Quello che non farà il Governo Letta-Letta

Ad oggi ancora non conosciamo i nomi dei 101 parlamentari del Pd che hanno, consapevolmente e premeditatamente, affossato la candidatura di Prodi per il Quirinale per allearsi con B. Ma basta leggere i nomi dei Ministri, dei Vice e dei neo-Sottosegretari per farsi un’idea. Ad oggi ancora non conosciamo gli elementi sulla base dei quali Letta e B. hanno stretto, con la benedizione e l’approvazione di Napolitano, la loro intesa politica. Ma basta sentir parlare i berlus-clones per farsi un’idea. I cittadini in questo Paese non contano niente. Gli elettori di centrosinistra hanno votato una coalizione per mandare B. a casa e si ritrovano B. come alleato. Meglio: B. è il vero azionista di maggioranza di questo Governo. Infatti vuole presiedere la “Nuova Bicamerale”.

Non verrà fatta una legge anti-corruzione (come richiede l’Europa dal 1999); non verrà fatta una legge sul conflitto di interessi; non verrà fatta una legge sul falso in bilancio; non verrà fatta una legge per velocizzare la consegna a cooperative sociali dei beni confiscati alle mafie, che non saranno minimamente toccate nei loro ingenti patrimoni riutilizzati in attività borderline (vedasi i compro-oro, le agenzie per le scommesse sportive, le sale giochi con i videopoker, forse i nuovi negozi dove acquistare sigarette elettroniche).

Non verrà fatta una legge per salvaguardare il paesaggio e dichiarare illegittimi tutti i condoni edilizi; non verrà fatta una legge per imporre ai privati la bonifica di tutti i siti contaminati, perché il diritto alla salute non può essere barattabile; non verrà fatta una legge per mettere in sicurezza tutte le strutture pubbliche a cominciare dalle scuole che si trovano in territori a rischio idrogeologico. Non verrà fatta una legge per favorire l’adozione di provvedimenti volti a migliorare l’efficienza energetica di tutto il nostro patrimonio edilizio esistente, manco censito.

Non verrà fatta una legge per confiscare i beni ai grandi evasori fiscali; non verrà fatta una legge per portare la banda larga in tutto il Paese con l’intento di favorire nuovi processi culturali; non verrà fatta una legge per stimolare l’innovazione tecnologica e scientifica; non verrà fatta una legge per garantire pieni e veri diritti civili e sociali a tutte le cosiddette “minoranze” di questo Paese; non verrà fatta una legge per ridurre drasticamente gli sprechi da armamenti, dovendo essere in teoria un Paese che ha “il diritto alla pace” nella Costituzione ignorata, ma esaltata all’occorrenza; non verrà fatta una legge per imporre ai partiti di tenersi fuori dalla Rai, da Finmeccanica, da Eni, da Enel, con i vertici nominati sulla base delle loro capacità; non verranno abolite le Provincie, non verranno accorpati i piccoli Comuni che potrebbero condividere funzioni e servizi, né verranno ridimensionati gli sprechi della Pubblica Amministrazione.

Non verrà, insomma, fatto un cazzo (eufemismo tecnico). Quel poco che sarà prodotto da questa sorda e cieca e irresponsabile e amorale classe dirigente sarà poi, peraltro, ampiamente enfatizzato da una mansueta ed addomesticata categoria di giornalisti che l’etica della responsabilità non sa neanche cosa sia. E tutto questo sarà possibile perché l’Italia è un Paese diviso su tutto, da tutti o quasi, con una cittadinanza imbarazzante e gretta e ignorante che non può disprezzare questa classe politica che la malgoverna da 20 anni perché la guarda con ammirazione, la idolatra, vorrebbe sostituirsi ad essa solo per poter disporre degli stessi privilegi che critica ingiuriosamente; né può, quindi, non avendone gli anticorpi, ribellarsi, essendo inconsapevole e accettando quel che gli è stato messo velenosamente nel piatto in questi anni senza mai interrogarsi scrupolosamente o farsi attraversare dal dubbio che si stava (e si sta) consumando sui propri diritti e principi costituzionali un massacro etico ed estetico.

Con il paradosso finale che chi, invece, si impegna senza alcun eroismo per ricercare una nuova ed urgente coesione emotiva e politica e sociale viene ostracizzato, per invidia e malafede e ignoranza, da chi, anche nell’alveo del centrosinistra, è complice o corresponsabile di questo disastro prolungato.

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