tracciabilità, della semplificazione delle procedure e della white list delle imprese.

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