Archivi delle etichette: Cecile Kyenge

L’intolleranza violenta degli italiani

Mostrata, nei giorni scorsi, attraverso una pluralità di modalità (con i leghisti sempre in primo piano per la loro raffinatissima dialettica), nei confronti del Neoministro dell’Integrazione Cecile Kyenge (qui nella sua prima intervista da ministra) è assolutamente indecente. Inaccettabile. Sono una esigua minoranza, si dirà. Sarà cosi, ma la stragrande maggioranza che tollera questo modus comportandi ed essendi si rende complice e correo di questo scempio etico, culturale e sociale.

In Italia i cittadini di origine straniera, poco meno di 6 milioni, la stragrande maggioranza dei quali fa – proprio nel Nord, culla di questi umori primordiali e primitivi – tutti quei lavori che gli italiani da anni hanno smesso di voler fare, in nome di una presunta superiorità morale, sono una risorsa. Sono un valore aggiunto. Prima lo capiamo e meglio sarà.

Perché i delinquenti non sono per definizione, come sottolinea esasperantemente da anni una parte politica ponendo la questione dell’immigrazione soltanto da un punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico, i cittadini stranieri. Con la criminalizzazione di una condizione ontologica. I criminali ci sono sia italiani sia stranieri. E chi sbaglia deve pagare. A supporto di questa banalità, peraltro, ci sono tutta una pluralità di dati e di statistiche che rivelano con chiarezza quanto grave sia, in realtà, lo spread culturale degli italiani verso gli omologhi cittadini degli altri Paesi europei che affrontano il problema da un punto di vista della coesione sociale e dell’integrazione, con l’intento di riconoscere il valore sociale (che è anche un valore economico) delle comunità straniere che si radicano nelle nostre città.

E il ritardo, lo vediamo ogni giorno sfogliando i quotidiani, si manifesta anche con un linguaggio subdolo e poco rispettoso della diversità. In America, infatti, si stanno ponendo seriamente il problema. Lo stesso Ministro Kyenge, a cui va tutta la mia solidarietà per gli attacchi oltraggiosi e violenti subiti in queste prime settimane, lo ha evidenziato:

La fatica di trovare le parole giuste e corrette per dire le cose che succedono è un segno del ritardo culturale. E tra i compiti di un ministero dell’Integrazione c’è anche quello di  impegnarsi per colmare questo ritardo.

P.s. Mi sono già occupato, come si può vedere dalla colonna delle categorie sul lato sinistro del blog, in tante altre occasioni di integrazione e cittadinanza. A questo proposito, sullo Ius Soli, segnalo questa interessante riflessione, tratta da Lavoce.info.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: