Archivi Categorie: Rifiuti

Da discarica a parco

Succede in Spagna.

La rimodellazione del paesaggio è stata conseguita grazie ad un sistema di terrazze, coltivate ed alberate, intercalate da percorsi a zig-zag, utili per risolvere le diverse pendenze della vallata. Le strutture invasive e altamente impermeabili, tipiche dell’ingegneria ambientale, come dighe e piattaforme in cemento armato, sono state scartate a priori in favore di tecnologie più sostenibili. Anche in questo intervento le terrazze agricole sono impiegate per regolare il flusso delle acque irrigue e meteoriche contrastando così i problemi conseguenti ai dilavamenti, tipici nelle zone deforestate. Il progetto non solo soddisfa l’esigenza prioritaria di bonificare ma anche di rappresentare l’identità di una nuova società, più coscienziosa del proprio impatto sull’ambiente naturale rispetto a un passato non troppo remoto.

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Rifiuti di Stato

Invece di premiare i comuni più virtuosi che meglio differenziano i rifiuti, stimolando gli altri enti locali a dotarsi di politiche sempre più qualificanti nella gestione dei rifiuti, lo Stato, con l’intento di fare cassa, va, paradossalmente, a punirli. Incredibile.

I rifiuti sono una risorsa

Se ne parla da anni e da anni si dice quasi sempre la stessa cosa. I rifiuti sono una risorsa e non un problema. Una migliore e più efficiente gestione non produrrebbe soltanto lavoro, ma anche vantaggi economici – per lo smaltimento – ed ambientali – per esempio il percolato che non andrebbe a minacciare la falda acquifera. Poi puntualmente non succede niente, quasi ovunque nel Paese, pur essendoci rarissime virtuose eccezioni, salvo parlarne in prossimità di emergenze o criticità varie. Lo studio annuale “L’Italia del riciclo“, predisposto congiuntamente dall’associazione confindustriale che rappresenta le aziende del recupero rifiuti e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, rivela alcuni dati interessanti.

Con quasi 34 milioni di tonnellate di materiali recuperati, nel 2010 l’economia italiana del riciclo è cresciuta del 40% rispetto al 2009. Con una produzione annuale di oltre mezza tonnellata pro capite, l’Italia è il terzo Paese europeo per dimensione del mercato dei rifiuti urbani, ma in questo segmento il riciclo si ferma al 33%, mentre il 53% finisce in discarica, con divari enormi da regione a regione, e solo il 14% dei rifiuti viene sfruttato come combustibile per produrre energia. Una situazione preoccupante, considerando che la Commissione europea si sta orientando per vietare le discariche in tutta l’Unione e impone di arrivare al 50% di riciclo entro il 2020. Dati sconfortanti arrivano anche dal recupero degli inerti in edilizia, che non supera il 10% su un totale gigantesco, di 60-70 milioni di tonnellate. Va un po’ meglio nel recupero dei rifiuti industriali, dove i metalli si riciclano ormai all’80% e la carta al 60%. Aumenta anche il recupero dei rifiuti elettrici, che nel 2011 ha superato le 265 mila tonnellate, +6% rispetto al 2010.

 

 

Il cantiere euromediterraneo della sostenibilità

Stamattina, presso la Presidenza della Regione Puglia, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della VII edizione di Mediterre.

Per cinque giorni, dal 31 gennaio al 4 febbraio 2012, Bari sarà la “Green Capital” di un Mediterraneo che punta tutto sull’ambiente e sull’ecosostenibilità per uscire dalla crisi finanziaria-economica e rilanciarsi in modo innovativo e tecnologico verso il futuro. Mediterre 2012, la fiera dei parchi del Mediterraneo, proverà a declinare il paradigma della cultura ambientale come patrimonio collettivo.

Riciclare l’alluminio conviene, tranne che in Italia

Negli Stati Uniti hanno compreso quanto sia conveniente riciclare e riusare l’alluminio, correlando l’aspetto ambientale – la riduzione di Co2 in atmosfera – con l’aspetto economico – le minori spese per l’energia.  In Sardegna, invece, a causa dell’aumento del prezzo della materia prima e dell’energia per fabbricare l’alluminio primario, ma anche per la svalutazione del materiale nel mercato, 1500 operai, oggi impiegati, tra qualche mese rischiano di ritrovarsi senza lavoro per la scelta incomprensibile della fonderia americana di chiudere lo stabilimento italiano.

 

Ior. La Santa Sede non risponde alle rogatorie

Qualche settimana prima delle feste natalizie, in prossimità del varo della manovra di Monti, fece parecchio scalpore – anche a seguito di alcuni scoop firmati sia da Report sia dal segretario dei Radicali, Mario Staderini – la scaltrezza con cui il Vaticano rispose alla critica di non pagare la tassa nota come Ici (ora Imu) per i beni di proprietà dello Stato del Vaticano non destinati a funzioni di culto, quali per esempio gli ostelli e tutte le attività commerciali. Critica tanto più vigorosa alla luce dell’italica crisi economica – finanziaria – politica a causa della quale non pochi milioni di italiani si sarebbero ritrovati, in vista del nuovo anno, a fare i conti con una tassazione consistente, poi giudicata unanimemente poco equa e poco calibrata su tutti i ceti sociali del Paese.
Ora, a distanza di alcune settimane, e per gli amanti del genere letterario “La Chiesa è santa, forse, solo a parole”, ecco il possibile boom con gli inediti sviluppi sulle inchieste che riguardano la potentissima Banca dello Stato del Vaticano, lo Ior.
 

Il decalogo per riciclare al meglio.

C’era grande attesa, in tutto il mondo, non solo da parte dei cosiddetti addetti ai lavori, per il vertice di Copenaghen che avrebbe dovuto sancire, in modo inconfutabile, dopo l’esperienza di Kyoto, i nuovi parametri per la riduzione di CO2 da immettere in atmosfera e corresponsabile del riscaldamento globale che sta modificando geneticamente, distruggendolo, il mondo nel quale consumiamo la nostra quotidianità.

Essendo stato un vertice assai deludente sotto moltissimi punti di vista, tanto da meritarsi la sarcastica etichetta “Flopenaghen” (consiglio la lettura), è utile che gli italiani di buona volontà, mai domi ad accettare un’ involuzione ambientale cosi nociva e patologica, riprendano o proseguano la loro quotidianità sulla scia di questo semplice decalogo, che sarebbe quasi da stampare e da diffondere via mail o via volantino.

Ecco le 10 regole fondamentali per dare valore all’usato ed eliminare gli sprechi: riciclare, risparmiare e ridurre l’impatto ambientale.

Planet Green, il primo portale statunitense che si occupa a 360° di eco-sostenibilità, per incentivare “l’arte del riciclaggio” ha steso una sorta di decalogo: le 10 regole fondamentali per dare valore all’usato ed eliminare gli sprechi.

Eccone una versione adattata alla realtà italiana.

1) Le 3 R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.
Questa regola dovrebbe essere rispettata senza riserve, eppure, la maggior parte di noi conosce solo l’ultima R (che non è quella fondamentale, dato che le tre R sono enunciate in ordine di importanza). Riducendo la quantità di prodotti che consumiamo ed evitando gli sprechi con un saggio riutilizzo dei materiali, potremmo addirittura evitare il riciclaggio. Applicando bene la legge della tripla R i rifiuti diminuirebbero con estrema rapidità. Certo: è buona cosa buttare le bottiglie di plastica nell’apposito contenitore, ma è ancora meglio utilizzare un filtro per l’acqua domestica e riutilizzare la bottiglia più e più volte, così da ridurre o eliminare completamente la necessità di nuove bottiglie di plastica.

