A Cassano

Non mi sto riferendo ad Antonio Cassano, la stella della nostra Nazionale di calcio che sta brillando in questo anonimo Europeo, ma al paese in provincia di Bari, Cassano delle Murge, dove sono stato martedi scorso per intervenire nell’incontro pubblico promosso dai componenti dell’Associazione “Centro Storico” che in tale occasione veniva presentata ufficialmente alla cittadinanza. Dopo i saluti e l’illustrazione da parte del Presidente della medesima degli obiettivi che questa realtà si prefigge, mi è stata affidata la parola e nel corso del mio intervento ho raccontato come è nato il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e la sua prima campagna nazionale “Salviamo il Paesaggio”. L’importanza di sradicare dal passato quel luogo comune in base al quale alla crescita deve sempre associarsi un processo edilizio basato esclusivamente su nuove costruzioni; di debellare dalla nostra condizione di cittadini consapevoli che vogliono essere tali e non sudditi il preconcetto che non si debba chiedere conto ai nostri amministratori di quello che fanno nel nostro nome e di come vengono impiegate le risorse pubbliche. Ho provato a spiegare, spero in modo chiaro, nonostante gli articoli dei webquotidiani locali del giorno successivo non ne abbiano affatto e diffusamente parlato (come si può desumere da qui e qui), come è oggi possibile sottrarsi al ricatto degli oneri di urbanizzazione delineando una visione sostenibile, lungimirante e responsabile nei confronti di chi verrà dopo di noi, sotto tutti i punti di vista, sociale economico culturale. Di come, infatti, sia possibile, per esempio, incentivare fiscalmente la riqualificazione del costruito, tanto più nel e del centro storico di un paese dal grande potenziale turistico e paesaggistico come Cassano, demotivando, contestualmente, la nuova edificazione con il rischio concretissimo di dover poi spendere altre risorse pubbliche, oggi limitate, per dotarle dei minimi servizi imposti pure per legge. Quindi la necessità di avere non solo una fortissima etica pubblica ma anche un ancor più forte coraggio nel voler rompere il legame con quell’imprenditoria perversa che pensa soltanto a drenare risorse pubbliche ma che del bene comune se ne fotte. Detto in italiano corretto. Ho raccontato di come a Senigallia sono state imposte agli imprenditori anche misure compensative di stampo ecologico per avvicinarsi agli standard imposti dal decreto ministeriale 1444/68 che stabilisce che per ciascun cittadino debbano esserci 9 mq di verde pubblico e di come riscoprire la bellezza del proprio centro storico significhi anche e soprattutto rispolverare la propria identità che non può mai andare in crisi. Con la speranza che incontri simili, nonostante tutto, siano sempre più numerosi e che davvero sia possibile creare quella Società del Noi che non viva il Paesaggio come un nemico da abbattere, ma come un amico prezioso da tutelare grazie al quale è possibile essere cittadini migliori.

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: