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Un Piano Nazionale della Mobilità Sostenibile

Mobilità elettrica a bari

Non se lo sogna, credo, solo il bravo Marco Boschini, ma anche semplici cittadini, associazioni e qualche parlamentare. Come conferma questa iniziativa in Europa – con Amsterdam miglior città per andare in bici – il dibattito è molto più intenso e approfondito di quello posto alle nostre latitudini dalla classe dirigente; ci sono, però, segnali incoraggianti, provenienti soprattutto dai movimenti e da varie realtà sociali.

Se, infatti, in Germania nasce un’autostrada per le biciclette e in Norvegia stanno diventando una bella moda le auto completamente elettriche (qui, invece, si può vedere un’altra innovazione a favore della mobilità elettrica), nel nostro Paese a Grosseto si sperimentano bus elettrici e a Torino vengono coinvolti studenti di diversi licei con l’intento di creare dal basso buone pratiche per una mobilità sostenibile.

Per la sua diffusione, tuttavia, occorre una vera e propria rivoluzione culturale: bisogna stravolgere, come si legge qui, proprio i paradigmi sociali e culturali che hanno connaturato fino ad oggi la nostra civiltà.

Circa il 70% delle risorse pubbliche destinate ai trasporti servono a finanziare strade e autostrade (fonte: Ministero dei Trasporti), mentre l‘80% degli spostamenti italiani avviene all’interno delle aree urbane dove, per banalissimi motivi di spazio, le grandi opere non possono essere realizzate. (Fonte: Corriere dei trasporti, pagg. 14-15) Queste due percentuali evidenziano in modo abbastanza netto come domanda e offerta di mobilità siano assolutamente indipendenti nel nostro paese: in Italia le infrastrutture vengono costruite laddove possono essere usate da poche persone, mentre la stragrande maggioranza degli italiani è abbandonata a se stessa nel proprio tentativo affannoso di spostarsi da una parte all’altra della città.

Nuovi modelli, quindi. Non solo per salvare l’ambiente, creando nuovi spazi di socializzazione e di inclusione – a Parigi l’Amministrazione Comunale pedonalizza interamente uno degli spazi più importanti – o la nostra salute – lo smog costava, nel 2010, secondo il Commissario Europeo all’Ambiente Potocnik, non meno di 12 miliardi di euro all’anno – ma anche l’economia e il piccolo commercio locale.

In poche parole, occorre rilanciare con vigore un messaggio chiaro: investire nella mobilità sostenibile – che non significa solo creare adeguate infrastrutture – significa investire in un modello di comunità diverso, inclusivo, integrato, più a misura d’uomo.

P.s. Qui gli altri interventi dedicati sul blog al tema della mobilità sostenibile. Mentre nel video, infine, la mia intervista a Lello Sforza, Mobility Manager della Regione Puglia, incontrato alcune settimane fa per essersi fatto promotore di un’iniziativa sulle reti ciclabili euromediterranee.

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“Vogliamo l’interramento dei binari”

copertina palese

Nodo ferroviario, decentramento amministrativo, migranti del Cara che si prostituiscono nelle campagne desolate, assenza di una politica culturale mirata alla rigenerazione sociale. Sono questi i temi principali oggetto del reportage su Palese, che condivido integralmente, e per come pubblicati sull’edizione odierna di Epolis.

Le puntate precedenti: Loseto e Ceglie.

Il reportage su Ceglie

Dopo essere stato a Loseto, e averne raccontato anche su questo blog l’esperienza vissuta, ho visitato un’altra periferia di questa città: Ceglie. Di seguito solo il primo dei quattro articoli che hanno costituito il reportage. Che, invece, trovate integralmente, in formato pdf, qui.

Reportage Ceglie_1

Le auto elettriche presto a Bari?

Quello che ad oggi non è altro che un auspicio, potrebbe diventare, nel prossimo futuro, uno dei simboli più concreti della rivoluzione ecologica, nell’ambito della mobilità sostenibile, che sta investendo la nostra città e promossa da Antonio Decaro, consigliere delegato alla mobilità. Nella seconda giornata di Green City Energy Med uno dei seminari tecnici più partecipati ed interessanti è stato quello che ha visto la partecipazione, oltre a quella di Decaro, anche di Guglielmo Minervini, assessore regionale ai trasporti. Segue l’articolo uscito oggi per Epolis Bari. Della medesima iniziativa si parla anche qui e qui.

