God bless America

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In tutti gli Stati Uniti, dopo la strage di bambini nella scuola elementare del piccolo paesino americano del Connecticut, non si parla di altro: della possibilità di ridurre drasticamente la vendita di armi. Per il regista Michael Moore, autore di Bowling for Columbine, “il modo migliore per onorare quei bambini morti è chiedere un rigido controllo sulle armi e un’assistenza psichiatrica gratuita”. Di un team davvero bravo di psichiatri ne avrebbe bisogno, forse, Larry Pratt, direttore esecutivo di Gun Owners of America, che ha contrattaccato sostenendo che più armi avrebbero impedito il massacro. “Leggi federali e statali insieme”, ha spiegato, “fanno in modo che nessun maestro, nessun amministratore, nessun adulto della scuola di Newtown avesse una pistola. Questa tragedia indica l’urgenza di eliminare il divieto di armi nelle aree educative”. Ci auguriamo, caldamente, perciò, che il manager non debba piangere un giorno la morte di un proprio familiare o amico a causa della follia di una persona instabile. Il mondo non può continuare ad essere un arco di guerra, ma deve diventare necessariamente un’arca di pace. Dobbiamo lavorare per la pace, tutti. Non abbiamo altre scelte.

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