2) Riciclare consapevolmente
Bisogna documentarsi sulle norme per il riciclaggio vigenti nel Comune di residenza. Ognuno, infatti, ha regole proprie. Nelle aree in cui la raccolta differenziata porta a porta non è ancora in vigore, occorre distribuire e classificare autonomamente i vari rifiuti; in alcune province sono attivi dei veri e propri centri che non si limitano ad accettare e raccogliere i rifiuti, ma nofforno anche un piccolo compenso economico (ne sono un esempio quelli della Campania, attivati durante l’emergenza rifiuti).

3) Acquistare il riciclato
Comprando prodotti riciclati si partecipa a un meccanismo che elimina la necessità di estrarre materiali ancora vergini, risparmiando risorse. Fortunatamente si trovano numerosi oggetti riciclati: i più diffusi sono quelli in carta – che vanno dai classici fogli per la stampa, a evolute sedie da ufficio fabbricate con cartone riciclato – ma ci sono molti prodotti come lampade e utensili in alluminio riciclato.

4) Incoraggiare gli artisti
Se conosci qualcuno che si diletta con l’arte (a ogni livello: dall’hobby alal professione) incoraggialo a utilizzare materiali riciclati, offrigli aiuto e assicuragli le tue forniture! Gli artisti possono usare di tutto, da bande di gomma a vecchie lampade… di certo a queste persone la creatività non manca e potrebbero ricavare ottime idea partendo da quella che – altrimenti – sarebbe solo spazzatura.
Nel mondo dell’arte, come in tutti gli altri campi, è importante utilizzare materiali poco nocivi per l’ambiente: vernici biologiche, carta biodegradabile, colle eco-sostenibili….

5) Riciclare l’acqua
Ogni casa dovrebbe avere un impianto capace di accogliere l’acqua piovana e destinarla agli utilizzi non alimentari. Le acque piovane possono essere usate per lo sciacquone del bagno o per irrigare il giardino. Anche gli abiti possono essere lavati con le acque reflue. Per maggiori informazioni riguardo il riciclaggio dell’acqua leggi questo articolo.

6) Sfruttare il compostagio dei nutrienti biologici
I nutrienti biologici sono materiali che – alla fine della loro vita – si decompongono senza problemi; in questo caso il compostaggio è uno dei metodi di riciclaggio più semplice e utile. Tutti dovremmo avere la costanza di raccogliere gli avanzi di cibo, i fazzoletti di carta, ma anche foglie di giardino, compostarli e riutilizzare quanto ottenuto per nutrire e fertilizzare il terreno (anche solo dei vasi con le piante ornamentali). Per maggiori informazioni riguardo al compostaggio leggi questo articolo di Green.

7) Riciclare i rifiuti tecnologici
Questo tipo di riciclaggio sta diventando sempre più comune in tutte le zone urbane: ormai si trovano ovunque i raccoglitori di batterie e sono nate numerose organizzazioni no-profit che si occupano di trasformare vecchi componenti in qualcosa di nuovo e utilizzabile. Anche in questo caso bisogna informarsi e capire come muoversi. Di certo nella propria provincia di residenza ci saranno centri adatti a raccogliere un vecchio cellulare, la stampante ormai inservibile o un computer non riparabile.

8)Giocare d’anticipo
Oltre ad acquistare prodotti riciclati, bisogna far attenzione ai beni riciclabili. In questo caso vige la regola della seconda R: un esempio pratico è dato dalla spesa quotidiana che si fa al supermercato… basterebbe evitare di accumulare buste di plastica e iniziare a usarne una più capiente e resistente, magari in stoffa. E’ possibile giocare d’anticipo anche sull’acquisto di prodotti hi-tech: basta privilegiare quei modelli che possono essere facilmente aggiornati e non sostituiti in breve tempo.

9) Mettere da parte ciò che non è necessario
Questa è, forse, la regola più difficile da seguire. L’intera società è abituata ad accumulare beni, acquisirne sempre di nuovi senza mai disfarsi dei vecchi. Con gli oggetti inutilizzati che abbiamo in casa si potrebbe sicuramente fare della beneficenza; se non si amano le donazioni i prodotti superflui possono essere venduti su eBay anche per pochi soldi.

