Antonino Caponnetto, un esempio per i giovani

“Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli ribadiscono e sollecitano di diventare protagonisti e partecipi nella salvaguardia della comunità in cui vivono”.

Dieci anni fa moriva Antonino Caponnetto. Il magistrato sceso volontariamente dalla sua Firenze a Palermo per sostituire Rocco Chinnici e che ha voluto fortemente il pool antimafia con Falcone e Borsellino. Era un uomo mite, gentile, buono, generoso. Un vero servitore dello Stato. Amava i giovani e si spese fino all’ultimo per loro, per educarli alla legalità spingendo sul senso del dovere e sulla corresponsabilità. Per questo a lui è stata dedicata la nostra Scuola di Formazione Politica.

“Perché la mafia teme la scuola più della giustizia, la mafia prospera sull’ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica: solo così la mafia può prosperare”.

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