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Le omelie del Papa


Il Papa: “Provo ancora dolore per la Notte dei Cristalli“, La Repubblica
Il Papa: “No a ogni antisemitismo“, Corriere della Sera
Il Vaticano: “Omosessuali non possono diventare preti“, La Repubblica
Betori: “Anche la Chiesa pecca“, La Repubblica
Don Vitaliano: “Ratzinger come Pio XII“, Micromega

Buon pomeriggio e buona domenica.

Come sanno quelli che mi leggono, la discussione della domenica la dedico a quanto attiene al mondo della Chiesa e a quello che il Vaticano comunica e vuole che si sappia demandando alla società civile l’arduo compito di decriptare i suoi messaggi e di tradurli nella realtà.

Nelle ultime settimane il Pontefice si è alquanto lasciato andare a espressioni, sui più diversi aspetti del nostro vivere, che hanno portato perplessità e scetticismo a coloro che erano i destinatari di certi messaggi, soprattutto alla luce di quelle che sono state e continuano talvolta ad essere le condotte di un Vaticano surreale.

Prima si è parlato dei contraccettivi e di quanto la Chiesa opti per un certo tipo di famiglia e di rapporti tra uomo e donna, poi è stata la volta del perbenismo clericale nel nome del quale si condanna e si chiede scusa per quanti omosessuali e pedofili ci sono nella chiesa (peccato poi che restino sempre tutti ai loro posti e che nel frattempo delle migliaia di famiglie colpite da questi Satana con il saio non si occupa nessuno..), poi è stata la volta degli attacchi a quanti vivono nella discriminazione razziale e nell’insulto verso il prossimo, ma anche dell’indecente silenzio, proprio mentre era in Campania, contro tutti gli attacchi e gli attentati mafiosi che si stanno registrando non solo nel napoletano (con Giovanni Paolo II invece che in diverse occasioni ne parlò e ne parlò con durezza con coraggio e con determinazione), poi è stata la volta della finta solidarietà a quanti stanno patendo per la crisi umanitaria in Congo e per quanti piangono le migliaia di morti dovuti alle sevizie e alle cattiverie del regime militare che sta occupando il territorio (i circa 9 miliardi di euro che marciscono nelle banche vaticane, lo Ior, o anche solo una parte dell’otto per mille perchè non viene usato per queste gravissime guerre che accrescono soltanto le violazioni dei diritti umani?), infine è stata la volta della polemica sulla beatificazione del Papa Pacelli, il quale viene accusato di essere rimasto in silenzio davanti al nazismo e all’Olocausto.

Non so se i link posti in apertura come piccola rassegna stampa possano servire, ma è sicuramente indispensabile che ciascuno di noi si faccia una idea e che contempli la possibilità di esprimere liberamente la propria opinione sempre e per merito della quale si ponga fine a queste patetiche e quotidiane omelie che ci vengono propinate in modo enfatico e trionfalistico da telegiornali asserviti e da giornalisti inetti affinchè si abbia il coraggio di liberarci da queste litanie squallide e patetiche..

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La tragedia del Congo, i silenzi sul Darfur

In questo Diario, non solo lunedi scorso, ma appena ne ho la possibilità, ho trattato come argomento “l’Africa” cercando di illustrarne le criticità, le complessità, le bellezze e quanto, nel bene e nel male, oggi è riposta nel cassetto dell’oblio e dell’indifferenza venendo questo riaperto soltanto quando accadono grandi tragedie umanitarie e quando l’opinione pubblica sente il bisogno di fare dello strisciante “moralismo” intorno a cause che neanche conosce.

Le piaghe che stanno dilaniando il presente e il futuro dell’Africa nono sono poche: l’Aids, la mancanza di acqua potabile e corrente, la scarsità di adeguati medicinali per donne e bambini, i bambini – soldato, le donne violentate o quelle a cui vengono mutilati gli organi genitali, le derrate alimentari che spesso vengono sottratte dai militari nei territori in cui le guerriglie sono eterne.

L’Africa meriterebbe maggior rispetto e considerazione da parte di tutti noi, meriterebbe di essere ascoltata, non, cosi come accade, offesa e insultata dalla nostra superbia oltre che dalla nostra villana ignoranza e grettezza.

I Tg italiani, ogni giorno, si contendono la palma di servizio pubblico peggiore sempre indaffarati nel dare la parola ora al “profetico” Papa ora ad un “abbronzatissimo” Premier ora alla “spogliata” Carfagna ora al “patriota” Bossi ora al “l’intelligentissimo” Gasparri ora al “pacato e sereno” Veltroni ora al “velista” D’alema ora al “pallido” Fassino ora al “venerabile” Gelli ora al “sarcofago” Andreotti ora “al gossip” dell’Isola dei Famosi ora al “fenomeno” Ronaldinho..