10) Analisi degli sprechi
Per comprende a pieno il riflusso di materiali che passa in casa nostra, a scuola o in ufficio, fai un esperimento per un breve arco di tempo. Per una settimana o un mese, separa tutti i rifiuti (compost, alluminio, plastica, indifferenziato, materiale riutilizzabile…) e in secondo momento fai un “progetto di recupero del materiale”, così da minimizzare la spazzatura da destinare alla discarica. A fine esperimento chiediti se hai applicato la regola delle 3 R e analizza gli sprechi.

Il decalogo per riciclare al meglio, Anna De Simone, Liquida

“Un mondo di palle”: il dramma dei rifiuti in Campania

Padre Alex Zanotelli è intervenuto al primo forum sull’ambiente e la cittadinanza attiva, organizzato in Calabria, e l’evento non poteva ricevere battesimo più appropriato. È stato un coro unanime per la difesa delle risorse principali della: l’acqua, ormai privatizzata, e in mano ai nostri cugini d’oltrape, quelli della Veolia francese. E da questa il suolo, ricoperto dai rifiuti, gli anni di commissariamento per l’emergenza che non ha fatto niente per risolvere il problema, se non proporre la costruzione di altri inceneritori, in Campania come in Calabria.

Alex Zanotelli nel palazzo Nieddu di Locri ha denunciato la gestione campana che ha portato alla drammatica emergenza rifiuti: “Voi sarete i prossimi, dopo i campani. Lo ha già deciso la malapolitica”, ha detto rivolgendosi ai calabresi. Poi esorta “Vi malediranno i vostri figli se starete inermi. Il mondo sta morendo!”.

“Mi sento profondamente un campano oggi” – ha aggiunto il padre comboniano che ha annunicato – “Sabato prossimo presenteremo al campo di lavoro di Cosenza: “Un mondo di palle”. E’ la storia drammatica dei rifiuti”.

Ecco una sintesi dell’intervento tenuto a Locri da Padre Alex Zanotelli:

“Io sono qui più che altro per provocarvi. Siamo partiti da Napoli, ci siamo fermati sempre a Cosenza, partiamo domani con un campo di lavoro. Voi non avete l’angoscia di chi è a Napoli sente dentro. Un’angoscia mortale nel senso di essere sotto una cappa di piombo per cui sai già di essere stato condannato a morte. Fra l’altro una delle domande grosse che ci stiamo ponendo in questi giorni è: ma perché i poteri forti, il potentato economico finanziario, hanno deciso di far fuori la Campania? Siamo arrivati a questo tipo di domande che a me, personalmente, feriscono profondamente. Mi sento profondamente un campano oggi. Sabato prossimo presenteremo al campo di lavoro di Cosenza: “Un mondo di palle”. E’ la storia drammatica dei rifiuti. C’è la voce di un ragazzo che in maniera molto sarcastica racconta un’altra nazione rispetto a quella che ha. È devastante! Permettetemi di trarre due conclusioni. Vorrei essere molto pratico. Io stasera non voglio andare via se prima non nasce da parte di tutti voi non solo la volontà di costituire un comitato, ma di creare un coordinamento, una rete calabra, che metta insieme questi gruppi che stanno lavorando. Se non vi metterete insieme morirete! Moriremo insieme! Non aspettatevi nulla dall’alto. L’unica speranza nasce dal basso. Vorrei dirvi due cose.