Alta tensione a Loseto. E non solo per l’elettrodotto

E’ stato pubblicato ieri, su Epolis, il reportage (che riporto integralmente) – con richiamo, per la prima volta, in prima pagina, e anticipato in questo post con video di qualche giorno fa – dedicato a Loseto, periferia sud di Bari. Ciò che si evince dalla lettura non è la storia dell’ennesimo quartiere degradato e abbandonato, ma di una frazione viva, grazie all’umanità delle sue persone, che però contesta, legittimamente, l’indifferenza e l’ineticità con cui si rapportano a loro gli Amministratori della città. I problemi descritti: l’elettrodotto da cui potrebbero scaturire leucemie e tumori; l’assenza di una scuola media con l’elementare che cade quasi a pezzi; la metropolitana leggera ancora non terminata (con i lavori, in questo caso, che saranno avviati entro dicembre, grazie all’impegno di Guglielmo Minervini) con un tornante pericoloso a cui guardare con preoccupazione; la penuria di servizi socio-sanitari-ricreativi alla persona.

Loseto

E’ una delle periferie di Bari. Costruita negli anni ’80 per far fronte all’espansione del capoluogo in direzione di Bitritto, accoglie oggi meno di otto mila cittadini. Ho avuto l’occasione di visitare, nel corso della settimana scorsa, la parte “nuova” di questo quartiere, per uno speciale su Epolis Bari che uscirà nei prossimi giorni, accolto da decine di residenti, i quali hanno colto l’occasione per esprimere tutta la loro amarezza per essere stati completamente abbandonati da questa Amministrazione e più in generale, negli ultimi 15 anni, dai nostri eletti dai quali si sentono presi in giro. E vedendo lo stato di degrado in cui versa il quartiere, da un punto di vista urbanistico, sociale, culturale, testimoniato tra le altre cose pure dalla mancanza di servizi basilari come un centro medico o un centro ricreativo o una scuola media, credo che questi cittadini abbiano non poche ragioni a manifestare, con grande dignità, tutto il loro sgomento. Nel video che allego, purtroppo non di buonissima qualità (ma mi sto applicando per provare a realizzarne di migliori), è in parte documentato lo stato di abbandono in cui versa Loseto. Nella fattispecie la zona in cui dovrebbe sorgere una delle stazioni della metropolitana leggera che collega il quartiere, da un lato, a Bari, e dall’altro a Bitritto e ad Adelfia.

Gli Stati Generali della Bicicletta

In questi giorni, a Reggio Emilia, gli Stati Generali della Bicicletta.

Una mobilità nuova ha bisogno di regole ma anche di un netto cambio di paradigma. Senza adeguate infrastrutture è impossibile mettere in pratica misure concrete a tutela di bici e pedoni. Il primo aspetto su cui bisogna intervenire nel breve periodo riguarda proprio la riduzione della velocità in ambito urbano, mantenendo il limite di 50 chilometri orari soltanto nelle arterie di grande scorrimento e abbassandolo a 30 in tutte le altre strade (istituendo zone a traffico residenziale moderato secondo gli standard europei). Se in passato l’automobile rappresentava uno status symbol, oggi invece è una pietra al collo di tutti e bisogna puntare sull’intermodalità bici + trasporto pubblico per rendere le nostre città più vivibili.

A Bari, intanto, possibile (e auspicata) svolta nella mobilità elettrica con l’installazione di colonnine di ricarica. Mentre a Padova, con l’ausilio di Banca Etica, si sperimenta il car sharing.

La Puglia viaggia in treno in direzione ostinata e contraria

Ne avevo già parlato qui, per introdurre al tema. Ecco l’articolo uscito oggi su Epolis Bari.

Le Ferrovie Appulo Lucane ripartono con 17 nuovi treni

Stamattina, sempre per Epolis Bari, il nuovo quotidiano locale con cui sto avendo l’opportunità di collaborare, ho partecipato alla cerimonia di consegna dei nuovi treni alle Ferrovie Appulo Lucane, presso le Officine Bari Scalo. Visibile e più che legittima la soddisfazione del Presidente Colamussi, il quale ha ricordato, in particolare, come negli ultimi quattro anni sono stati investiti circa 300 milioni di euro per ammodernare la flotta. E di come oggi investire sui trasporti pubblici locali e su quello in ferro sia operazione strategica sotto l’aspetto sociale, culturale ed economico. Dovendo scrivere un articolo per la testata sulla celebrazione odierna, per ora, non posso aggiungere altro. Ma posso condividere, più che volentieri, nonostante l’audio non sia eccellentissimo, la parte iniziale dell’intervento di Guglielmo Minervini, assessore regionale alla mobilità e alle infrastrutture.

“Vogliamo mettere la Puglia su due ruote”

Stamattina, con una certa curiosità, ho partecipato alla conferenza stampa organizzata congiuntamente da Guglielmo Minervini, Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Puglia (che ieri, a conferma di un impegno serissimo e coerente per rivoluzionare in chiave sostenibile ed ecologica la mobilità pugliese, ha partecipato alla presentazione dell’instant bookSalva i ciclisti: la bicicletta è politica” curato da uno dei coordinatori nazionali della campagna “salvaciclisti”), e Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia (presente anche Luigi Perrone, Presidente dell’Anci Puglia), e indetta per presentare la prima edizione del Rapporto “Comuni Bicicloni”.

