L’Alba di un nuovo giorno

Si chiamerà Alba – Alleanza per il Lavoro, i Beni comuni e l’ Ambiente – il “Nuovo Soggetto Politico” lanciato nelle settimane scorse da alcuni storici, giuristi e intellettuali, mediante un Manifesto. E’ stato deciso oggi a Firenze, nella prima assemblea nazionale convocata in fretta e furia, che a quanto pare ha visto una buonissima partecipazione. Tra i promotori più brillanti c’è lo storico anglosassone naturalizzato italiano Paul Ginsborg, il quale, in questa intervista, evidenzia le caratteristiche principali che dovrebbe avere questo nuovo soggetto che dovrà crearsi dal basso, in modo partecipato e trasparente, in cui dovranno esaltarsi prima di tutto le varie soggettività che vi vorranno aderire, ciascuna con una propria diversità, per un modello realmente inclusivo e democratico.

La cosa più importante è la questione della diffusione del potere, del partito centralizzat. L’ idea sarebbe di non centralizzare il partito, ma di spostare  un’amministrazione molto leggera del soggetto politico, in modo che non ci sia un posto dove c’è la concentrazione del potere. E poi bisogna cercare di lasciare veramente grandi spazi autonomi a quella che una volta veniva chiamata la periferia. Abbiamo detto: non partiamo per fare una cosa della società civile, ma partiamo per fare un soggetto politico nel campo di un nuovo spazio pubblico allargato, in grado di tenere insieme la partecipazione e il palazzo, la democrazia rappresentativa e quella partecipativa. Secondo me un’idea come la nostra cresce o muore sull’entrata in campo di una nuova generazione. O una nuova generazione, malgrado le condizioni di scoraggiamento, depressione, frustrazione che serpeggia fortissimamente, prende in mano la cosa, entra in scena, oppure noi non ce la facciamo di sicuro.

Per capire meglio da dove nasce quella che potrebbe diventare presto la scenografia di una rivoluzione culturale e politica, riporto una sintesi dell’approfondito Manifesto che è stato redatto, in modo tale da evidenziare chiaramente gli aspetti innovativi.

Si rompe con il modello novecentesco del partito, introducendo nuove regole e pratiche: trasparenza non segretezza, semplicità non burocrazia, potere distribuito non accentrato, servizio non carrierismo, eguaglianza di genere non enclave maschili, direzione e coordinamento collettivo e a rotazione, non di singoli individui carismatici; si rompe con questo modello neo liberista europeo che vuole privatizzare a tutti i costi, che non ha alcuna cultura dell’eguaglianza, che minaccia a morte lo stato sociale, la dignità e sicurezza del lavoro. Si insiste invece sulla centralità dei beni comuni, la loro inalienabilità, la loro gestione democratica e partecipata; si rompe con la visione ristretta della politica, tutta concentrata sul parlamento e i partiti. Si lavora invece per un nuovo spazio pubblico allargato, dove la democrazia rappresentativa e quella partecipata lavorano insieme, dove la società civile e i bisogni dei cittadini sono accolti e rispettati; si riconosce l’importanza della sfera dei comportamenti e delle passioni, rompendo con le pratiche mai esplicitate ma sempre perseguite dal ceto politico attuale: la furbizia, la rivalità, la voglia di sopraffare, il mirare all’interesse personale. Al loro posto mettiamo l’inclusività, l’empatia, la mitezza coniugata con la fermezza.

Quanto proposto, pertanto, da questo Nuovo Soggetto Politico mi invita a ricordare, infine, per una riflessione che sia quanto più oggettiva e costruttiva possibile, l’intervista rilasciata qualche giorno fa da Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale.

C’è chi pensa a una democrazia senza partiti, per esempio alla cosiddetta democrazia telematica, che a me pare un’illusione. La democrazia è invece un fuoco lento ma costante che si alimenta di socialità e partecipazione. Ora, la critica ai partiti è antipolitica, se è indirizzata a farne a meno; è altamente politica, se è rivolta a chiedere loro, a incalzarli, a farli arrabbiare perfino, affinché si scuotano, si aprano, congedino coloro che non hanno più nulla da dire, diano un segno ideale della loro presenza, ritornino a essere attrattivi. Tante cose si tengono insieme. Per esempio il sistema elettorale. Il finanziamento, così com’è, è funzionale all’organizzazione oligarchica, centralizzata e priva di controlli dei partiti; a sua volta, il sistema elettorale è diventato un sistema legale di cooptazione: finanziamento ed elezioni, così come sono organizzati, convergono in un esito comune, lo svuotamento della democrazia in basso e la concentrazione del controllo politico in alto.

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: