La coerenza di Ingroia: verso le Politiche/2

“Riprenderei un incarico legato ovviamente alla mia attività ma certamente fuori dal fuoco della polemica e dell’esposizione politico mediatica dell’Italia”. (Antonio Ingroia, 7 gennaio 2013)

“Ingroia? Ognuno è libero di fare quello che vuole ma io credo che i magistrati non debbano candidarsi alle elezioni politiche, non perchè la politica abbia qualcosa di sporco ma perchè sono due cose diverse. Non si possono limitare i diritti politici, ma secondo me se c’è qualcuno che vuole fare politica dovrebbe essere una strada senza ritorno. Difficile dare l’impressione di imparzialità, dopo essere stato in Parlamento”. (Piercamillo Davigo, 19 dicembre 2012)

“Sarebbe sommamente opportuno che i giudici rinunciassero a partecipare alle competizioni elettorali in veste di candidato o, qualora ritengano che il seggio in Parlamento superi di molto in prestigio, potere ed importanza, l’ufficio del giudice, effettuassero una irrevocabile scelta, bruciandosi tutti i vascelli alle spalle, con le dimissioni definitive dall’ordine giudiziario”. (Rosario Livatino, 7 aprile 1984)

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