L’iniziativa è già di per sé innovativa, in quanto è la prima volta in Puglia ed in Italia che viene avviata una simile sperimentazione, con l’intento di provare a diagnosticare efficacemente lo ‘stato’ della mobilità sostenibile nei comuni pugliesi prendendo in esame tutti i parametri che caratterizzano la ciclabilità e più in generale la mobilità dolce. Mi ha colpito positivamente che tutti i promotori di questa iniziativa evidenziassero, tra i parametri su cui si soffermerà il cicloquestionario che sarà inoltrato a tutti i 258 comuni pugliesi, il modal split, di cui ho già parlato in questo blog, ossia del coefficiente di intermodalità, a testimonianza, pertanto, di come e quanto sia necessario rivoluzionare, anche culturalmente, l’intero processo della mobilità, investendo in infrastrutture e mezzi di trasporto pubblici sempre più efficienti che inducano il cittadino a non utilizzare il mezzo privato. Guglielmo Minervini, inoltre, ha elogiato tutti quei commercianti e tutti quegli operatori turistici che stanno credendo in questo cambiamento, rendendo via via sempre meno granitica la resistenza all’innovazione, e investendo nella mobilità sostenibile anche per attrarre nuovi clienti.

Le richieste contenute nel cicloquestionario sono raggruppabili in 4 macroaree: infrastrutture (presenza di piste ciclabili, isole pedonali, ZTL), politiche sulla mobilità sostenibile (attività di sensibilizzazione, percorsi ciclabili per studenti e bambini realizzati dalle amministrazioni comunali, realizzazione di un Piano della Mobilità, presenza del Mobility Manager), risposta dei cittadini alla mobilità sostenibile (quali mezzi di trasporto utilizzano i cittadini per gli spostamenti in città ossia il modal split), ricezione turistica ed associativa (la presenza sul territorio di strutture turistiche e di associazioni che favoriscono e promuovono l’utilizzo della bicicletta, la presenza di ciclofficine per la vendita, il noleggio e la riparazione delle biciclette).

Comuni Bicicloni è un’iniziativa pioneristica, che speriamo ci porti molto lontano – ha detto l’assessore Minervini – siamo agli inizi di un importante cambiamento e per questo motivo chiediamo anche ai comuni pugliesi di farvi parte. Stiamo lanciando una sfida alle amministrazioni comunali: vogliamo vederli confrontarsi in una gara positiva, una gara che ha come obiettivo la qualità. La bicicletta è, infatti, un simbolo di mobilità sostenibile orientata al futuro e protagonista della quotidianità. Con questo rapporto vogliamo mettere la Puglia su due ruote e permetterle di diventare un esempio virtuoso per l’intero Paese”.

Una simile iniziativa, infine, rappresenta concretamente, almeno per me, una delle migliori risposte all’ultimo rapporto di Euromobility 2011 sulla mobilità sostenibile e alternativa, dove l’Italia si riconferma essere “tutto fumo e niente arrosto”: mentre il Centro Europa avanza a spron battuto verso una conversione “verde” del sistema dei trasporti, il nostro paese fa molta fatica a mantenere il passo e, soprattutto, a rispettare gli impegni presi in materia. Per quanto riguarda il car sharing, Torino mette a disposizione 113 veicoli, Milano ne possiede 86 e Venezia solo 47. Non va meglio nella capitale: Roma possiede 120 biciclette condivise e 105 veicoli per una popolazione di 2,7 milioni di abitanti. Pensate siano sufficienti? A Bruxelles ci sono 227 auto e oltre 2.000 bici per i suoi 140.000 abitanti. La cittadina tedesca di Brema conta 167 auto per 547.000 abitanti. Barcellona e Londra possiedono oltre 6.000 biciclette con circa 400 stazioni. Per non parlare del record di Parigi, dove circolano oltre 20.000 bici con 1.800 stazioni per il bike sharing.

In un paese come il nostro in cui, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ci sono più di 8.000 morti all’anno solo per le polveri sottili, i drastici tagli al servizio pubblico vanno ad aggravare una situazione già critica. Questo ritardo nella pianificazione e nello sviluppo di strategie di trasporto volte al miglioramento della mobilità cittadina portano all’esasperazione gli stessi abitanti che, con oltre l’80% di preferenze secondo il rapporto di Euromobility, prenderebbero in considerazione l’utilizzo regolare del bike sharing, se l’amministrazione comunale mettesse a disposizione una flotta ben fornita di mezzi.

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