Quando si parla di Africa, lo si fa con pressapochismo, con pietà, con compassione, come se quello che lì accade a noi non ci competa.

Ma, invece, ci interessa moltissimo quando alcuni nostri impreparati connazionali vengono rapiti o seviziati; ci interessa moltissimo quando le nostre aziende e multinazionali, dietro la falsissima etichetta dello Sviluppo e del Progresso, con uno sfruttamento da epoca coloniale, depauperano certi territori delle loro immense ricchezze naturali e idrogeologiche devastando ambienti incontaminati e avvilendo culture millenarie.

I Riotta, i Mazza, i Fede, i Mentana, i Vespa e tutti gli altri impostori del giornalismo italiano comincino a tremare, perchè la gente è stanca della loro viltà e della loro complicità con i poteri deviati di questa italietta allo sbando.

Il Congo sta vivendo un nuovo dramma, una guerra tra etnie che si sta trasformando in un massacro che non risparmia anziani, donne, bambini.
Il mondo si mobilita. Anche l’Onu, nonostante i soliti colpevoli ritardi, ha provveduto a inviare nuove forze per affrontare la grave crisi. Persino l’Italia ha deciso di partecipare attivamente con un contributo, attivando un fondo di 900mila euro. La somma sarà utilizzata per interventi sanitari e di accoglienza in favore degli sfollati dalla regione del Kivu. I profughi sarebbero già un milione. La situazione appare più grave di ora in ora, l’emergenza umanitaria è ormai al limite e il contingente dei Caschi blu difficilmente riuscirà ad arginare a lungo le violenze. Serve un intervento più concreto e significativo prima che il cessate il fuoco proclamato dai ribelli venga interrotto e riprendano i combattimenti. Il comitato Politico e di Sicurezza dell’Unione europea sembrava pronto ad autorizzare una missione di militari da inviare nella provincia del Nord Kivu, ma la proposta del ministro degli esteri francese Kouchner, non sembra abbia trovato grandi consensi e dalle prime notizie che filtrano da Bruxelles l’Europa dovrebbe garantire solo il supporto per una missione di protezione dei flussi di aiuti. Non possiamo che essere contenti di questa solerte azione comune, anche se si potrebbe fare di più, e ci auguriamo che alle parole seguano a breve i fatti. Ci rimane in bocca l’amarezza per i mancati interventi – più volte annunciati e mai realizzati – per il Darfur. Da mesi l’Unamid chiede 18 elicotteri da poter utilizzare per il controllo del territorio della provincia sudanese, grande quanto la Francia, garantendo così la sicurezza della popolazione darfuriana. Ma ad oggi nessuno dei Paesi che ha a disposizione questi mezzi ha assunto l’impegno di fornirli. E in Darfur continuano a susseguirsi attacchi ai villaggi con centinaia di morti e migliaia di sfollati. Pensavamo che l’epoca dei conflitti di serie A e di serie B fosse finita.
Ci eravamo sbagliati…

La tragedia del Congo, i silenzi sul Darfur, Antonella Napoli, Articolo 21

Facciamo il punto della situazione..


Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana.

Siccome l’Italia è il “Paese delle Meraviglie” e il Paese che meglio di altri si immerge nel Lete perchè è sempre più facile trafugare la Memoria piuttosto che preservarla, ecco che la riflessione di oggi la dedico “pacatamente, serenamente” a noi tutti, facendo il “punto della situazione”..

Cominciamo dall’Ambiente e dall’Energia non solo perchè sono Temi che hanno trovato finalmente “casa” in questo blog (scorrendo sulla destra è infatti possibile trovare dei collegamenti a siti molto interessanti di cui suggerisco la lettura..) ma anche perchè sono Temi di cui si parla spesso poco e male che ci porteranno, invece, prestissimo a nuove corvé da pagare, inflitteci dall’Unione Europea, per la nostra condotta subdola, folle e scellerata.
Si è pronunciato in tal direzione anche il Financial Times, uno dei giornali più letti e importanti del mondo, che in questo articolo non si risparmia di bacchettare i nostri politici sempre attenti alle logiche del mercato e agli affarmismi dei soliti industriali loro sponsor piuttosto che ai cambiamenti climatici e alla condivisione del nuovo Protocollo di Kyoto.
Ma parlando di Ambiente (e conseguentemente anche di Salute), da pugliese quale sono, non posso non citare l’Ilva, l’impianto siderurgico di Taranto, presieduto dal dott. Riva, primo produttore in Europa di diossina che conferisce alla città pugliese lo sgradevole primato di essere la “città più inquinata del continente”, non solo perchè la “tossica” Ministra dell’Ambiente Prestigiacomo ha ritenuto di dover annullare il lavoro di alcuni tecnici preposti al rilevamento delle emissioni di diossine (come si può leggere direttamente da questa nota della Regione Puglia) a cui sopperirà la stessa Regione con una nuova legge anti – diossina, ma perchè conferma l’indifferenza del Governo di cui fa parte per tutto quello che concerne la Tutela Ambientale, e le conseguenti ripercussioni dal punto di vista sanitario, in quanto l’Ilva sta determinando non poche morti per tumori e cancri a causa delle diossine che produce e trasferisce nell’aria, come peraltro certificato e documentato da non pochi studi medici. Senza, poi, considerare le non poche morti sul lavoro che sempre nell’Ilva si registrano con una certa assiduità e per merito delle quali il suo proprietario, dott. Riva, è stato premiato: è diventato infatti uno dei “capitani coraggiosi” a cui è affidato l’ingrato compito di salvare con i suoi capitali, impregnati di morti e di sangue, la compagnia di bandierina Alitalia.

