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60 mila giovani nella green economy

Il Ministro Clini, evidentemente, prima di rilasciare queste dichiarazioni deve aver letto nel blog questo post.. 😉

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Entro l’estate il Quinto conto energia

Mentre in Puglia il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge sulla “Regolazione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili” volta ad ottimizzare il consumo e a salvaguardare le best practice che hanno reso la nostra regione la prima nel Paese per produzione di energia da fonti rinnovabili, il Ministro all’Ambiente Corrado Clini, intervenendo a Milano ad un convegno, ne ha approfittato per fare il punto della situazione su alcuni aspetti, quali il Quinto conto energia, la riformulazione della bozza di Piano energetico nazionale, gli incentivi alle energie alternative, lo sviluppo del modello di  “città intelligente”.

Se non si verificheranno intralci avremo una bozza in consultazione entro l’estate. Il piano disegnerà un quadro di riferimento completo di ogni parte del settore tenendo presente il contesto internazionale. Dobbiamo adeguare gli incentivi; il costo del fotovoltaico ad esempio è diminuito quasi 5 volte in pochi anni. Importante poi lavorare alla sua integrazione con l’edilizia e gli impianti industriali.

Sul nuovo quinto Conto energia e sugli incentivi al fotovoltaico le notizie che trapelano preoccupano in parte tutti coloro che ormai si sono convertiti totalmente alle rinnovabili e vorrebbero che il Paese investisse con più convinzione su di esse, anche per facilitare le nuove assunzioni; ad oggi quel che si sa è che la proroga del 55% fino al 2020 potrebbe contenere anche una mini-riforma degli strumenti finora utilizzati che potrebbero, pertanto, significare una riduzione dell’aliquota applicata fino ad adesso. Nessun tetto, invece, per il solare termodinamico, con l’intento di recuperare più facilmente il gap accumulato negli ultimi anni, pur in presenza di ottime potenzialità paesaggistiche che potrebbero agevolare l’exploit di questa sorgente rinnovabile.

Verso un modello di fiscalità dell’energia?

Nonostante le parole del Ministro Clini sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica possano indurre ad una certa positività (nella nota si parla anche di carbon tax e riduzione dei trasporti su gomma), l’assenza di un Piano Energetico Nazionale, come rilevato già qualche giorno fa per l’ennesima volta, inficia ogni progetto di rilancio sostenibile dell’economia perché potenzialmente basato su un modello di sviluppo ecologicamente intollerabile. La conseguenza più immediata e più visibile è, infatti, come rileva Linkiesta, la gravosità delle nostre bollette energetiche. Occorrerebbe, pertanto, esercitare quella propositiva e tenace pressione democratica affinché le rinnovabili e l’efficientamento diventino punti fissi, come avviene negli altri paesi europei, di ogni agenda politica riformista ed innovativa.

Suona come un’eresia, la proposta di un sistema di decrescita progressiva dei consumi energetici con dei budget contingentati annualmente stabiliti dallo Stato. È un atto rivoluzionario delineare un nuovo modello di fiscalità dell’energia che premi i comportamenti virtuosi di ogni singolo cittadino valutandone i costi dello stile di vita in termini di  kWh utilizzati e di carbonio emesso.

La Certificazione Energetica e il Quinto Conto Energia

Si è svolto, alcune settimane fa, a Milano, il Secondo Forum Nazionale sulla Certificazione Energetica.

Dal “Rapporto 2012 sullo stato di attuazione della certificazione energetica degli edifici in Italia” emerge che il 95% dei certificati redatti in Italia da quando è entrata in vigore la normativa (circa 1.375.023) è stato redatto al Nord, il 4% al Centro, solo l’1% al Sud. Appare evidente, inoltre, come sia necessario puntare sull’adeguamento delle normative regionali, sulla qualità e professionalità dei certificatori energetici e come i controlli, se accompagnati da sanzioni, potrebbero dare quella credibilità alla certificazione energetica che in molte regioni oggi non è stata oggettivamente raggiunta. Si rileva come il certificatore energetico debba pian piano occupare un nuovo spazio professionale, diventando una sorta di consulente dell’energia, all’interno di una progettazione integrata degli edifici fornendo consulenza ad architetti ed ingegneri progettisti sulle migliori soluzioni in merito all’efficienza energetica in relazione alle condizioni ambientali, di confort e di costo.

Nel corso, poi, della stessa manifestazione è emerso che gli edifici in Italia non sono efficienti: il 79,2% è stato costruito prima del 1980; quasi la metà degli impianti termoidraulici installati (49,5%) sono stati realizzati prima del 1990 e l’81,5% delle abitazioni è caratterizzato da un livello di isolamento termico valutato dagli inquilini come medio o scarso. Perciò la sfida all’efficienza energetica, per raggiungere gli obiettivi del 20-20-20 indicati dalla Comunità Europea, si gioca non solo sul campo della riqualificazione degli immobili esistenti, ma soprattutto attraverso un percorso di qualificazione degli installatori. Dal 1° agosto 2013, infatti, gli installatori avranno l’obbligo di ottenere dei patentini per installare impianti ad energia rinnovabile.

Sul Quinto Conto Energia, su cui si è acceso il solito dibattito sulla quantità di incentivi disponibili, infine, occorre dire che sono previste disposizioni volte a favorire l’insediamento diffuso anche delle altre fonti rinnovabili solitamente meno considerate dall’opinione pubblica quali la geotermia, biomasse o biogas. A queste nuove disposizioni stanno lavorando tre ministri, come si desume da questo articolo, e nonostante questo le associazioni di categoria lamentano il metodo assunto dall’esecutivo, poco partecipato e poco trasparente, non nascondendo, infine, il fastidio per il solo coinvolgimento di Enel.

“Il nuovo regime pone le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato, calati radicalmente nel corso degli ultimi anni. Vengono favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo, introducendo inoltre meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare. L’energia rinnovabile continua a essere un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi, che possono sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale, ma allo stesso tempo è stato “posto un freno importante alla crescita dei costi energetici per cittadini e imprese”.

Al Sud 750 mln contro il dissesto idrogeologico

Il nove marzo già ne avevo scritto, riportando dichiarazioni e promesse elaborate in precedenza. Dopo quasi quattro mesi di annunci e poco più, il Ministro all’Ambiente, Corrado Clini, ha dichiarato che ammonta a 750 milioni di euro il tesoretto che il Governo è riuscito a recuperare per destinarlo a interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico e la tutela del territorio nelle regioni del Sud.

Stiamo predisponendo un’ iniziativa di legge che consenta di creare a regime le condizioni per fare in modo che la sicurezza del territorio diventi una misura regolare e permanente. Dobbiamo prevenire le emergenze, su questo stiamo lavorando intensamente e spero che prima della fine dell’ estate si possa avere questo strumento.

La prevenzione del dissesto idrogeologico

Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini lo aveva anticipato, già a dicembre. Questo esecutivo intende investire sulla prevenzione del dissesto idrogeologico e sulla salvaguardia del territorio. Gli ultimi provvedimenti adottati vanno in questa direzione. Auspichiamo, pertanto, che non ci siano improvvise retromarce con i buoni propositi sbriciolatisi proprio come i suoli del nostro Paese che mai sono stati messi in tutela.

Tra gli impegni presi dall’Esecutivo vi è quella di prevedere un aumento delle risorse destinate agli interventi di prevenzione con l’obbligo di utilizzarne una quota parte per interventi sistematici di manutenzione e controllo degli argini e delle opere a servizio dei corsi d’acqua. Viene inoltre ribadita la volontà, già più volte espressa dal Ministro Clini, di non concedere nessun nuovo condono per opere abusive costruite in luoghi a rischio di dissesto. Inoltre saranno inasprite le sanzioni per i comportamenti contrari alle norme in materia. Di più, tra le promesse di intervento, il Governo si è impegnato di favorire la delocalizzazione dei manufatti a rischio rispetto ad una loro messa in sicurezza secondo un’adeguata analisi costi/benefici.

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