Archivi delle etichette: Carlo Giovanardi

Andrea e Senad sono liberi

Andrea e Senad sono i due ragazzi bosniaci – dei quali avevo parlato qui e qui – rinchiusi per oltre un mese nel Cie di Modena perchè i loro documenti non erano più validi. Essendo nati e cresciuti in Italia, a Sassuolo, dove hanno frequentato le scuole e sempre vissuto, comportandosi, di fatto, da italiani, tale avvenimento ha indubbiamente sollevato un polverone e un istantaneo movimento di solidarietà per farli uscire da queste strutture di detenzione. Il coordinatore dei giudici di pace di Modena, alla faccia di Giovanardi che li reputava soggetti pericolosi socialmente (e il cui fratello gestisce l’incriminato Cie di Modena), con un’ordinanza ha stabilito che i due ragazzi siano immediatamente liberati in quanto nati in Italia e per i quali la Bossi – Fini non è applicabile. L’auspicio, pertanto, è che ora, anche con questa sentenza storica, si possa finalmente avere una legge sulla Cittadinanza basata essenzialmente ma non unicamente sullo Ius soli.

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L’omofobia sta distruggendo le Istituzioni

La Cassazione, il 12 marzo scorso (ne ho scritto qui), ha stabilito che le coppie gay hanno diritto alla vita familiare e a vedersi riconosciute in questo tutte le facoltà oggi concesse soltanto alle coppie eterosessuali. Ieri, il consigliere regionale della Lombardia, l’indagato Romano La Russa, ha avuto una infelicissima uscita a testimonianza che su questo tema, a differenza di quel che accade in tutti i Paesi più civili del nostro, c’è un’arretratezza culturale disarmante. Oggi, infine, apprendiamo che i soliti Gasparri e Giovanardi hanno scritto al Presidente della Repubblica per sollecitare un suo intervento, in qualità di Presidente del Csm, contro il giudice relatore della sentenza della Cassazione del 12 marzo 2012 – quella, per intenderci, sulla disciplina delle coppie omosessuali.

L’impressione è che si stia producendo un vero e proprio scontro istituzionale su un tema che, in altri paesi, è stato invece oggetto di un dibattito serio secondo le regole della democrazia. E dimostra ancora una volta che i politici interpretano le sentenze secondo la loro visione del mondo, senza ragionare ma, forse, senza neppure averle lette quelle sentenze.

L’omofobia di Carlo

Se Carlo fosse una persona qualsiasi, eventuali frasi omofobe farebbero sorridere (amaramente) o incazzare, a seconda dei punti di vista, ma non genererebbero scandali mediatici. Purtroppo per lui, e per noi, il Carlo citato non è un cittadino qualsiasi, ma è un Onorevole che è stato addirittura Ministro alla Famiglia. Ma evidentemente se ne deve essere dimenticato. Mi auguro, perciò, che tutte le persone offese e gli italiani più sensibili che credono nell’uguaglianza dei cittadini, senza discriminazioni di nessun tipo, possano ricordarglielo con una pluralità di manifestazioni, pacifiche e civili, ma evidenti. Evidentissime. In tutta Italia. Perchè l’omofobia è una forma di razzismo che non ci possiamo assolutamente permettere.

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