In campo contro la povertà

La lettura di questo report sull’ultimo studio della Banca d’Italia, dedicato alla crescente disuguaglianza economica e sociale presente nel Paese, non può che generare amare riflessioni. “Il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede oltre il 40 per cento dell’intero ammontare di ricchezza netta“. Si evidenzia, in particolare, che gli adulti e gli anziani stanno meglio dei più giovani. Con la loro personale ricchezza costituita dal patrimonio accumulato più che dal reddito. Ci vorrebbe, perciò, una tassazione sui patrimoni affinchè la forbice tra chi sta meglio e chi sta peggio sia ridotta, cosi da ridimensionare drasticamente le disuguaglianze. Si suggerisce, pertanto, di mitigare questi effetti assai nocivi sul tessuto sociale che rischiano di creare strappi via via sempre più violenti, con più diritti e opportunità.

Per esempio la scuola pubblica, “erogando un servizio a tutti, tende a ridurre la disuguaglianza tra i cittadini in termini di conoscenze e di abilità, presupposto di una quota rilevante di quella in termini di ricchezza”. Ma anche politiche per adeguare il livello dei servizi pubblici del Mezzogiorno al resto del Paese. Infine la disuguaglianza che caratterizza i giovani: “Non può che essere affrontata sul terreno da cui trae origine, cioè con interventi sul mercato del lavoro e sul welfare”.

Questa lettura mi ha fatto tornare in mente questa recente intervista a Vandana Shiva, la quale, partendo da una riflessione globale, sempre rispetto al tema della povertà che lei collega personalmente – ed io condivido questa sua analisi – anche alla devastante crisi ambientale ed energetica in atto, dedica un pensiero anche al nostro Paese. Facendoci capire, ancora meglio, e qualora non fosse già chiaro a tutti, quanto l’attuale governo sia, nonostante pochissime eccezioni, impegnato a fare gli interessi dei mondi da cui provengono.

L’economia globale non ha spazio per i giovani che cercano un lavoro e un futuro. La globalizzazione ha portato e porterà alla chiusura di molti centri di produzione. Tutto questo è dovuto ad un sistema ingiusto che sfrutta in modo non equo le risorse. Ora c’è chi utilizza la crisi finanziaria per limitare le possibilità di crescita per la popolazione. In Italia, ad esempio, le nuove tasse sugli immobili e sulle terra, porterà ad una crisi. Per molte persone che vivono in campagna i costi diventeranno insostenibili. Per questo agricoltori e giovani dovrebbero occupare la terra e dare vita a forme di resistenza contro queste tasse ingiuste. La crisi economica non finirà presto. In pratica la crisi è utilizzata per mettere in una situazione ancora più difficile la situazione economica della popolazione, salvando invece coloro che l’hanno creata: le banche e le istituzioni finanziarie.

Puntate precedenti:

La povertà energetica dell’Italia

Con l’agricoltura si può uscire dalla povertà

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: