Archivi Categorie: Economia

“Il Mezzogiorno deve credere di più in se stesso”

Su invito dell’ex Presidente della Fiera del Levante Gianfranco Viesti, è intervenuto a Bari, alcuni giorni fa, per un convegno dedicato alle Politiche di Coesione del Mezzogiorno, il nuovo Ministro alla Coesione Territoriale Carlo Trigilia. L’economista e docente universitario ha scritto un libro (che mi sono imposto di comprare) dal titolo “Non c’è nord senza Sud” che chiarisce perfettamente quale potrebbe e dovrebbe essere, in una società sempre più complessa ed articolata, il ruolo del Mezzogiorno d’Italia. Siamo un territorio con un capitale umano di qualità, nel quale si sta cercando di crescere non solo nel segno della sostenibilità ambientale, ma anche dell’innovazione.

Con l’intento di allargare il bacino delle nostre imprese che, secondo me, dovrebbero cooperare nel modo più strategico possibile per poter con buone possibilità competere nei mercati internazionali e affermare il “made in Puglia”. Ecco perché, probabilmente, la prima rivoluzione da fare, come hanno evidenziato sia il Ministro sia il Rettore Petrocelli, è di stampo sociale e culturale. Fortificare gli anticorpi etici delle nostre comunità perché è solo nella legalità che il Sud può risorgere.

Con passione, fiducia e speranza abbiamo un solo imperativo: andare avanti!

P.s. l’articolo seguente, qui, in formato pdf.

Da Trigilia scossa alle Regioni

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Tra crisi e povertà: i dati su Bari e la Puglia

Ieri mattina, con grande piacere e gratitudine, ho moderato, in Sala Murat, il seminario promosso dalla Cooperativa Sociale Caps e dall’Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle Stazioni (Onds) dal titolo “Salute Senza Dimora”. Nell’articolo seguente la cronaca della manifestazione. Mi ha colpito molto non solo l’umiltà, ma anche la tenacia con cui tutti i soggetti sociali coinvolti hanno affrontato il tema della qualità della vita degli homeless in ragione di un sempre più profondo disagio sociale che richiama prepotentemente ciascuno di noi alla nostra corresponsabilità e che “noi benestanti”, tuttavia, non sempre vogliamo esaminare nella sua interezza non volendo abbassare lo sguardo e osservare il mondo (dal basso verso l’alto) dal punto di vista di queste persone sofferenti.

Bisogna credere ed investire nell’integrazione socio-sanitaria e nella cooperazione interistituzionali tra soggetti che possiedono una pluralità di sensibilità e competenze, perché è soltanto potenziando e valorizzando questi modelli anche culturali che possiamo provare a restituire dignità a queste persone “invisibili”. E’ fondamentale assicurare il diritto ad un alloggio che possa rappresentare anche psicologicamente un punto di riferimento per soggetti che denotano disturbi psichici e il diritto ad una sanità solidale per non ampliare il dramma dell’esclusione sociale. Un Paese e una città possono dirsi davvero giusti e nei quali il principio dell’uguaglianza è difeso con coerenza quando nessuno resta indietro; quando nessuno viene escluso dai processi democratici e sociali di una comunità che non può permettersi più di voltarsi dall’altro lato.

Alcuni dei dati diffusi ieri dal Presidente dell’Onds, e che si trovano nell’articolo seguente, mi hanno fatto tornare  in mente, infine, il Rapporto Puglia in Cifre 2012, curato da Ipres e del quale ho scritto per la Gazzetta dell’Economia, proprio per i preoccupanti dati relativi alle dinamiche sociali ed economiche della nostra regione.

Sarebbe lecito, pertanto, attendersi risposte più rigorose da parte dei soggetti politici e istituzionali preposti, ma in assenza dei quali dobbiamo registrare ed elogiare l’impegno crescente – come conferma anche l’Istat – delle cooperative e delle realtà sociali del Terzo Settore: è nel loro lavoro quotidiano ed invisibile, per gli invisibili, che può leggersi l’Italia migliore. L’Italia che reagisce e che non vuole sprofondare.

La povertà aumenta e la città si attrezza

La memoria corta di Letta sull’Imu

L’intervista di Enrico Letta a La Stampa, dello scorso 4 febbraio (sono passati 3 mesi, anche se sembrano 3 secoli), sulla vicenda Imu, ri-letta oggi non fa sorridere. Fa incazzare. Di più. Perché ha un’unica lettura possibile: quella della presa in giro (per dirla, sobriamente, con un eufemismo), l’ennesima, nei confronti dei cittadini e degli elettori.

“Riteniamo che togliere completamente l’Imu, in questa fase, sia sbagliato. In una stagione nella quale si richiedono tanti sacrifici, riteniamo che chi ha una casa in via Montenapoleone debba pagare l’Imu e chi abita a Quarto Oggiaro no. E d’altra parte, Berlusconi dopo aver abolito l’Ici nel 2008, fu costretto a rialzare altre tasse”.

P.s. Imu, tra palco e realtà

Oggi, in Feltrinelli

L’avvocato e amico Massimo Melpignano, da anni “paladino dei consumatori” truffati da banche o finanziarie, dopo il primo libro in cui racconta la sua esperienza decennale, ha deciso di scrivere il libro “Sdebitiamoci“.

Questo non è il solito libro sulla crisi, le sue origini, i suoi possibili sviluppi. Nato dall’esperienza ventennale di un avvocato che ha dedicato la sua professione alla difesa dei consumatori e degli utenti dei servizi bancari e finanziari, Sdebitiamoci! è un manuale che indica le strategie quotidiane per sottrarsi alla logica dell’indebitamento e del consumo coatto.

Più per amicizia, credo, che per una reale competenza in materia economica, che oggettivamente non ho, Massimo mi ha chiesto di scrivere una riflessione sul “debito”. Eccola.

Non per la sua presentazione, ma per la bellezza di condividere questo momento con un amico straordinario, persona non solo professionalmente eccellente, oggi pomeriggio sarò alle 18:30 presso la Feltrinelli di Bari. Qui l’evento su Fb. Qui una bella recensione.

Barca: “Non voglio fare il segretario del Pd”

“Ho fatto le mie battaglie: in questo governo c’erano diverse culture. Il punto più debole del nostro esecutivo è stato l’ascolto della società”. E’ questo uno dei passaggi più importanti dell’intervista odierna rilasciata dal Ministro alla Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, a Lucia Annunciata, nella trasmissione domenicale “In mezz’ora“. L’ascolto della società e dei cittadini, per comprendere ed interpretare poi correttamente le esigenze dei cittadini, da sintetizzare in congrue e rigorose politiche di sviluppo, sembra essere per il Ministro Barca un aspetto nevralgico. Una pratica necessaria da anteporre, quasi, all’atto politico.

Con questo, tuttavia, che deve essere rivelatore di una visione. Per obiettivi che devono essere raggiunti secondo un cronoprogramma definito e verificabile continuamente. Non poche volte, inoltre, ha spiegato l’importanza di adottare un nuovo metodo, basato, oltre che sulla capacità di ascoltare lealmente i cittadini (oggi parecchio incazzati, proprio perché non vengono mai ascoltati, da molti anni) in nome dei quali si assumono responsabilità politiche, anche sulla condivisione, la trasparenza, il merito. Sa che bisogna rifondare il sistema politico investendo sulla capacità di ricreare fiducia. L’idea che occorra un’empatia anche sentimentale. Per citare Gilioli, che occorra essere interconnessi non soltanto attraverso internet, ma anche attraverso le nostre coscienze.

Sul suo sito, peraltro, ogni azione intrapresa in questi 16 mesi di governo è presentata con numeri e documenti, a tutti accessibili, mediante gli open data. Tra i documenti, per me, più interessanti ed innovativi promossi da Barca, ci sono: “L’Aquila 2030” – Una strategia di sviluppo economico di Antonio Calafati e quello pubblicato qualche giorno fa dal titolo “Metodi e Contenuti sulle Priorità in tema di Agenda Urbana“.

In conclusione, nonostante non poche volte abbia evidenziato l’importanza dei partiti e di come questi debbano tornare a funzionare, si è detto disponibile a collaborare con e nel Pd, non per prenderne le redini, ma per aiutarlo a diventare quel soggetto europeo, inclusivo ed accogliente, fondato su una pluralità di sensibilità e di culture anche diverse, che sappia leggere la complessità della società e sappia affrontare le sfide della contemporaneità, elaborando una proposta per il Paese, tornato autorevole in Europa. E c’è già chi sogna il ticket Barca-Civati: il primo Premier e il secondo Segretario del Pd.

P.s.: Di Fabrizio Barca avevo già parlato qui, qui e qui.

Appello di Banca Etica al Governo

Per aiutare i piccoli azionisti penalizzati dalla cancellazione dell’esenzione dal bollo per gli investimenti sotto i mille euro. Di Banca Etica avevo già scritto qui.

Dalla Puglia all’Europa un unico mercato del lavoro

“Gli ultimi dati Istat secondo cui la disoccupazione non è mai stata cosi alta negli ultimi vent’anni, con 544 mila inoccupati in più in soli due anni, con percentuali ancora più drammatiche nel Mezzogiorno, contestualmente al varo delle nuove linee guida della Regione Puglia sul mercato del lavoro, ci inducono a fare un’ampia panoramica su come si stanno evolvendo i dinamismi occupazionali. Abbiamo, pertanto, incontrato Carlo Sinisi, consigliere Eures della Regione Puglia”. Apro cosi l’ultimo mio articolo su Gazzetta dell’Economia, pubblicato sabato scorso.

Il reddito di cittadinanza

Di politiche del lavoro, come di tanti altri temi, non capisco moltissimo. Non ho l’arroganza di sentirmi un tuttologo. Per questo ritengo utile e doveroso studiare i dinamismi che hanno regolato e regolano la disciplina, sempre più di stringente attualità oggi, e aggiornarmi quanto più possibile sulle innovazioni, anche culturali, che renderebbero più equo il nostro welfare. Nei mesi scorsi mi sono occupato già di politiche del lavoro segnalando sia le proposte di Tito Boeri e Pietro Garibaldi per efficientare tutto il sistema sia per ragionare sulla riforma del comparto presentata dal Ministro Fornero. Oggi, invece, ed è una lettura di grande qualità ed utilità, condivido questa intervista a Rita Castellani.

In Europa, fin dalla fine della seconda guerra mondiale, il welfare ha visto come oggetto delle sue azioni il cittadino indipendentemente dalla sua condizione lavorativa. In Italia invece ha prevalso un approccio diverso e l’obiettivo della tutela non è stato il cittadino ma il lavoratore. Nel welfare italiano le forme principali di assistenza sono due: la cassa integrazione e il sussidio di disoccupazione. Entrambe sono corrisposte non su base generalista fiscale, come avviene negli altri paesi, ma su base assicurativa. Il reddito di cittadinanza non tutela la perdita del lavoro ma il cittadino in quanto tale. Nel Regno Unito ogni cittadino maggiorenne che decide di lasciare la propria famiglia percepisce l’equivalente di 300 euro come contributo monetario mensile, affitto pagato, supporto economico per il diritto allo studio e assistenza sanitaria. L’aspetto centrale della riforma non è infatti quello economico ma l’abbandono degli attuali ammortizzatori sociali basati sul meccanismo assicurativo. Nel 2011 la sola cassa integrazione ha prodotto 4 miliardi di gettito. Eliminando la cassa integrazione questa somma diventerebbe interamente reddito di impresa che tassato con l’attuale aliquota del 27,5% consentirebbe il finanziamento del reddito di cittadinanza a 4 milioni e mezzo di cittadini. L’attuale sistema di ammortizzatori sociali assicura solo una parte dei lavoratori italiani. Una gran parte di lavoratori precari è di fatto privo di tutele. Il reddito di cittadinanza eliminerebbe questa distorsione dovuta alla segmentazione del mercato del lavoro italiano. In Italia i disoccupati sono principalmente giovani e donne è una forma di aiuto nei loro confronti. Il reddito di cittadinanza non è un sussidio alla famiglia ma al cittadino. Questo è il cambio culturale che l’Italia deve fare per avere un approccio laico al welfare.

Lo strapotere culturale delle banche

Sul numero di questa settimana di Gazzetta dell’Economia una mia intervista all’amico Massimo Melpignano, Vicepresidente per la Puglia di Adusbef – autorevolissima e storica Associazione dei Consumatori – al quale ho chiesto di bond, di anatocismo, di derivati, di corruzione. Tutti temi attualissimi e assai perniciosi negli effetti per centinaia di migliaia di persone che dalle banche sono state truffate avendo queste immesso una pluralità di prodotti finanziari tossici sul mercato. Leggetela tutta, ne vale, credo, la pena.

Dare credito per dare fiducia

La mia intervista a Teresa Masciopinto, Responsabile culturale dell’Area Sud di Banca Etica di Bari, uscita sull’edizione di questa settimana de La Gazzetta dell’Economia.

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