Prima di tutto: l’acqua. Le notizie sono sempre drammatiche. Fra poco a Copenaghen, la grande conferenza dell’Onu sul clima non ha neanche incluso il problema “acqua”. Eppure è il problema fondamentale che doveva essere toccato a Copenaghen. Voi vi domanderete: cosa c’entra l’acqua con Copenaghen? Guardate che il clima sta cambiando (non mi venite a raccontare di qualche scienziato prezzolato, pagato dalle multinazionali, che vi dice il contrario). Oggi avete un esercito di due mila e cinquecento scienziati, il cosiddetto: AIPAS, che è il perno internazionale per i cambiamenti sociali, scelti in tutte le parti del mondo dall’Onu, che ci stanno dicendo delle cose che si rimane lì… Il problema è salvarci dalla catastrofe, se sorpassiamo di due gradi centri gradi (di surriscaldamento della terra, ndr) è finita. Guardate che non sappiamo che razza di meccanismi ci saranno, questo ce lo dicono gli scienziati. Per cui, il primo fenomeno che ci salverà sarà l’acqua. Guardate che basta un centigrado e mezzo in più per sciogliere tutto: Polo Nord, Polo Sud, ghiacciai. Ci salveranno buona parte delle falde idriche.

Questo è il problema. Guardate che voi in Calabria, gli scienziati vi dicono che da Napoli in giù, il Sud è destinato alla desertificazione. Ma bisogna essere imbecilli ad affidare l’acqua ai privati in un contesto del genere! La situazione è grave perché a Istanbul la banca mondiale e il forum mondiale dell’acqua, sostenuto dalla banca, hanno detto che l’acqua è un “bene economico”, neanche hanno parlato di diritti. In Italia il 6 agosto scorso, mentre eravamo un po’ tutti spaparazzati al mare, il governo Berlusconi ha deciso con quel decreto Tremonti, numero 133 in cui c’è incluso il 23 bis, che tutti i Comuni entro il 31 dicembre 2010 dovranno mettere a gara le proprie reti idriche. Sono decisioni criminali per me. Capite bene che situazione abbiamo fra le mani. E il Parlamento ci ha depositato la legge d’iniziativa popolare che non riusciamo a tirare fuori. Ho parlato pochi giorni fa con Luigi De Magistris e gli ho detto di darci una mano anche a Roma per vedere di mettere insieme un po’ di parlamentari di tutti i partiti per il problema dell’acqua. Guardate che non andiamo da nessuna parte. (…) Qui in Calabria il problema non è la Sorical ma è Veolià. Veolia è la più potente multinazionale al mondo dell’acqua. E capite cha ha già messo le mani sulla vostra acqua, sull’adduzione dell’acqua. E con i rifiuti ha in mano anche Gioia Tauro.

E capite le condizioni: Acqua – Rifiuti. Ma chi mai ha affidato a Veolia questa decisione? Iniziate a porvela questa domanda. Se non si ragiona non se ne esce più. Il fatto che avete affidato a Veolia la vostra acqua è di una gravità incredibile! (…) Le cose che ci restano da fare sono: una, cominciare dai Comuni, iniziare ad entrare nei consigli comunali e porre il problema, chiedere che il consiglio comunale venga fatto in piazza, che si discuta in mezzo alla gente il problema acqua. Se non si parte dalla base, non si arriva a nulla; due, i comitati dell’acqua dovrebbero crescere in ogni paesino di questa regione, e poi il connettersi, fare rete. Da soli si conta poco, ma se ci si mette insieme. (…) La mia perorazione di questa sera è proprio questa: mettere insieme tutti i gruppi della Calabria. E non mi venite a dire che è impossibile. Ci siamo riusciti in Campania. So che la geografia di questa regione è più difficile dalla Campania. (…) L’acqua è il bene più prezioso. Volevo aggiungere una cosa: avrei voluto vedere molti più preti questa sera. Il Papa in “Caritas veritatem”, l’ultima enciclica sociale, parla dei diritto all’acqua. Questi discorsi che vi faccio qui dovete chieder ai vostri parroci di farveli in Chiesa, nella catechesi, nel catechismo.

L’acqua è vita! Dio è il Dio della vita. Ci ha impiegato 4 miliardi e 700 milioni di anni per regalarci questo incredibile e stupendo pianeta e noi lo stiamo distruggendo tutto nel giro di pochissimo tempo. Se la Chiesa è per la vita, non può esserlo solo sull’aborto e sull’eutanasia, lo deve essere su tutte queste questioni perché sono questioni di vita. Guardate che le classi deboli della Campania non riusciranno a pagare. L’altar sera ero a Sarno e una donna con quattro bambini è arrivata con un bolletta di duemila e cinquecento euro da pagare. Ma chi paga l’acqua? Privatizzata nell’Ato 3 della Campania(…). Se oggi avete 50 milioni morti di fame, domani, con la privatizzazione, ne avrete 100 milioni di morti di fame(…). Il problema dei rifiuti. È quello che mi angoscia di più perché vengo da una Napoli che oramai… colpa vostra! Il grande mago Merlin (Berlusconi ndr) l’anno scorso si è presentato in televisione e ha annunciato con la bacchetta magia che il problema dei rifiuti a Napoli era risolto. E tutti noi a crederci. (…) Non avete idea della sofferenza che mi porto dentro.

La Campania, e per favore quello che sto dicendo della Campania fate i parallelismi con la Calabria: la pagherete alla stessa maniera! Il mago lo ha già detto: siccome il sistema, ‘o Sistema, funziona lo esporterò in Calabria. Siete i prossimi. Cosa è avvenuto? Per vent’anni la Campania è stata il serbatoio dei rifiuti tossici. Se l‘industria del Nord ha tirato è stato possibile perché non ha pagato per i rifiuti tossici che produceva. (…) Non avete idea del macello che abbiamo! Il triangolo della morte. Nola, Marigliano, Acerra, a nord di Napoli, Giuliano, alle campagne del casertano. Guardate è un disastro. E cosa è che producono i rifiuti tossici: nano particelle. Che bombardano chi? Le donne incinte e i neonati. Le malattie le vedete dopo. Quindi capite bene che razza di assurdità abbiamo subito. Su questo territorio già martirizzato della Campania c’è arrivata l’atra tegola, voi avete dodici anni di commissariato, noi ne abbiamo quindici, di emergenza rifiuti. Ma ci può essere un’emergenza che dura quindici anni? Un’emergenza portata avanti da dieci commissari straordinari eletti dai vari governi, quattro governi Berlusconi, due governi Prodi, un governo Amato, e un governo D’Alema. Dal 1994 d oggi questi commissari sapete cosa hanno fatto? Hanno fatto affari.

La politica non c’è più oggi. La politica serve a coprire i grandi affari. La politica fa business. E cosa è successo? questi commissari si sono trovati nel pentolone dei rifiuti e insieme hanno fatto affari d’oro: camorra, e istituzioni. Ascoltate bene queste parole perché toccherà a voi la stessa ed identica cosa. Sapete perché voglio costruire gli inceneritori? Per tre motivi. Primo, perché costano 250 milioni di euro. Sapete quanti sono? Secondo, bruciando ottengono elettricità che vendono all’Enel. Terzo, quando tornate a casa stasera guardatevi le bollette della luce. Noterete che ogni famiglia paga alla fine dell’anno più sette per cento in più che va all’Enel che la dà al Governo. Per cosa? Per l’energia rinnovabile. Ma non va all’energia rinnovabile. Unico caso in Europa. Va all’energia prodotta dall’inceneritore. Se non ci fosse questo benedetto Cip 6, non ci guadagnerebbero. Ed ecco perché vogliono a tutti i costi incenerire.

Leggete il libro di Paolo Raditti: “Eco balle”, e vi troverete la fotocopia di una lettera dell’Abi(Associazione banche italiane) che dice all’Imprengilo: “Vuoi un altro prestito? Te lo diamo, purché non venga fatta raccolta differenziata!” . Non la si vuole la raccolta differenziata! Politicamente! Non ci può essere raccolta differenziata. Infatti cosa è successo in Campania con il disastro 2008? È stato costruito ad arte per convincerci tutti che l’unico modo per risolvere il problema dei rifiuti era: inceneritori e mega discariche! Ed è entrato il grande mago. Il decreto 90 impone alla Campania dodici mega discariche e quattro inceneritori. Se i quattro inceneritori entreranno mai in funzione in Campania, noi campani dovremmo importare rifiuti da fuori. Non ne produciamo abbastanza, e questo ci viene imposto con la forza dell’esercito. Su tutti questi siti, Acerra, Chiaiano, trovate scritto: “Siti di sicurezza nazionale” e l’esercito, è l’occupazione militare del territorio”.


“Un mondo di palle”: il dramma dei rifiuti in Campania, Costiera

Bari e la Puglia

Bari e la Puglia, ieri.

Sono state sequestrate 100 mila tonnellate di rifiuti speciali, provenienti dalla centrale termoelettrica Enel di Brindisi, con i relativi arresti per i presunti responsabili. Sono stati arrestati 2 potenziali terroristi di Al Qaeda, che prevedevano un pericoloso attentato all’aereoporto internazionale di Parigi. E’ iniziato, con un vizio di forma e relativo rinvio, a venerdi p.v., il processo all’ex governatore pugliese Raffaele Fitto (oggi, quindi, promosso con merito, Ministro degli Affari Regionali) per corruzione e turbativa d’asta.

Bari e la Puglia, oggi.

Centrali nucleari in arrivo anche in Puglia..

Morire a norma di legge?

Finalmente ho la possibilità di concludere il discorso avviato qualche giorno fa sul problema dei Rifiuti e di come la problematica ad essi associata sia affrontata in Italia, non solo dal punto di vista politico ma anche da un punto di vista tecnico e funzionale.

Ringrazio moltissimo per i commenti e per l’apporto tecnico dato alla riflessione, Simone, ma ammettendo umilmente che le mie conoscenze possano essere sbagliate e non totalmente idonee per affrontare correttamente la questione, mi sento di condividere in parte i suoi interventi.

E spero di essere in grado ad illustrare il mio pensiero, fornendo indirettamente a lui le mie risposte, attraverso quello che dirò di seguito e che pone l’accento sulla Raccolta differenziata.

Prima, però, prendendo spunto dal titolo di questa riflessione, devo aggiungere una considerazione, a valle di quanto sostenuto qualche giorno fa, nella prima parte della discussione.

Mi chiedo se in Italia oggi sia possibile morire a norma di legge e la risposta che traggo da quelle che possono essere le mie variegate conoscenze, è purtroppo positiva.

Si, in Italia la gente muore, e in grande quantità, a norma di legge.

Non apro al momento parentesi su cosa succede nei cantieri edili e nei luoghi di lavoro, dei quali potrei parlare in qualità di studente di ingegneria, della cui cosa comunque mi prometto un giorno di parlarne, magari supportato da video di una certa gravità, ma riferendoci al caso ora in esame, posso dire che la normativa vigente, del 2005, relativamente alle emissioni degli inceneritori, prevede il rilevamento delle polveri pone limiti di qualità dell’aria solamente riferiti al PM10 quando invece da questi “tumorifici” fuoriescono nanopolveri dal PM2,5 al PM0,1, molto dannosi per la nostra salute e quelle che più facilmente, non essendo peraltro monitorate da nessun strumento di controllo, vengono da noi inalate con tutti i rischi che ne derivano.

Per cui se fossero tarati strumenti di controllo idonei ed usate tecnologie appropriate questi Inceneritori sarebbero illegali visto le emissioni che generano, ma considerando gli industriali mafiosi che guadagnano milioni di euro attraverso di essi mercificando la nostra salute e tramando alle nostre spalle con l’appoggio di compiacenti politici, ecco che le leggi non vengono aggiorante e la gente continua, appunto, a morire a norma di legge.

