Operazione Guardie Svizzere

Il 18 febbraio scorso, su Prossima Italia, Rita lanciava l’ “Operazione Guardie Svizzere”. Poi immediatamente ripresa e rilanciata da Pippo. Anche se, a dire il vero, come rivela l’Espresso, il primo a sollecitare un’azione italiana per il recupero degli ingenti fondi evasi depositati nelle banche svizzere, è stato il Capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori, Massimo Donadi. Con il paese elvetico, vero paradiso fiscale al centro dell’Europa che fino ad oggi ha saputo solo chiedere sacrifici ai paesi dell’Unione rispetto ai quali è stata poco leale e solidale, prima la Gran Bretagna, poi la Germania, ora l’Austria, hanno stipulato accordi bilaterali per introitare appunto i fondi evasi, a percentuali concordate, garantendo, tuttavia, l’anonimato dei disonesti. Si ritiene che in Svizzera ci siano almeno 150 miliardi di euro italiani e, sulla base del tasso che potrebbe essere concordato, il nostro erario potrebbe recuperare una cifra importantissima. Dai 37 ai 50 miliardi di euro, come stima Il Fatto, che riporta in un primo momento la contrarietà di Monti per un’operazione di questo tipo essendo il capo del governo uno strenuo fautore dell’unione fiscale europea (che sarebbe stata messa in pericolo dalle iniziative arbitrarie condotte dai tre paesi) e del massimo rigore. Ma “nella conferenza stampa di mezzogiorno del 17 aprile il commissario europeo alla Fiscalità, Algirdas Šemeta, spiega ai giornalisti che gli accordi di Gran Bretagna, Germania e Austria con la Svizzera sono compatibili con il diritto comunitario. E quindi nel 2013 produrranno i loro effetti”. Oggi, nonostante la gaffe colossale e penosa del Corriere della Sera di ieri, probabilmente confortato dalla stessa Europa ma anche forse pressato da un Paese che non potrà reggere ancora per molto l’alta pressione fiscale a fronte di un’equità contributiva che proprio non si vede e a fronte di un processo di crescita non ancora avviato del tutto – come rivela ancora una volta Il Fatto – Mario Monti sembra aver cambiato idea. Sarà vero? Attendiamo fiduciosi e speranzosi i prossimi passaggi e soprattutto i primi risultati, poichè sarebbe non poca cosa avere in tempi rapidi a disposizione risorse cosi cospicue per rilanciare l’economia e l’occupazione, dando fiato a chi si sente strangolato e soffocato dalla pressione fiscale da un lato e dall’impossibilità di recuperare i crediti dovuti in tempi ragionevoli dall’altro.

Pippo, infine, ci ricorda che “l’operazione guardie svizzere” su facebook, la trovate qui: Operazione Guardie Svizzere. E su twitter, la parola chiave da seguire è: #ogs.

Si parla molto di Europa, ma può esistere un’area politica, economica e monetaria, con un paradiso fiscale al centro? Senza regole, con banche che includono gli spalloni nel servizio, lingotti d’oro che si spostano come pendolari e una generale sensazione da presa per i fondelli? Altro che scudo (che accompagnava guarda caso lo spadone leghista), qui ci vuole un’operazione politica. Si tratta di decine di miliardi di euro. Che potrebbero servire a fare tante cose, ma siccome a noi piacciono i contratti a progetto, li destineremmo al credito per le imprese e alla riduzione della pressione fiscale sui contribuenti onesti, dal momento che si tratta di banche e di evasione.

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