“Ci avete rotto i polmoni”

Si chiama cosi il mio nuovo blog, che non sostituirà questo ma che si integrerà ulteriormente a questo, che ho avviato su Lettera43. Dove, naturalmente, parlerò di ambiente e di urbanistica. Con una panoramica orientata a tutto il Mezzogiorno, in particolare, con il solito intento di provare a raccontare un meridione che sa essere anche virtuoso e propositivo, capace ed artefice del proprio destino e del proprio futuro. Un Mezzogiorno, quindi, che vuole vivere da protagonista la Prossima Italia dove deve esistere un “Noi” sociale vitale e leale che restituisca dignità a un territorio martoriato da una cultura mafiosa ed omertosa che l’ha avvelenato per troppi decenni.

Ci avete rotto i polmoni per vent’anni con le vostre parole avvelenate con cui avete inquinato la morale pubblica.

Ci avete rotto i polmoni con le vostre convergenze mafiose in ragione delle quali avete fatto sprofondare il Paese nel pozzo della vergogna dove è insopportabile il puzzo dei vostri compromessi.

Ci avete rotto i polmoni con la vostra irresponsabilità e incapacità politica di saper interpretare e decodificare la realtà privandola della visione del futuro che le sarebbe propria.

Ci avete rotto i polmoni perché sono sessant’anni che siete complici nel processo di cementificazione e devastazione del Paese, con una miriade di paesaggi una volta incontaminati deturpati irrimediabilmente.

Ci avete rotto i polmoni perché in questo Paese si muore e si morirà ancora per l’amianto. A Casale, a Bari e in tutti quei posti dove la mancanza di un’etica pubblica ha impedito l’avvio tempestivo delle bonifiche.

Ci avete rotto i polmoni perché Taranto è la città più inquinata d’Europa e il diritto alla salute non è da anni minimamente garantito, con un altissimo tasso di bambini ai quali sono state diagnosticate terribili patologie.

Ci avete rotto i polmoni con la cronica “emergenza rifiuti” che, però, dura da quasi vent’anni con centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti che sono stati inceneriti o nascosti nel sottosuolo traendone un profitto illecito, voi che vi siete riciclati in base alle convenienze per una politica sempre più sporca e insostenibile.

Ci avete rotto i polmoni perché il sole, l’aria, l’acqua e il suolo, nonostante i vostri tentativi di privatizzarne l’uso e la gestione, sono e resteranno sempre dei beni comuni difesi da una cittadinanza consapevole, informata, sensibile e figlia della Costituzione.

Ci avete rotto i polmoni perché l’Italia non è Cosa Vostra, ma Casa Nostra.

Con questo primo post avvio la mia collaborazione con Lettera43 – che ringrazio per l’opportunità che mi offre – invitando chiunque, e i miei conterranei pugliesi in particolare, a usare questo diario per provare a raccontare, in chiave ecologica, quel Mezzogiorno che non si arrende, che sa essere virtuoso, che è capace di costruire collettivamente delle proposte andando oltre le proteste, che crede in una leale e reale condivisione dei saperi e delle esperienze. Un Mezzogiorno che costruisce gradualmente e con passione una diversa partecipazione civica per la gestione della “cosa pubblica”. Perché solo seminando la speranza possiamo raccogliere quel cambiamento che vorremmo veder avvenire nel Paese e nel mondo.

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