Archivi Categorie: Agricoltura

Tanti auguri ad Action Aid Bari

Per il suo primo anno di attività nel capoluogo pugliese. La referente territoriale Nicoletta, un portento della natura per impegno e bontà, ha condiviso il seguente video, che diffondo volentieri anche io e all’interno del quale, c’è anche il sottoscritto avendo partecipato all’educativa iniziativa sull’agricoltura a giugno 2012 presso il Parco Due Giugno della nostra città. A tutti i volontari di Action Aid va il mio sincero ringraziamento per il sorriso e l’umanità che profondono generosamente nelle loro numerose iniziative. Con l’auspicio e la voglia di poter essere ancor più presente alle prossime. Tanti auguri!

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“Il paesaggio e l’ambiente sono come il sole e le stelle”

Nonostante il parere favorevole di Legambiente ed Inu, il modificato Ddl Catania sul consumo di suolo – di cui mi occupo diffusamente da tempo – non mi convince ancora. E certamente non per un mero radicalismo, ma proprio perché credo che occorra difendere, davvero, le nostre radici. Il nostro suolo. La nostra identità. Ne ho scritto qui.

In Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di suolo libero. Negli ultimi 40 anni sono stati sigillati circa 5 milioni di ettari. Le aree coltivate sono passate da 18 milioni di ettari a poco meno di 13. Dal 1956 al 2012 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%. Secondo l’Ispra, le traumatiche alterazioni subite dal suolo hanno prodotto almeno 5 miliardi di euro di danni negli ultimi 7 anni. “Il paesaggio, l’ambiente, il patrimonio culturale sono – conclude Settis – come il sole e le stelle: illuminano e condizionano la nostra vita, corpo e anima. Perciò hanno un ruolo cosi alto nella Costituzione dove incarnano l’idea che ne è il cuore: il bene comune e l’utilità sociale, sovraordinati al profitto privato”.

La Giornata Mondiale dell’Alimentazione

Per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, l’organizzazione Actionaid – che ammiro moltissimo, da tempo – ha organizzato in queste settimane alcune iniziative di sensibilizzazione in tutto il Paese. Anche a Bari qualcosa si è fatto per merito della bontà e dell’intraprendenza squisita di Nicoletta, la referente territoriale. Non posso, pertanto, non rilanciare l’invito a partecipare a questo pranzo sociale, previsto per domani. Per conoscere l’associazione e le sue importanti finalità umanitarie, sociali, culturali.

Il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale. Lo stomaco vuoto rende difficile qualsiasi attività, dal lavoro allo studio e le mille piccole azioni che compiamo ogni giorno. Il diritto al cibo è così importante che già nel 1948 fu incluso nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Secondo i dati FAO, alla fine del 2009, le persone che vanno a letto ogni sera con la pancia vuota hanno superato il miliardo. Per ActionAid la fame è un “prodotto” di scelte scorrette da parte di imprese, governi, organizzazioni internazionali e della mancanza di volontà politica. Politiche dannose, che considerano il cibo come un mero prodotto di mercato e non come un diritto, fanno sì che i più affamati e poveri sono, incredibilmente, agricoltori e contadini. Per combattere questa situazione con efficacia, dobbiamo rimuovere le disuguaglianze esistenti nel controllo della terra, dell’acqua, dei pascoli, delle foreste e delle sementi; contrastare le violazioni dei diritti dei contadini e dei lavoratori; chiedere maggiori investimenti pubblici in agricoltura e sviluppo rurale.

Ce lo chiede l’Europa: salvate il suolo

Città sempre più grandi per sempre meno persone. Il mio ritorno su Lettera 43.

Ad oggi gli edifici esistenti ammontano a circa 13 milioni, di cui 11 milioni ad uso abitativo e i restanti destinati ad usi produttivi e terziari. Su 29 milioni di unità abitative si calcola che 1/6 siano sfitte oppure seconde case. Confrontando crescita demografica ed edilizia, ogni nuovo nato avrebbe a disposizione circa 9 appartamenti. 3/4 del patrimonio è stato costruito tra il 1946 e il 1991. Il 30% versa oggi in cattive condizioni. 3 case su 4 hanno prestazioni inadeguate, anche quelle di recente costruzione. Il comparto edilizio è responsabile del 35% dei consumi energetici totali. Il suolo è una risorsa finita e non riproducibile. Il suo consumo è cresciuto per spinte immobiliari e a causa degli alti costi dei processi di riqualificazione.

Ciak! Si mangia..

