Verso un modello di fiscalità dell’energia?

Nonostante le parole del Ministro Clini sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica possano indurre ad una certa positività (nella nota si parla anche di carbon tax e riduzione dei trasporti su gomma), l’assenza di un Piano Energetico Nazionale, come rilevato già qualche giorno fa per l’ennesima volta, inficia ogni progetto di rilancio sostenibile dell’economia perché potenzialmente basato su un modello di sviluppo ecologicamente intollerabile. La conseguenza più immediata e più visibile è, infatti, come rileva Linkiesta, la gravosità delle nostre bollette energetiche. Occorrerebbe, pertanto, esercitare quella propositiva e tenace pressione democratica affinché le rinnovabili e l’efficientamento diventino punti fissi, come avviene negli altri paesi europei, di ogni agenda politica riformista ed innovativa.

Suona come un’eresia, la proposta di un sistema di decrescita progressiva dei consumi energetici con dei budget contingentati annualmente stabiliti dallo Stato. È un atto rivoluzionario delineare un nuovo modello di fiscalità dell’energia che premi i comportamenti virtuosi di ogni singolo cittadino valutandone i costi dello stile di vita in termini di  kWh utilizzati e di carbonio emesso.

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