Epolis

Non scrivo su questo mio piccolo blog da moltissimo tempo. E mi rendo conto, solo ora, di quanto mi sia mancato. Ma in questi ultimi mesi, a prescindere dalla pausa estiva, sono stato indaffarato sia con alcuni dei miei ultimi esami universitari che a brevissimo riprenderanno sia perché ho maturato la convinzione che in questi anni fortemente caratterizzati dai social network e dai social media, ossia da strumenti che hanno predeterminato un ipertrofismo dell’informazione con contestuale riduzione della sua qualità e l’assoluta mancanza di degni approfondimenti essendo divenuta l’informazione a tratti mera comunicazione di opinioni – cose ben diverse dalle notizie – aggiungermi alla lista di coloro i quali ritengono di dover essere presenti sul web a tutti i costi, tutti i giorni, per far giungere il proprio indispensabilissimo commento su qualsiasi fatto avvenga nel Paese, non è attività per me entusiasmante. Scrivo e scriverò, pertanto, da oggi, se ho e avrò qualcosa da dire. In particolare sui temi che da sempre mi interessano e mi appassionano. Perché le parole sono importanti, e mi accorgo sempre di più di come sono state violentate in questi decenni. Svuotate di senso e di significato. Usate per offendere come armi contundenti, con il prossimo che per definizione è diventato un nemico da abbattere. In questa esasperazione dell’idea della competitività e della concorrenza. Le parole, quindi, come archi di guerra e non come arche di pace. Non come strumenti per ricreare empatia e riappacificazione sociale. Per creare una nuova fiducia e speranza nelle persone. Ma continuerò ad usare, contestualmente, questo spazio anche come vetrina sia di eventi per me particolarmente significativi sia per gli articoli che scriverò per le testate con cui collaboro. A questo proposito, da questa settimana, con mio grande piacere, avvio la collaborazione con Epolis, un piccolo ma valoroso quotidiano locale cartaceo, ringraziando pubblicamente il direttore Dionisio Ciccarese per l’opportunità concessami e per la fiducia viva accordatami. Segue primo articolo, su un tema assai delicato.

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