Cosa succede se il mondo del cinema, con cui si alimenta l’immaginazione, incontra quello della cucina di qualità, mediante cui si alimenta il nostro corpo? La risposta è “Ciak! Si mangia”. Una rassegna cinematografica, ideata e voluta da Simona Palermo e da Pino Armenise dello Showville di Bari, che per otto settimane consecutive, da martedi prossimo 2 ottobre, consentirà a tutti gli amanti del cinema e del buon gusto di “assaporare” otto grandi pellicole del cinema contemporaneo, con la possibilità di saggiare, tra uno spettacolo e  l’altro, le migliori specialità enogastronomiche del nostro territorio. Otto capolavori, non solo italiani, come “La grande abbuffata” o “Cous cous” o “Soul Kitchen” o “Focaccia Blues”, per riflettere in modo diverso sull’alimentazione e sull’agricoltura da cui deriva, per ritrovare consapevolezza e una misura nella nostra società.

Modugno, Andria, Bari

In queste città, nei prossimi giorni, a cominciare da domani pomeriggio, presenterò la Campagna “Salviamo il Paesaggio”, con la viva speranza che siano tutti incontri vivaci e dove dal confronto (che mi auguro sia costruttivo) possa imparare qualcosa, come mi piacerebbe, non ritenendomi affatto già un esperto delle materie che mi appassionano molto e che sento di dover/voler ancora approfondire.

Ecco, in sintesi, il calendario degli appuntamenti:

– Martedi 26 Giugno, ore 19, presso la Sala Romita del Comando dei Vigili Urbani di Modugno, dialogo con Agostino Di Ciaula, Assessore all’Ambiente di Modugno.

– Giovedi 28 Giugno, ore 17, presso il Chiostro di San Francesco ad Andria, per il Learning Coffee “Una città con più muratori che non costruisce nuove case”. La pagina dell’evento Facebook.

– Domenica 1° Luglio, dalle ore 17 circa, presso il Parco Due Giugno di Bari, per l’iniziativa “A piedi nudi nel parco” promossa dal Gruppo di Bari di Action Aid con l’intento di sostenere la campagna contro i biocarburanti, nei giorni della Conferenza di Rio.

Gli orti urbani di Cerignola

Dopo averne parlato già di questa pratica che si sta diffondendo, apprendo di questa bellissima iniziativa, sperando che non resti su carta. Saranno realizzati 18 orti urbani.

Un’occasione per restituire ai cittadini spazi urbani. E insieme un’opportunità per rivalutare la vocazione del territorio e costruire una forma di presidio e controllo dei beni pubblici. Attraverso questo intervento puntiamo in primo luogo a rivitalizzare un’area sostanzialmente abbandonata, ed in secondo luogo a offrire ai cittadini di Cerignola la possibilità di essere custodi e “guardiani” degli spazi della loro città. Pensiamo che con la realizzazione degli orti urbani rappresenti anche un passo chiaro sulla strada della maturità civica, perché esso rappresenta un antidoto efficace contro l’abbandono di porzioni importanti del tessuto cittadino, spesso lasciate all’incuria. Peraltro la coltivazione della terra permetterà alla popolazione anziana di Cerignola una nuova “fusione con la terra” e un rafforzamento dei legami sociali, giacché la tendenza a dar vita a gruppi di orti è funzionale alla creazione di una società di mutuo soccorso sociale.

L’orto urbano conquista gli italiani

Nei giorni in cui la Regione Puglia, grazie al suo Assessore all’Agricoltura Dario Stefàno, predispone due bandi volti a favorire il rimboschimento con cui si permette anche ai piccoli proprietari terrieri di ottenere degli incentivi regionali per procedere in questa ottima direzione, si apprende anche che gli orti urbani sono sempre più di moda, tra gli italiani.

Si chiama ‘urban farming’ e muove ogni anno un giro d’affari di oltre un miliardo di euro, coinvolgendo attivamente oltre 4,5 milioni di italiani. C’e’ chi lo fa per necessita’, per tamponare cosi’ alle conseguenze della crisi; ma sempre piu’ spesso si tratta semplicemente di appassionati del mangiar sano e dell’aria aperta, ‘contadini per caso’ che dopo il lavoro si cambiano d’abito e imbracciano zappa e rastrello.

 

Il nuovo corso del Parco Nazionale dell’Alta Murgia

Martedi, grazie a Laura e a Bariwebtv, ho seguito, presso il Palazzo della Provincia di Bari, la conferenza stampa di presentazione del “nuovo corso”del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, alla presenza del suo nuovo presidente, Cesare Veronico, e di molti componenti della Comunità del Parco, una sorta di “consiglio di amministrazione”.

