L’olio di scarto per i mezzi pubblici

A Rovigo, dalla collaborazione tra il Comune, l’Asm Rovigo SpA –  l’Azienda comunale che gestisce il ciclo dei rifiuti – e alcune aziende private locali, è nato un progetto destinato a diventare, si spera, una best practice da emulare anche altrove, basato sulla trasformazione in biocarburante dell’olio di scarto delle cucine, domestiche e professionali. Se ne parla qui.

I cittadini, in base a quanto organizzato da Comune ed Asm, devono semplicemente portarsi una tanica da 5 litri (fornita dal Comune) piena di olio “esausto” quando si recano al supermercato, senza nemmeno doversi prendere la briga di cercare luoghi di raccolta. Quest’olio viene poi portato dall’Asm agli operatori specializzati in grado di trasformarlo in “biodiesel di seconda generazione”. Questo è meno inquinante del carburante di origine fossile, e comporta una riduzione delle emissioni di CO2 che, grazie a questa iniziativa, solo nel 2009 a Rovigo sono diminuite del 12%. Insomma i biocarburanti possono essere veramente utili alla collettività e positivi per quanto riguarda l’impatto ambientale, invece che solamente un motivo per fare business, incrementare la deforestazione o sottrarre terreni utili alla produzione di cibo.

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