Gli effetti del Fondo Salva Stati Europeo

Rischiano di essere devastanti. Quello che potrebbe succedere all’Italia e ai tanti Paesi dell’Unione Europea non ancora salvi dal pericolo rappresentato dal default finanziario, è spiegato in questa lettera. Scritta al leader Di Pietro e al candidato sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, da una dimissionaria dirigente regionale siciliana dell’Italia dei Valori, partito che dovrebbe evidenziare le incongruenze dell’esecutivo Monti, essendo all’opposizione, ma che in realtà tace sul machiavellico disegno.

Gli italiani hanno il diritto di sapere che Italia dei Valori sta appoggiando, soprattutto con il proprio silenzio, la proposta del governo Monti di trasferire 125 miliardi di euro (minimo) ad una organizzazione finanziaria intergovernativa, l’Esm, ambiguamente definita “fondo salva-stati”, che, fra immunità, esenzioni, condoni ed altri privilegi, si propone di concedere finanziamenti agli Stati in difficoltà in cambio della possibilità di potere imporre “rigorose condizionalità” da far gravare sulle spalle del popolo. Sapete benissimo che la ratifica del trattato Esm (non ancora in vigore) comporterà l’incremento delle politiche di austerity, ossia l’imposizione di ulteriori interventi “lacrime e sangue” che colpiranno soprattutto le fasce più deboli e che metteranno in crisi anche coloro che ancora oggi riescono ad arrivare a fine mese.  Chi si avvantaggerà dell’entrata in vigore dell’Esm? I poteri finanziari, in primis le banche. Lo Stato in difficoltà potrà usufruire dei piani di finanziamento concessi dal “fondo salva-stati“ soltanto se, oltre a cedere pezzi di sovranità riguardanti scelte di politica interna, si impegnerà a pagare un tasso di interesse il cui limite non è stato nemmeno definito nel trattato, e intanto le banche hanno ottenuto un trilione di euro dalla BCE all’1%. Poiché l’organizzazione intergovernativa si riserva la possibilità di attingere al mercato finanziario per potere a sua volta erogare il prestito allo Stato, chi garantisce che non saranno le stesse banche, o addirittura la criminalità organizzata a lucrare, mediante i finanziamenti dell’Esm, sul debito pubblico e ad incidere sulle decisioni politiche della nazione debitrice?

 

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