Giancarlo Siani, i giovani e la camorra

Questa una sintesi del comunicato stampa con cui si invitano i giovani e la cittadinanza barese tutta sensibile ai temi della legalità e del contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata all’evento previsto a Bari per domani sera.

I giovani e la camorra in Scimmie, nuovo romanzo di Alessandro Gallo, scrittore, attore e regista nato e cresciuto a Napoli, nel Rione Traiano. Il libro – che trae ispirazione dal vissuto dell’autore – verrà presentato a Bari, giovedì 3 maggio alle ore 20.00 al circolo Ricomincio da Tre di via Re David 3/c. Scimmie è un romanzo di formazione che racconta la storia di Pummarò, Panzarotto e Bacchettone, tre adolescenti che nella Napoli degli anni 80 desiderano, a tutti i costi e con tutti i mezzi, entrare a far parte di un clan camorristico e baciare le mani al capo: Antonio Bardellino. La loro vita cambierà grazie all’incontro con Giancarlo Siani, cronista de Il Mattino ucciso dalla camorra nell’85, cui il libro è dedicato e liberamente ispirato. Il testo è in larga parte autobiografico: l’autore la camorra l’ha conosciuta, infatti, molto bene e da vicino, in famiglia. La cugina Nikita è considerata la prima donna killer nella storia della camorra e il padre è stato arrestato per associazione mafiosa. “Di mia cugina – racconta Alessandro Gallo – si diceva che fosse la donna dalla Calibro 38. In famiglia sono l’unico che si è difeso e che ha scelto di difendere la propria storia. Una scelta avvenuta per un’esigenza di rappresentarsi per quel che si è e non per quel che gli altri raccontano. Nel 2004 mio padre – dal quale mia madre aveva divorziato da quando io avevo 4 anni – fu arrestato per associazione mafiosa; in giro mi sentivo coccolato e nello stesso tempo odiato solo perché sulle prime pagine di un giornale scrissero su di lui scissionista (clan che nacque dalla famosa faida di Scampia), parola che tanto si pronunciava nei vicoli e nelle strade di Napoli e che fece, all’improvviso, cadere come un castello di sabbia tutto quel che mia madre aveva costruito negli anni. Ho accettato il silenzio per evitare ritorsioni, minacce e quant’altro durante la mia adolescenza da cugino di Nikita, ma all’età di diciotto anni non potevo accettare che io e i miei fratelli vedessimo bruciare, per colpa di mio padre, quel che mia madre aveva costruito negli anni con onore e coraggio”. Nella scrittura e nel teatro di impegno civile Alessandro Gallo ha trovato la possibilità di un riscatto sociale, uno strumento per mettere la sua storia al servizio dei più giovani. Attualmente l’autore lavora a Bologna come scrittore, attore, regista e formatore nei percorsi di educazione alla legalità nelle scuole. “Credo molto nei giovani e temo che se trascuriamo il tempo da dedicare ai ragazzi rischiamo di trasformarli in scimmie. Per questo ho scelto di lavorare a progetti che possano, attraverso l’uso della scrittura e del teatro, fare in modo che possano raccontare se stessi e soprattutto il territorio in cui vivono, con la speranza che possano inviare un messaggio importante a genitori e istituzioni: “fidatevi, che noi ci siamo e vogliamo esserci, vogliamo contribuire al cambiamento”.

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