Altro Tema di cui gli italiani sono soliti “sciacquarsi la bocca” quando paventano la loro generosità e la loro capacità di aiutare il prossimo in difficoltà, è quello dei Diritti Umani.
In Congo si sta consumando in queste settimane una nuova crisi umanitaria, una di quelle piaghe gravissime della nostra società che si preferisce curare con l’indifferenza e con la pietà piuttosto che con la terapia dell’analisi dei problemi al fine di estirparli definitivamente senza posticiparli ad un prossimo futuro quando la ferita si riaprirà più sanguinante e dolorosa di prima.
“La Repubblica” ne parla in questo articolo come ne parla anche il quotidiano Articolo 21 qui.
A voi il compito di stabilire chi offre un servizio pubblico migliore tra le due testate.

Ma parlando di Diritti, non possiamo restare in silenzio davanti all’appello e all’urlo di sdegno proveniente da Furio Colombo, parlamentare del Pd, che ci illustra come, in questa italietta fascista xenofoba e razzista, nella quale molti seguono le chiacchiere di regime piuttosto che valorizzare i “fatti”, a 5 fratelli rom (sinti) di nazionalità italiana ai non viene concessa la residenza nella città di Chiari in provincia di Brescia governata dal sindaco e senatore leghista Sandro Mazzatorta perchè la discriminazione e il silenzio sono da preferire alla purezza dell’uguaglianza e dei valori della costituzione. La notizia è leggibile qui.

Scuola. E’ notizia di stamattina che il Governo, di fronte alle reiterate manifestazioni di protesta pacifica in tutto il Paese contro la “boiata” della Gelmini, abbia rinunciato a presentare un Decreto Legge (cioè quello strumento normativo che non prevede un confronto e una discussione) ma si sottoporrà al Parlamento attraverso un Disegno di Legge (ossia quello strumento legislativo che può anche recepire istanze provenienti dall’Opposizione). E’ sicuramente una cosa positiva ma questo non farà sicuramente abbassare la guardia a tutte quelle migliaia di italiani che continueranno a scendere nelle strade per non veder calpestati i loro diritti e la loro speranza per un futuro migliore affinchè non sia privatizzato nè il diritto allo studio nè barattata la dignità di alcuno.
Micromega, sapientemente, sta dedicando a questo tema un intero e sempre aggiornato Dossier consultabile attraverso questo collegamento.

Finisco, questa lunga ma spero interessante disamina, con la Politica alla quale sempre più spesso è legata l’Informazione.
Non so quanti ieri abbiano avuto il disonore di vedere “Buona Domenica” restando basiti davanti al malore del Senatore a vita Andreotti (qui il video) che a quasi 90 anni sente ancora il bisogno di andare in televisione a recitare la parte del politico onesto, un pò biricchino, che con i suoi sermoni paleolitici vuole dominare ancora la scena inculcando non so quali valori nella nostra sbandata generazione.
Infine, proprio perchè non si può non fare alcun riferimento alla notizia di questa ultima settimana, ossia il ritorno di Licio Gelli in Tv, e rinunciando per ora ad esprimere una mia valida riflessione, vi segnalo queste due interessanti letture affinchè chiunque possa farsi una propria idea relativamente a questa ennesima anomalia tutta italiana.
La prima, riconducibile alle dichiarazioni dell’on. Anselmi, è qui e pone l’accento sul perchè nessuno voglia fare luce su tutti gli iscritti alla loggia massonica P2 (tra i quali è bene ricordarlo compare anche il nostro Premier con la tessera nr. 1816), mentre la seconda, tratta da “La Repubblica” rivela un pensiero dello stesso Gelli secondo il quale il nostro Premier sia oggi l’unico in Italia che potrebbe attuare il suo Piano di Rinascita, ossia quel Piano che prevedeva un Colpo di Stato realizzato attraverso il controllo dell’Informazione e del Potere Giudiziario..

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