Tredici Comuni: Altamura, Andria, Bitonto, Cassano Murge, Corato, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Santeramo, Spinazzola, Toritto. Due Provincie: Bari e Bat. Un’unica speranza: quella di trasformare il Parco Nazionale dell’Alta Murgia (68 mila ettari di estensione) nel più grande Parco Rurale d’Europa. Per raggiungere questo obiettivo il neopresidente Cesare Veronico punta essenzialmente su due elementi: la valorizzazione del marchio, come strumento di garanzia e di qualità per rafforzare l’immagine del territorio e delle aziende, rilanciando contestualmente l’attività agricola e pastorale (si pensi, per esempio, al distretto della bioedilizia che oggi, per l’isolamento termico, usa la (fibra di) lana); la possibilità di sviluppare il comparto dell’ecoturismo (il cui fatturato, a livello nazionale, è oggi stimato in 12 miliardi di euro annui) che crei sviluppo e progresso anche sociale per tutto l’anno mediante la virtuosa sinergia territoriale con i 13 Comuni che costituiscono l’Ente. Parallelamente a questi obiettivi prioritari, ce ne sono altri parimenti nevralgici: l’infrastrutturizzazione del Parco per una mobilità sostenibile efficiente e di qualità, l’opportunità di creare attraverso il turismo sostenibile e l’agricoltura biologica nuove occasioni occupazionali, la promozione di una cultura ambientale che coinvolga il mondo dell’associazionismo, delle imprese e dei cittadini, ma in particolare gli studenti e gli allievi più giovani che saranno i fruitori e i cittadini del mondo di domani. Ai quali non possiamo consegnare una Terra peggiore di come l’abbiamo ereditata.

In campo contro la povertà

La lettura di questo report sull’ultimo studio della Banca d’Italia, dedicato alla crescente disuguaglianza economica e sociale presente nel Paese, non può che generare amare riflessioni. “Il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede oltre il 40 per cento dell’intero ammontare di ricchezza netta“. Si evidenzia, in particolare, che gli adulti e gli anziani stanno meglio dei più giovani. Con la loro personale ricchezza costituita dal patrimonio accumulato più che dal reddito. Ci vorrebbe, perciò, una tassazione sui patrimoni affinchè la forbice tra chi sta meglio e chi sta peggio sia ridotta, cosi da ridimensionare drasticamente le disuguaglianze. Si suggerisce, pertanto, di mitigare questi effetti assai nocivi sul tessuto sociale che rischiano di creare strappi via via sempre più violenti, con più diritti e opportunità.

Per esempio la scuola pubblica, “erogando un servizio a tutti, tende a ridurre la disuguaglianza tra i cittadini in termini di conoscenze e di abilità, presupposto di una quota rilevante di quella in termini di ricchezza”. Ma anche politiche per adeguare il livello dei servizi pubblici del Mezzogiorno al resto del Paese. Infine la disuguaglianza che caratterizza i giovani: “Non può che essere affrontata sul terreno da cui trae origine, cioè con interventi sul mercato del lavoro e sul welfare”.

Questa lettura mi ha fatto tornare in mente questa recente intervista a Vandana Shiva, la quale, partendo da una riflessione globale, sempre rispetto al tema della povertà che lei collega personalmente – ed io condivido questa sua analisi – anche alla devastante crisi ambientale ed energetica in atto, dedica un pensiero anche al nostro Paese. Facendoci capire, ancora meglio, e qualora non fosse già chiaro a tutti, quanto l’attuale governo sia, nonostante pochissime eccezioni, impegnato a fare gli interessi dei mondi da cui provengono.

L’economia globale non ha spazio per i giovani che cercano un lavoro e un futuro. La globalizzazione ha portato e porterà alla chiusura di molti centri di produzione. Tutto questo è dovuto ad un sistema ingiusto che sfrutta in modo non equo le risorse. Ora c’è chi utilizza la crisi finanziaria per limitare le possibilità di crescita per la popolazione. In Italia, ad esempio, le nuove tasse sugli immobili e sulle terra, porterà ad una crisi. Per molte persone che vivono in campagna i costi diventeranno insostenibili. Per questo agricoltori e giovani dovrebbero occupare la terra e dare vita a forme di resistenza contro queste tasse ingiuste. La crisi economica non finirà presto. In pratica la crisi è utilizzata per mettere in una situazione ancora più difficile la situazione economica della popolazione, salvando invece coloro che l’hanno creata: le banche e le istituzioni finanziarie.

Puntate precedenti:

La povertà energetica dell’Italia

Con l’agricoltura si può uscire dalla povertà

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