Per quanto riguarda la Raccolta Differenziata, possibilmente quella Porta a Porta (Bruno Vespa almeno qui non centra niente..), occorre dire che i rifiuti raccolti secondo questa modalità possono sostanzialmente essere trattati, a seconda del tipo, mediante due procedure:

– riciclaggio, per le frazioni secche;
– compostaggio, per la frazione umida

A monte del riciclaggio e della raccolta differenziata, assume rilevanza il tema della prevenzione dei rifiuti, della responsabilità sociale dei produttori e degli utenti finali (perchè se tutti fossero un pò meno spreconi e consumisti già sarebbe un bel risultato..) e di un insieme di leggi volte alla riduzione degli imballaggi, all’uso di materiali biodegrabili, come le bioplastiche, e di pile ricaricabili.

Inoltre, diventa fondamentale l’adozione di tecniche avanzate per il recupero di ulteriore materiale riciclabile dal rifiuto indifferenziato, ad esempio il trattamento meccanico-biologico, tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati che sfrutta l’abbinamento di processi meccanici a processi biologici. Qui appositi macchinari separano la frazione umida (l’organico da bioessicare) dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti ecc.).

Il Compostaggio, invece, è il risultato della decomposizione e dell’umificazione di un misto di materie organiche. Il compost può essere utilizzato, principalmente, come fertilizzante su prati o prima dell’aratura, oltre ad avere anche altre proprietà.

Cosi come ho utilizzato 3 criteri (costi, efficienza tecnologica ed impatto sulla salute) per dirimere le questioni principali inerenti gli Inceneritori, ecco che uso i medesimi per proseguire questa riflessione, potendo cosi più facilmente trarre ciascuno delle conclusioni secondo la propria oggettività ed arbitrarietà.

Impianti come quello di Compostaggio e per il Trattamento meccanico-biologico, insieme, non arrivano al costo di un Inceneritore (mi duole utilizzare questo termine spesso, ma il sinonimo eventuale Termovalorizzatore, tecnicamente, non esiste – secondo lo scienziato Montanari -), infatti se per i primi è possibile ipotizzare una spesa di circa 8 milioni di euro, per i secondi, si supera tranquillamente la soglia dei 20 milioni di euro. Per quanto concerne, poi, l’efficienza tecnologica e funzionale di queste architetture industriali, possiamo dire che la resa è molto elevata non solo perchè, al massimo delle loro possibilità, hanno la possibilità di raggiungere altissime percentuali di materiale differenziato, ma anche perchè, non prevedendo il fenomeno della combustione, non emettono in atmosfera praticamente nulla se non in percentuali irrilevanti e non pericolose.

Chiudo questa lunga disamina, spero interessante ed utile ai più, non solo invitandovi a seguire attentamente il video inserito e a trarre i giusti spunti per ulteriori riflessioni, ma anche a visitare il sito del Centro di Riciclo di Vedelago, ai più sconosciuto, nel quale si recupera quasi il 100% dei materiali presenti nei rifiuti grazie all’apporto di una speciale ed evoluta tecnologia come l’Estrusore che consente di trasformare in una sorta di colla quanto finirebbe altrimenti in discarica, come gli inerti e i materiali non più riutilizzabili, con la quale è possibile realizzare prodotti per l’edilizia, i cui manufatti, cosi ottenuti, si presentano con caratteristiche migliorative avendo già subito dei trattamenti e delle lavorazioni a monte.

Questa ulteriore scoperta ed evoluzione fa capire come e quanto sia fondamentale considerare il Rifiuto non come qualcosa di cui non preoccuparci o di cui lamentarci, ma come una risorsa che non solo può portare ricchezza ad un territorio, che non solo può portare occupazione, (stranamente i camorristi questo lo hanno capito da decenni e per i Rifiuti hanno anche ammazzato e continueranno a farlo..) ma può portare anche rispetto per l’ambiente e formazione per le nuove generazioni affinchè sempre più cittadini costruiscano un modus vivendi sostenibile da tutti i punti di vista.

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