Archivi Categorie: Agricoltura

La riduzione del consumo di suolo

E’ possibile. Succede a Senigallia.

Un provvedimento che prevedeva l’esclusione di qualsiasi incremento di aree di trasformazione urbanistica, nonché qualsiasi incremento di superfici utili lorde ovvero di carichi urbanistici connessi con la modifica dei parametri urbanistici ed edilizi. In pratica si trattava di rendere agricole aree produttive e per servizi, che non sono state utilizzate negli ultimi anni. Vengono restituiti a verde ed uso agricolo oltre quaranta ettari di terreni in precedenza edificabili riducendo in tal modo la destinazione edilizia di ampie porzioni di terreno.

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Con l’agricoltura si può uscire dalla povertà

Circa 400 milioni di persone. Ad affermarlo l’ex magnate della Microsoft, Bill Gates, oggi impegnato con la moglie Melinda in una Fondazione umanitaria. Tante sarebbero, pare, le persone che potrebbero emergere dalla loro condizione di povertà se avessero la possibilità, con l’aiuto della tecnologia applicata all’agricoltura, di raddoppiare le loro produzioni. Ad opporsi con decisione a questa tesi è Sbilanciamoci che ritiene, invece, necessario prioritario come intervento quello di investire in un diverso e più efficiente know how che renda i contadini sempre autonomi dai vari “poteri”. L’Italia deve favorire l’accesso alla terra per i piccoli produttori di cibo, con la garanzia per questi di poter continuare a produrre senza essere deportati, in difesa dei loro diritti individuali e collettivi fondamentali.

L’agricoltura contadina, attraverso il pianeta e specialmente nei paesi poveri, è quella che produce il 75% dell’alimentazione, ma non è né “datata” né “inefficiente” perché resistono e continuano a produrre, cercando di adattarsi ai cambiamenti economici. Creano ogni giorno innovazione nei prodotti, nei processi di produzione, nella messa al mercato dei prodotti e degli alimenti. Sfamano il mondo e, prima di tutto, i poveri. Si stima che almeno il 60% degli affamati siano contadini, non perché “non sanno coltivare” o “producano in modo inefficiente” ma perché non hanno abbastanza controllo sulla terra di cui vivono, sull’acqua che debbono usare, sulle sementi da spargere nei campi, sulle terre da pascolo o sull’organizzazione del mercato interno nel loro stesso villaggio, comune, regione, paese.

 

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