Del migrante e del rifugiato

Ieri è stata la Giornata Mondiale. Quest’anno è stata festeggiata a Bari, promossa dall’Associazione Migrantes. Queste le parole del Pontefice. Il quale, in particolare, si è soffermato sulla parola “speranza”. Che è una bellissima parola perché evoca il futuro. Ma i migranti che sbarcano sulle nostre coste, ora a Lampedusa ora sui lidi salentini, proprio per costruirselo un futuro, a dispetto di un presente infernale e di guerra da cui spesso scappano, comprendono subito che in Italia per loro non c’è speranza. E lo capiscono ancora meglio quando, pur non essendo colpevoli di nessun reato, finiscono nei Cie. O se ne commettono qualcuno, fosse solo perché mossi dalla disperazione, finiscono in carcere, che notoriamente nel nostro Paese sono luoghi accoglienti ed ospitali (eufemismo). Dal Cie alle carceri. Da lager occulti dove i diritti umani non sono frequentati e intorno ai quali c’è una grande indifferenza a lager tollerati ed istituzionalizzati dove la violazione dei diritti non fa notizia e manco scandalo, fino a quando poi arrivano condanne europee.  Ecco, se di speranza dobbiamo parlare, che sia vera speranza. Piena, reale, convinta. Soprattutto condivisa, col fine di avere una società a misura dei desideri e della dignità di chiunque. Altrimenti è ipocrisia.

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: